Saber Interactive nega di aver sostituito con l’intelligenza artificiale gli autori di Rideshare “Stimulator”, il simulatore di guida sviluppato da Unigine e annunciato il mese scorso. A respingere l’accusa è stato il CEO di Saber, Matthew Karch, secondo il quale né Saber né Unigine avrebbero rimpiazzato alcuno scrittore con sistemi di AI. La storia del gioco, ha sostenuto il dirigente, sarebbe stata scritta interamente da persone, con una sola eccezione circoscritta a una modalità sperimentale.
La smentita risponde alle dichiarazioni di Stella Sacco, già lead writer del progetto. Sacco ha affermato di essere stata sostituita con ChatGPT durante lo sviluppo e ha aggiunto che anche le voci dei passeggeri sarebbero state generate dall’AI. L’autrice ha lasciato aperte due possibilità: che la direzione produttiva sia cambiata successivamente oppure che l’impiego della tecnologia non sia stato indicato nella pagina del gioco su Steam.
Saber presenta il titolo come una simulazione immersiva che mette il giocatore al volante nei panni del proprietario di un’attività di ridesharing. Le sequenze mostrate nel trailer suggeriscono la presenza di testi e audio generati artificialmente per alcuni passeggeri virtuali. Al momento descritto, tuttavia, la scheda Steam non contiene una dichiarazione relativa all’uso di AI generativa, un elemento che contribuisce alla distanza tra la versione dell’azienda e quella dell’ex responsabile dei testi.
Karch ha precisato che il gioco includerà una modalità sperimentale di guida libera, nella quale l’AI sarebbe necessaria per gestire un numero potenzialmente infinito di passeggeri. In questa componente, la generazione automatica non verrebbe quindi impiegata per sostituire una trama tradizionale, ma per alimentare interazioni non predeterminate. Saber rivendica inoltre una lunga esperienza nell’uso di strumenti di AI per migliorare il gameplay e il comportamento dei personaggi non giocanti, attività che il CEO fa risalire alla fondazione della società nel 2001.
La distinzione proposta dall’azienda separa così la storia principale, attribuita agli autori umani, dai contenuti dinamici della modalità libera. È una linea tecnica e produttiva che prova a delimitare il ruolo dell’automazione: sceneggiatura definita da una parte, dialoghi generati per esperienze teoricamente illimitate dall’altra. Karch ha accompagnato questa posizione con una rassicurazione occupazionale, sostenendo che nessuno degli oltre 3.000 dipendenti di Saber debba temere di essere sostituito dall’AI.
Sacco contesta però proprio la possibilità di mantenere separate le due dimensioni. Nella sua replica, l’autrice osserva che non si può sostenere contemporaneamente che gli scrittori abbiano scritto la storia e che i computer abbiano prodotto parte dei testi. Se nel gioco convivono corse scritte da lei e corse create, o destinate a essere create, da un sistema automatico, per Sacco l’AI è stata comunque utilizzata sottraendo lavoro umano.
L’ex lead writer afferma inoltre che Saber le avrebbe comunicato già nel dicembre 2023 l’intenzione di procedere in questa direzione. La sua obiezione non riguarda soltanto la presenza materiale di contenuti sintetici, ma il confine con cui l’azienda definisce una sostituzione: per Sacco, affidare a un modello una porzione della scrittura costituisce comunque un trasferimento di lavoro, anche quando altri segmenti del prodotto restano firmati da persone.
Il confronto lascia quindi aperti due piani distinti: la ricostruzione del rapporto professionale tra Saber e Sacco e la classificazione dei contenuti generati nella modalità sperimentale. L’azienda insiste sull’assenza di sostituzioni e presenta l’AI come uno strumento di ampliamento dell’esperienza; l’autrice considera invece decisiva la quota di scrittura assegnata alle macchine. Rideshare “Stimulator” diventa così un esempio concreto della difficoltà di tracciare un confine condiviso tra supporto tecnologico, produzione dinamica e lavoro creativo.