Micron avrebbe interrotto la produzione e la vendita dei chip di memoria GDDR7 da 2 GB, pari a 16 Gb. La decisione riguarderebbe entrambe le versioni, da 28 e 32 Gbps. I moduli risultano indicati come End of Life nel catalogo dell'azienda, mentre le relative pagine non restituiscono più risultati. È un cambio di direzione per un prodotto entrato solo di recente nella fornitura di memoria destinata alle schede grafiche da gioco.
Micron aveva iniziato a fornire questi chip a NVIDIA all'inizio dell'anno. Il loro impiego nella serie GeForce RTX 50 è però rimasto circoscritto a pochi modelli, tra cui alcune versioni retail della GeForce RTX 5060. La presenza limitata nella gamma aiuta a leggere la scelta industriale: per Micron, proseguire nel segmento dei moduli da 2 GB avrebbe significato destinare capacità produttiva a un componente nel quale la sua posizione era poco competitiva.
Per le schede RTX 50 vendute al pubblico, la maggior parte dei moduli GDDR7 da 2 GB arriva da Samsung e SK Hynix. L'uscita di Micron da questa specifica fascia presenta quindi un rischio minimo di carenze immediate. La distinzione conta per chi acquista o assembla un PC: la cessazione di una linea di chip non implica, da sola, un'interruzione della disponibilità delle schede che usano quella capacità di memoria.
La direzione indicata per Micron è quella dei chip GDDR7 da 3 GB, pari a 24 Gb. Sono moduli a maggiore densità e con margini più elevati, ma meno adatti alla gamma consumer RTX 50: costano di più e portano a capacità complessive di memoria meno convenzionali per quelle schede. La stessa caratteristica che ne limita l'attrattiva nei prodotti da gioco trova invece spazio in una categoria di GPU con esigenze e posizionamento differenti.
I chip da 3 GB sono utilizzati nelle GPU professionali RTX PRO Blackwell di NVIDIA, pensate anche per carichi di AI generativa e agentica. È su questo impiego che si concentra il cambio di priorità: Micron si orienterebbe verso moduli più densi già presenti in prodotti destinati a tali applicazioni. Il passaggio mette a confronto due destinazioni della stessa tecnologia di memoria, quella delle schede grafiche consumer e quella delle GPU professionali, con esigenze diverse in termini di capacità e costo.
La scelta si inserisce in una direzione che Micron aveva già reso esplicita con l'uscita dal business consumer Crucial, dedicato a memorie e SSD. L'azienda aveva collegato quella decisione alla crescita della domanda dei data center per l'AI e alla volontà di servire clienti strategici più grandi in segmenti in più rapida espansione. Nel caso delle GDDR7, il passaggio dai moduli da 2 GB a quelli da 3 GB tradurrebbe quella priorità in una scelta concreta di capacità produttiva.