Spotify estende anche all’Italia il programma partner che consente agli autori di podcast di guadagnare attraverso la condivisione dei ricavi pubblicitari e di quelli legati agli abbonamenti Premium. L’espansione prevista per l’autunno porterà il programma a un totale di 35 regioni. Per i podcaster italiani che soddisfano i requisiti si apre così l’accesso a un sistema di remunerazione che comprende sia i contenuti audio sia quelli video, con modalità diverse a seconda del pubblico raggiunto.
L’allargamento coinvolge, oltre all’Italia, Spagna, Brasile, Messico, Colombia, Polonia, Cile, Repubblica Dominicana e Bahamas. Si tratta della maggiore espansione geografica del programma finora realizzata dalla piattaforma, che lo ha già attivato negli Stati Uniti, in Europa e in Australia. La nuova fase ne amplia quindi la presenza europea e raggiunge diversi mercati dell’America Latina e dei Caraibi, estendendo la platea dei potenziali partecipanti in aree linguistiche differenti.
Il meccanismo distingue due canali di remunerazione. Per i videopodcast, le visualizzazioni degli utenti Premium concorrono alla generazione dei ricavi destinati agli autori. Sul versante pubblicitario, invece, i podcaster ricevono una quota delle entrate prodotte dagli annunci quando gli utenti del servizio gratuito ascoltano il programma. La partecipazione permette dunque di monetizzare la fruizione dei contenuti attraverso entrambe le componenti del pubblico di Spotify, collegando il compenso alle modalità con cui il servizio viene utilizzato.
Gli autori mantengono inoltre la possibilità di distribuire i propri programmi su altre piattaforme e di trattenere integralmente i ricavi delle sponsorizzazioni. L’adesione può quindi inserirsi in un’attività editoriale che comprende più canali di distribuzione e accordi commerciali gestiti dal podcaster. Per chi produce contenuti come attività professionale, la combinazione consente di affiancare i proventi del programma partner alle relazioni già costruite con gli sponsor, conservando anche la distribuzione esterna a Spotify.
L’espansione accompagna la crescita del consumo di video sulla piattaforma. Secondo i dati comunicati dall’azienda, il consumo di podcast video è aumentato del 140% dal lancio della funzione nel 2022. Spotify dichiara inoltre che il totale dei pagamenti mensili ai programmi è cresciuto di un terzo rispetto a gennaio. Quest’ultimo dato riguarda l’ammontare complessivo erogato, non il guadagno del singolo autore: descrive la crescita dei pagamenti nel loro insieme, mentre il dato sui video riguarda l’utilizzo del formato.
Nel corso dell’anno Spotify ha anche modificato i criteri per accedere alla monetizzazione dei videopodcast. Gli autori possono presentare domanda con almeno tre episodi pubblicati, 2.000 ore di consumo e un pubblico coinvolto di almeno 1.000 persone negli ultimi 30 giorni. L’accesso combina quindi una soglia relativa al catalogo disponibile con requisiti legati alla fruizione e alla partecipazione del pubblico: pubblicare gli episodi è soltanto una delle condizioni previste.
L’azienda attribuisce alla modifica dei requisiti un aumento medio del 45% del consumo dei programmi partecipanti. L’intervento sulle condizioni di accesso precede così l’allargamento internazionale: Spotify sta agendo sia sulla platea degli autori ammessi sia sui territori coperti. Per le produzioni interessate a candidarsi, il passaggio operativo è verificare insieme consistenza del catalogo, ore di consumo e pubblico coinvolto nel periodo richiesto.