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L’Ucraina colpisce oltre 12 depositi di Wildberries

Sedici depositi di Wildberries colpiti in meno di due settimane. I raid ucraini investono la rete logistica che gestisce il 52% degli ordini online russi.

05 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
L’Ucraina colpisce oltre 12 depositi di Wildberries
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L’Ucraina ha colpito 16 strutture logistiche di Wildberries in meno di due settimane, estendendo la propria campagna aerea a una delle infrastrutture commerciali più capillari della Russia. Le immagini degli incendi e delle colonne di fumo hanno reso visibile l’impatto degli attacchi sul maggiore marketplace del Paese, mentre il bilancio complessivo indica almeno nove morti e decine di feriti. Nel mirino è finita una rete che sostiene una parte consistente degli acquisti quotidiani e delle attività di migliaia di imprese.

I primi raid hanno raggiunto il 18 luglio i siti di Elektrostal, a est di Mosca, e della regione di Tambov. Gli attacchi sono poi proseguiti nella Russia occidentale e meridionale, oltre che nella Crimea controllata da Mosca. Sono stati interessati depositi nelle regioni di Krasnodar, Stavropol, Leningrado, Penza, Udmurtia e Volgograd, insieme a strutture di San Pietroburgo, Simferopoli e Zelenodolsk. Nel deposito di Penza quattro persone sono rimaste ferite e 200 lavoratori sono stati evacuati.

Fondata nel 2004 da Tatyana Kim, allora insegnante e giovane madre, Wildberries è passata dalla vendita di abbigliamento a un catalogo che comprende libri, cosmetici, giocattoli, elettrodomestici, articoli sportivi, prodotti per la casa, servizi farmaceutici e prenotazioni di viaggi. La piattaforma dal logo viola è diventata un’infrastruttura nazionale per stoccaggio, spedizione e consegna. Kim ha indicato oltre 200 strutture logistiche, con attività anche in Bielorussia, Kazakhstan e Crimea.

Sedici depositi colpiti portano la guerra dentro la logistica dell’e-commerce russo

Le dimensioni spiegano la portata economica delle interruzioni. Sergei Semko, analista di Data Insight, stima tra 500.000 e 800.000 i venditori presenti sulla piattaforma, responsabile del 52% degli ordini online effettuati in Russia. Accanto ai concorrenti Ozon e Yandex Market, Wildberries consente ad artigiani e piccole aziende di raggiungere clienti distribuiti su un territorio vastissimo. Sui social diversi commercianti hanno raccontato la perdita delle merci conservate nei magazzini colpiti, senza che sia ancora disponibile una valutazione completa dei danni.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, senza nominare direttamente Wildberries, ha affermato che le strutture attaccate partecipavano alla fornitura di equipaggiamenti e componenti tecnici alle forze russe. Nel catalogo del marketplace compaiono prodotti utilizzabili sia in ambito civile sia militare, tra cui giubbotti antiproiettile, caschi, radio e dispositivi elettronici. Alcuni articoli risultavano presentati come testati nella “SVO”, l’acronimo russo utilizzato per indicare la guerra in Ucraina, oppure come scelta dei combattenti.

Wildberries gestisce il 52% degli ordini online effettuati in Russia

Il Cremlino ha respinto questa ricostruzione. Il portavoce Dmitry Peskov ha sostenuto che i depositi non rifornissero l’apparato militare e ha accusato Kyiv di colpire obiettivi civili. Kim ha aggiunto che gli stessi prodotti sono disponibili presso altri operatori online e ha definito gli attacchi privi di logica, attribuendo loro l’obiettivo di generare panico. Wildberries ha intanto dichiarato di aver rafforzato le difese dei siti e di essere riuscita a respingere la maggior parte dei tentativi.

Per migliaia di piccoli venditori, i magazzini distrutti significano inventari perduti

La continuità operativa resta disomogenea: l’incendio nel polo di Elektrostal, hub di distribuzione per Mosca, ha richiesto tre giorni per essere spento, mentre il sito di Tambov ha ripreso le attività dopo cinque giorni. A Ryazan, invece, la maggior parte delle merci sarebbe stata salvata. Per sostenere i venditori, Wildberries ha offerto riduzioni sui costi di stoccaggio, trasferimenti gratuiti verso altri impianti e prestiti scontati tramite Wildberries Bank. Rimane però aperto il nodo dei risarcimenti, dopo l’introduzione di una clausola di forza maggiore che include espressamente gli attacchi con droni.

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