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KOMCA registra le opere create con l’aiuto dell’AI

La società sudcoreana apre alla registrazione di opere realizzate con assistenza AI, imponendo trasparenza, prove del processo creativo e sanzioni per chi dichiara il falso.

05 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
KOMCA registra le opere create con l’aiuto dell’AI
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La KOMCA cambia rotta sul rapporto tra diritto d’autore e intelligenza artificiale. La società sudcoreana consentirà la registrazione di opere realizzate con l’aiuto di strumenti AI, purché il contributo tecnologico venga dichiarato in modo dettagliato. L’apertura riguarda quindi la creazione assistita e non equivale a riconoscere automaticamente come tutelabili i contenuti generati integralmente attraverso un singolo prompt.

La nuova impostazione supera la linea adottata nell’aprile 2025, quando erano ammesse alla registrazione soltanto le opere create interamente da esseri umani. Già allora, tuttavia, KOMCA aveva lasciato spazio a possibili modifiche per distinguere l’uso dell’AI come supporto creativo dalle piattaforme capaci di produrre un brano completo su semplice richiesta. La distinzione resta centrale, mentre il confine concreto tra intervento umano e produzione automatizzata dovrà essere precisato attraverso l’applicazione della policy.

Il cambio arriva dopo un controllo che avrebbe individuato una presenza molto ampia di composizioni assistite dall’AI tra le opere già registrate e associate a royalty. Il Board of Audit and Inspection della Corea del Sud ha esaminato 8.540 canzoni riconducibili a 29 persone, con una media di 295 brani per individuo. Quasi il 61% del campione sarebbe risultato probabilmente composto con assistenza artificiale. L’audit ha interessato complessivamente 11 organismi di gestione collettiva, non soltanto KOMCA, che avrebbe contestato l’affidabilità delle tecnologie impiegate per rilevare l’uso dell’AI.

KOMCA apre alle opere assistite dall’AI, ma pretende trasparenza sul processo creativo

La responsabilità della dichiarazione ricade ora direttamente sui richiedenti. Chi presenta un’opera dovrà indicare nel dettaglio l’eventuale assistenza dell’intelligenza artificiale e conservare materiali capaci di documentare il processo creativo e la cronologia delle revisioni. KOMCA potrà chiedere la consegna di queste prove, trasformando bozze, versioni intermedie e passaggi di lavorazione in elementi utili per valutare quale parte del risultato derivi effettivamente dall’autore.

Il sistema prevede conseguenze anche sul piano economico e associativo. Se viene accertata una falsa dichiarazione, KOMCA potrà disporre la sospensione dei pagamenti delle royalty, recuperare gli importi percepiti indebitamente, applicare misure disciplinari previste dallo statuto o arrivare alla risoluzione dell’accordo fiduciario. La policy prova così a contenere il rischio che autori o operatori nascondano l’impiego dell’AI per ottenere registrazioni e compensi non dovuti.

Bozze e revisioni potranno diventare prove decisive del contributo umano

L’apertura alle opere assistite non cancella la posizione più severa assunta dall’industria musicale coreana verso altri impieghi dell’AI generativa. Nel febbraio 2026, diverse organizzazioni, inclusa KOMCA, hanno dato vita al K-Music Rights Organizations Mutual Growth Committee. Il comitato ha indicato tra i propri obiettivi una maggiore trasparenza sui dati usati per addestrare i sistemi generativi, il contrasto all’addestramento non autorizzato e l’etichettatura dei contenuti creati dalle macchine sulle piattaforme di streaming.

Le false dichiarazioni possono costare royalty, sanzioni e accordi fiduciari

La linea emergente separa quindi l’AI utilizzata come utensile dall’automazione che sostituisce il contributo creativo umano. Al Magok Culture & Tech Festival, organizzato da KOMCA alla fine di giugno, il presidente Lee Si-ha aveva affrontato proprio il confine tra output artificiali e opere umane. Il messaggio mostrato durante la presentazione sintetizzava l’orientamento: l’AI è soltanto uno strumento, mentre il valore autentico della creazione risiede nell’essere umano. Registrazione, trasparenza e verificabilità diventano così le tre coordinate della nuova policy.

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