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Il marketing digitale minaccia l'allattamento, avverte la PAHO

La PAHO chiede regole più forti contro la promozione digitale dei sostituti del latte materno, alimentata da social, influencer, algoritmi e pubblicità mirata.

06 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Il marketing digitale minaccia l'allattamento, avverte la PAHO
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La Pan American Health Organization (PAHO) chiede ai Paesi delle Americhe, compresi quelli dei Caraibi, di rafforzare la protezione delle famiglie dalla crescente promozione digitale dei sostituti del latte materno. L’allarme, lanciato in occasione della World Breastfeeding Week 2026, riguarda un ambiente informativo profondamente cambiato: social network, influencer, algoritmi e intelligenza artificiale permettono alle aziende di raggiungere genitori e caregiver con messaggi sempre più personalizzati, spesso difficili da osservare e controllare dall’esterno.

Il dato regionale fotografa una distanza ancora ampia dagli obiettivi sanitari. In America Latina e nei Caraibi soltanto il 43% dei neonati viene allattato esclusivamente al seno nei primi sei mesi di vita, contro un obiettivo globale del 60% entro il 2030. La PAHO ricorda che l’allattamento offre una nutrizione ottimale, rafforza il sistema immunitario, riduce il rischio di malattie e sostiene la crescita e lo sviluppo, producendo al tempo stesso benefici significativi per la salute materna.

La pressione commerciale si è però spostata verso canali capaci di operare con maggiore precisione. Le imprese utilizzano pubblicità personalizzata, promozioni sui social, raccomandazioni degli influencer e inserzioni integrate nelle piattaforme per intercettare donne incinte, neomamme e altri caregiver. Secondo Vanessa Garcia Larsen, responsabile dell’unità Risk Factors della PAHO, proteggere l’allattamento nell’era digitale significa anche difendere le famiglie da pratiche commerciali in grado di orientarne le decisioni.

La pubblicità personalizzata può raggiungere genitori e caregiver lontano dai controlli tradizionali

Il quadro normativo procede più lentamente della tecnologia. I dati presentati durante un seminario regionale della PAHO indicano che solo il 45% dei Paesi dell’America Latina e dei Caraibi ha adottato misure collegate al Codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno. Soltanto Brasile e Argentina hanno raggiunto un allineamento sostanziale, mentre diversi Paesi caraibici non dispongono ancora di una legislazione specifica. Il monitoraggio regionale ha inoltre individuato potenziali violazioni su social media, siti web e altri canali digitali.

Per Mónica Mazariegos, ricercatrice presso l’Institute of Nutrition of Central America and Panama, la promozione delle formule commerciali si è evoluta lasciando aperto un vuoto regolatorio online. Oltre l’80% della pubblicità di questi prodotti passa attraverso canali digitali. Studi condotti in America Centrale associano l’esposizione a tali messaggi a una maggiore probabilità di acquisto e utilizzo, oltre che a una riduzione di quasi il 50% della prosecuzione dell’allattamento oltre i dodici mesi.

Oltre l’80% della promozione dei prodotti avviene attraverso canali digitali

Il riferimento internazionale resta il codice adottato dalla World Health Assembly nel 1981, nato per evitare che le decisioni sull’alimentazione infantile siano condizionate da pratiche commerciali inappropriate. Una risoluzione più recente ne ha ampliato la portata per includere social media, creatori di contenuti, influencer e altre piattaforme online. Gli esperti chiedono ora norme aggiornate, controlli più efficaci e l’impiego di nuove tecnologie di monitoraggio per individuare le violazioni, insieme a una cooperazione regionale adatta a pubblicità che attraversano facilmente i confini nazionali.

Proteggere l’allattamento richiede regole aggiornate, monitoraggio efficace e trasparenza digitale

La risposta delineata non riguarda soltanto la rimozione dei contenuti promozionali. Comprende la tutela dei dati personali, maggiore trasparenza sulle logiche della pubblicità mirata, servizi di sostegno all’allattamento, consulenza alle famiglie e politiche che consentano alle donne di allattare per il periodo raccomandato. L’obiettivo indicato dalla PAHO è garantire informazioni obiettive e fondate sulle evidenze, libere da indebite influenze commerciali: un risultato che richiede regole aggiornate, sistemi di controllo operativi e una maggiore trasparenza digitale.

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