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Blacksmith raccoglie 45 milioni e ora vale 550 milioni

Il round di Serie B porta Blacksmith a una valutazione di 550 milioni di dollari, quasi dieci volte quella assegnata meno di un anno fa.

12 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Blacksmith raccoglie 45 milioni e ora vale 550 milioni
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Blacksmith ha raccolto 45 milioni di dollari in un round di Serie B che porta la sua valutazione a 550 milioni di dollari. L’operazione fotografa una crescita quasi decuplicata rispetto ai 60 milioni attribuiti alla startup meno di un anno fa, quando aveva chiuso una Serie A da 10 milioni. Il nuovo capitale arriva mentre l’accelerazione della programmazione assistita dall’intelligenza artificiale sposta una parte crescente del lavoro verso il controllo del software prodotto.

Il round è stato guidato da Peak XV Partners, con la partecipazione degli investitori esistenti GV e Y Combinator. La raccolta complessiva della società sale così a 58,5 milioni di dollari. Fondata nel 2024, Blacksmith sviluppa strumenti che consentono alle aziende di costruire, testare e verificare il software prima del passaggio in produzione, intervenendo in una fase diventata più critica con l’aumento del codice generato automaticamente.

La base commerciale ha seguito la stessa traiettoria della valutazione. Blacksmith serve oggi oltre 5.000 clienti, rispetto agli oltre 700 registrati meno di un anno fa. Tra le aziende che utilizzano la piattaforma figurano Mercury, Supabase, Clerk, Ashby ed Expensify. La crescita indica quanto la capacità di produrre codice più velocemente stia alimentando una domanda parallela di infrastrutture in grado di verificarne funzionamento, qualità e compatibilità prima del rilascio.

Più codice generato dall’AI significa più pressione sui processi di validazione

Strumenti come Cursor, OpenAI Codex e Anthropic Claude Code hanno semplificato la generazione di software, ma non garantiscono automaticamente l’affidabilità del risultato. «Validare il codice è ancora un collo di bottiglia, ed è un collo di bottiglia ancora più grande perché le persone ne scrivono ancora di più», ha spiegato il cofondatore e amministratore delegato Aditya Jayaprakash. La maggiore produttività nella scrittura può quindi trasferire pressione sui processi di test e revisione.

Blacksmith era nata come fornitore cloud per carichi di lavoro di continuous integration, eseguendo le build e i test necessari a controllare il codice prima della produzione. In seguito ha ampliato la piattaforma con Codesmith, un agente di programmazione basato sull’intelligenza artificiale capace di correggere automaticamente i controlli falliti. L’evoluzione porta l’azienda oltre la sola infrastruttura di esecuzione, verso un sistema che interviene direttamente sui problemi individuati durante la validazione.

Blacksmith passa da 60 a 550 milioni di valutazione in meno di un anno

Anche i ricavi hanno accompagnato l’espansione. Jayaprakash ha dichiarato che Blacksmith aveva raggiunto un ritmo annualizzato di 10 milioni di dollari con appena dieci dipendenti. L’organico è poi salito a circa 30 persone e i ricavi sono cresciuti fino a «decine di milioni di dollari», senza che il CEO fornisse un dato aggiornato preciso. Alcuni dei maggiori clienti spendono ora oltre un milione di dollari l’anno sulla piattaforma.

Lo spazio competitivo resta affollato. Blacksmith si confronta con GitHub Actions, Cursor Automations, le funzioni di validazione integrate in Codex e Claude Code e numerose altre startup. A questi concorrenti si aggiungono i servizi di test del codice proposti da Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud. Jayaprakash ha indicato velocità dei test e convenienza economica come i principali elementi con cui la società punta a differenziarsi.

Velocità dei test e convenienza sono le leve scelte per competere

La strategia prevede ora l’espansione verso una gamma più ampia di strumenti per sviluppatori, con l’obiettivo di accelerare scrittura, validazione e integrazione del software. La nuova valutazione riflette una scommessa precisa: se gli agenti AI aumentano la quantità di codice prodotto, test e verifica possono diventare una componente sempre più centrale della catena di sviluppo, trasformando un tradizionale passaggio tecnico in un mercato conteso da startup e grandi piattaforme cloud.

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