Affle 3i accelera sulle conversioni pubblicitarie alimentate dall’intelligenza artificiale, mentre i conti mostrano una crescita a doppia cifra. Nel primo trimestre dell’esercizio FY27, la società adtech ha registrato ricavi consolidati pari a 747,2 crore di rupie, in aumento del 20,4% su base annua. Il risultato riflette una strategia sempre più concentrata sulle azioni generate dalle campagne, anziché sulla sola distribuzione di annunci.
Anche gli indicatori di redditività hanno mantenuto un andamento positivo. L’utile dopo le imposte è salito del 21,7%, raggiungendo 128,4 crore di rupie, mentre l’EBITDA è aumentato del 20% a 167,6 crore di rupie. Il margine EBITDA si è attestato al 22,4%, sostanzialmente in linea con quello dello stesso periodo dell’anno precedente. La crescita, secondo l’azienda, è stata diffusa sia in India sia nei mercati internazionali e ha coinvolto i principali settori serviti.
Il motore operativo resta il modello cost-per-converted-user, o CPCU, costruito per remunerare il conseguimento di conversioni misurabili. Nel trimestre il business ha prodotto 12,4 crore di utenti convertiti, mentre i relativi ricavi sono cresciuti del 20,2% a 745,5 crore di rupie. L’enfasi si sposta così da impression e clic all’azione compiuta dal consumatore dopo l’esposizione alla campagna, legando più direttamente la tecnologia pubblicitaria al risultato richiesto dall’inserzionista.
Al centro di questa impostazione si trova la Affle 3i Consumer Platform, che integra dati proprietari, intelligence sulle audience e capacità di agentic AI. La piattaforma è progettata per ottimizzare il targeting, personalizzare l’interazione e migliorare il ritorno sull’investimento lungo differenti fasi del percorso del consumatore. L’intelligenza artificiale non viene quindi proposta come un livello separato, ma come una componente incorporata nella selezione delle audience e nell’esecuzione delle campagne.
Il perimetro operativo comprende dispositivi mobili, connected TV e altri dispositivi intelligenti con funzioni autonome. L’espansione punta a trasferire la logica orientata alle performance su un numero maggiore di punti di contatto, seguendo il consumatore tra schermi e ambienti connessi. Per i brand, la proposta consiste nel passaggio da un targeting generalista a un’acquisizione più precisa, sostenuta dalla combinazione tra dati, automazione e requisiti pubblicitari specifici dei diversi settori.
Durante il trimestre Affle ha inoltre acquisito asset strategici di AdColony, con l’obiettivo di rafforzare lo stack della propria piattaforma e la capacità di generare conversioni di utenti nuovi ed esistenti. Anuj Khanna Sohum, presidente, amministratore delegato e CEO della società, ha collegato l’operazione all’espansione su mobile, CTV e altri dispositivi connessi intelligenti. La strategia di verticalizzazione e l’ampliamento del portafoglio di proprietà intellettuale dovrebbero anche affinare quella che l’azienda definisce “human-vs-non-human data distillation”.
La traiettoria delineata dai risultati avvicina ulteriormente advertising technology, dati proprietari e misurazione delle conversioni. Affle sta costruendo la propria offerta attorno a soluzioni verticali, adattando audience intelligence e AI alle esigenze dei singoli comparti industriali. La Vision of 10x continua, nelle parole di Sohum, a guidare la crescita nei settori chiave e un’espansione geografica bilanciata. Il posizionamento finale è quello di una società di consumer intelligence guidata dall’AI, nella quale il valore della campagna dipende sempre più da ciò che accade dopo la visualizzazione dell’annuncio.