Bumble prepara un futuro in cui lo swipe non sarà più il gesto centrale degli incontri online. Durante la presentazione dei risultati del secondo trimestre, l’azienda ha indicato i primi segnali positivi di Plans, la nuova applicazione pensata per mettere in contatto le persone nella vita reale attraverso appuntamenti di gruppo informali. Il progetto risponde alla crescente stanchezza dei più giovani verso le modalità tradizionali del dating digitale.
L’amministratrice delegata Whitney Wolfe Herd ha definito «promettenti» i risultati ottenuti nei primi mesi di test e ha annunciato una maggiore attenzione alle esperienze dal vivo. Nella sua lettura, gli incontri di gruppo consentono alle persone di scoprire con chi esiste una sintonia naturale dopo essersi conosciute. Una dinamica particolarmente vicina alle abitudini della Gen Z, per la quale la socializzazione può diventare il passaggio intermedio fra un primo contatto e una possibile relazione.
La strategia riprende in parte l’esperienza di Bumble BFF, l’applicazione dedicata alla ricerca di amicizie, che ha mostrato una certa capacità di attrarre le giovani donne. Plans amplia questo approccio proponendo drink e cene in piccoli gruppi presso locali della comunità. L’obiettivo dichiarato non è portare immediatamente gli utenti a un appuntamento romantico, ma creare un contesto meno carico di aspettative, dal quale possano nascere amicizie più profonde o relazioni.
Anche la continuità digitale viene ripensata. Dopo un incontro organizzato con Plans, gli utenti possono proseguire la conversazione sull’app di Bumble senza scambiarsi il numero di telefono e soprattutto senza dover effettuare uno swipe. Il no swiping viene così presentato come un vantaggio del servizio, non come una limitazione. Il cambiamento sposta il valore della piattaforma dalla quantità di profili esaminati alla qualità delle interazioni generate.
Wolfe Herd ha inoltre anticipato lo sviluppo di un modello capace di sostituire completamente lo swipe nell’app principale. I dettagli rimangono riservati per ragioni competitive, ma la direzione indicata è quella di segnali «meno numerosi, migliori e più ponderati», invece dell’ottimizzazione della velocità di scorrimento. Il passaggio al modello swipe-free sarà graduale, per evitare scosse all’ecosistema, e dovrebbe favorire interazioni più immediate, avvicinare l’esperienza digitale agli incontri reali e ridurre attese e attriti presenti nell’attuale funzionamento delle app di dating.
Sotto la superficie, Bumble intende utilizzare più strumenti di intelligenza artificiale per migliorare i risultati offerti agli utenti. L’azienda ha però precisato che questa evoluzione non trasformerà il servizio in un’esperienza guidata dall’AI. La tecnologia avrà quindi una funzione di supporto: dovrà contribuire alla selezione e alla qualità delle connessioni, mentre il prodotto continuerà a presentarsi come uno spazio centrato sulle persone e sulle loro interazioni.
La svolta arriva mentre Bumble attraversa una fase di rilancio. Nonostante risultati superiori alle attese nel secondo trimestre, i ricavi sono diminuiti del 15,2% su base annua, fermandosi a 210,5 milioni di dollari. Anche le previsioni per il terzo trimestre, che indicano una riduzione dei clienti paganti, hanno pesato sul titolo. In parallelo, anche Tinder sta rafforzando gli eventi in presenza: due grandi piattaforme convergono così verso un dating meno dipendente dallo scorrimento seriale e più legato a esperienze sociali concrete.