Il sistema di validazione di Ethereum sta attraversando una fase di profonda trasformazione, con segnali che indicano un netto cambiamento nelle dinamiche di mercato. I dati raccolti da Beaconcha.in rivelano che la coda di uscita dei validatori è praticamente scomparsa, attestandosi su appena 32 ETH con tempi di attesa ridotti a circa un minuto. Si tratta di un crollo verticale rispetto al picco di metà settembre, quando la stessa coda conteneva ben 2,67 milioni di ETH, una riduzione che sfiora il cento per cento e che potrebbe avere ripercussioni significative sulla pressione di vendita dell'asset.
La scomparsa della pressione di vendita immediata
Quando gli asset bloccati vengono improvvisamente liberati, i mercati tendono a reagire con nervosismo. Tuttavia, questa specifica fonte di vendite immediate sembra essersi dissolta quasi del tutto. Il meccanismo di uscita dei validatori è progettato per limitare la velocità con cui gli operatori possono cessare le loro attività di validazione e ritirare l'intero stake, ma con la coda ormai vicina allo zero, non esiste più alcun accumulo significativo di validatori in attesa di liquidare le proprie posizioni.
Nonostante i validatori continuino a guadagnare ricompense durante l'attesa e possano subire penalità in caso di comportamenti scorretti, il collo di bottiglia che in passato costringeva a uscite lente è ormai un ricordo. Le analisi mostrano inoltre che il processo di prelievo per i pagamenti parziali rimane separato, consentendo a questi flussi più piccoli di continuare senza interferire con le uscite complete.
BitMine e il boom degli ingressi
Mentre la coda di uscita si svuota, quella di ingresso racconta una storia completamente diversa. Secondo i report più recenti, la coda di entrata ha raggiunto circa 1,3 milioni di ETH, il livello più alto da metà novembre. I grandi operatori stanno convogliando quantità massicce di Ethereum nello staking, e tra questi spicca BitMine, che ha iniziato le sue operazioni di staking il 26 dicembre e ha aggiunto 82.560 ETH alla coda il 3 gennaio.
Le cifre complessive di BitMine sono impressionanti: l'azienda dichiara ora 659.219 ETH in staking, per un valore stimato di circa 2,1 miliardi di dollari ai prezzi attuali. Le riserve totali della società superano i 4,1 milioni di ETH, rappresentando approssimativamente il 3,4% dell'intera fornitura circolante e raggiungendo una valutazione vicina ai 13 miliardi di dollari. Queste mosse generano una domanda concreta e misurabile per l'Ether in staking e contribuiscono a spiegare perché sempre meno validatori sembrano desiderosi di abbandonare la rete.
Le riserve degli exchange ai minimi storici
Un altro elemento cruciale nell'equazione è rappresentato dalle riserve di ETH sugli exchange, che si trovano ai minimi pluriennali. Questo dato riveste particolare importanza perché quando meno monete sono parcheggiate sulle piattaforme di trading, diventa più difficile attuare vendite automatiche o dettate dal panico. Trader e analisti considerano questo fattore come una delle ragioni principali dell'allentamento della pressione di vendita.
Diverse figure di spicco del settore hanno sottolineato che la coda di uscita è "sostanzialmente vuota" e che la pressione di vendita si sta prosciugando mentre lo staking supera i prelievi. Tuttavia, è importante ricordare che il mercato può muoversi attraverso altri canali: derivati, desk di prestito e operazioni fuori dagli exchange possono modificare l'esposizione senza toccare minimamente le code di staking.
Il sorpasso simbolico su Netflix
In parallelo a questi sviluppi tecnici, gli osservatori del mercato hanno notato che Ethereum ha superato Netflix nella classifica degli asset per capitalizzazione di mercato, posizionandosi come il 36° asset più grande al mondo. Si tratta di un traguardo che cattura l'attenzione mediatica e che testimonia l'attuale focus degli investitori sugli asset blockchain, una tendenza che riflette il crescente interesse istituzionale verso le criptovalute.
Tuttavia, superare una soglia di market cap non equivale automaticamente a un segnale d'acquisto diretto. Le classifiche di valutazione cambiano frequentemente e possono essere influenzate da movimenti di prezzo che sono essi stessi determinati da flussi di capitale, notizie o cambiamenti macroeconomici, piuttosto che da modifiche sostanziali nei fondamentali dell'asset sottostante. Con Ethereum che attualmente viene scambiato a 3.236 dollari, il mercato sembra comunque riconoscere un rinnovato interesse verso la seconda criptovaluta per capitalizzazione, alimentato tanto dalle dinamiche di staking quanto dalla ridotta liquidità disponibile per vendite immediate.