Tecnologia RFID passivi trasmettono dati da sensori
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25/02/2026

Panasonic e partner giapponesi svilupperanno reti IoT con sensori passivi alimentati via radio, secondo il nuovo standard ISO/IEC 18000-65 per la manutenzione.

RFID passivi trasmettono dati da sensori

Un gruppo di organizzazioni giapponesi ha annunciato l'intenzione di sviluppare sistemi avanzati di internet delle cose basati su un nuovo standard ISO appena approvato. L'iniziativa coinvolge Panasonic, l'Università Keio, Denso Wave Incorporated e Ramxeed Ltd, che puntano a creare reti di sensori senza alimentazione per monitorare macchinari e infrastrutture. La tecnologia sfrutta lo standard ISO/IEC 18000-65, che consente la trasmissione continua di dati da sensori passivi alimentati tramite onde radio.

Il progetto risponde a una necessità economica e demografica pressante per il Giappone: la popolazione in calo e l'invecchiamento della forza lavoro richiedono soluzioni tecnologiche che riducano la dipendenza dall'intervento umano nella manutenzione industriale. I sistemi di manutenzione predittiva basati su machine learning necessitano di flussi costanti di dati operativi, e i sensori tradizionali con batteria comportano costi di sostituzione e manutenzione incompatibili con infrastrutture distribuite su larga scala.

La tecnologia RFID passiva è da tempo utilizzata nei magazzini per l'identificazione automatica degli articoli, ma presenta limiti significativi. Questi tag contengono informazioni minimali e funzionano solo quando investiti da onde radio che generano l'energia necessaria per trasmettere. Gli RFID attivi, dotati di sensori, richiedono invece batterie, con evidenti problematiche di manutenzione e sostenibilità economica in deployamenti di migliaia di dispositivi.

I sistemi RFID e il trasferimento wireless di energia nella banda 920 MHz sono stati utilizzati per implementare sistemi di sensori wireless senza batteria, ma non è stato possibile acquisire continuamente e simultaneamente dati temporali come vibrazioni, sollecitazioni o temperatura

Lo standard ISO/IEC 18000-65 risolve questo collo di bottiglia tecnico allocando un canale di frequenza dedicato a ciascun dispositivo. Quando le onde radio raggiungono un tag, questo si attiva, trasmette le informazioni di base e negozia un canale libero per lo streaming dei dati del sensore. La soluzione combina i vantaggi degli RFID passivi – assenza di batterie e costi operativi minimali – con la capacità di trasmettere flussi continui di dati temporali.

Secondo Panasonic, l'interoperabilità garantita dallo standard consente a dispositivi e terminali di produttori diversi di comunicare, evitando il vincolo con singoli fornitori e riducendo i costi di acquisizione dei sistemi. Questa standardizzazione potrebbe accelerare l'adozione su scala industriale, un fattore critico per la diffusione nell'IoT industriale dove la frammentazione tecnologica rappresenta una barriera significativa agli investimenti.

L'Università Keio ospita un consorzio di ricerca sulla comunicazione IoT ambientale che si concentra sul trasferimento wireless di energia e sulla comunicazione backscatter. Quest'ultima tecnica consente ai dispositivi di riflettere e modulare segnali radio esistenti anziché generare trasmissioni proprie, riducendo ulteriormente il fabbisogno energetico. Il consorzio mira a raccogliere informazioni operative da macchinari e infrastrutture senza intervento umano.

Lo standard facilita lo sviluppo di diversi sistemi di sensori wireless senza batteria, evitando il lock-in dei fornitori e riducendo i costi di approvvigionamento del sistema

L'applicazione più promettente riguarda i sistemi di manutenzione predittiva alimentati da machine learning. Questi richiedono dati continui su vibrazioni, temperatura e sollecitazioni meccaniche per prevedere guasti prima che si verifichino. L'assenza di batterie elimina un punto di fallimento critico e riduce drasticamente i costi operativi in scenari con migliaia di sensori distribuiti su linee di produzione, reti elettriche o infrastrutture di trasporto.

Resta da verificare se la tecnologia manterrà le promesse economiche oltre i casi d'uso controllati. La densità di deployment, l'affidabilità della trasmissione radio in ambienti industriali complessi e l'effettiva riduzione dei costi rispetto a soluzioni consolidate saranno i veri banchi di prova. Il mercato dei sensori industriali vale miliardi di dollari, ma è dominato da attori consolidati con ecosistemi proprietari difficili da scalzare.

I partecipanti sperano di creare reti non alimentate di sensori e tag per raccogliere informazioni operative su macchinari e infrastrutture senza bisogno di intervento umano

L'iniziativa giapponese si inserisce in un contesto più ampio di ricerca sull'IoT a bassissimo consumo energetico, dove la comunicazione backscatter e l'energy harvesting rappresentano frontiere tecnologiche con potenziali applicazioni nella logistica, nell'agricoltura di precisione e nelle smart city. La questione centrale rimane se gli investimenti necessari per sostituire infrastrutture esistenti giustifichino i benefici operativi, specialmente in mercati con dinamiche demografiche diverse da quelle giapponesi. La standardizzazione è un primo passo, ma il successo commerciale dipenderà dalla capacità di dimostrare ritorni economici tangibili in scenari reali su larga scala.

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