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Palantir vola con l’AI, ricavi in crescita del 93%

Palantir chiude il secondo trimestre con ricavi per 1,9 miliardi di dollari, in aumento del 93%, mentre Alex Karp attacca i laboratori di AI.

04 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Palantir vola con l’AI, ricavi in crescita del 93%
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Palantir accelera grazie alla domanda di intelligenza artificiale e chiude il secondo trimestre con risultati record. La società ha registrato ricavi per 1,9 miliardi di dollari, in crescita del 93% su base annua, accompagnati da 1,1 miliardi di dollari di profitto. Numeri che mostrano quanto rapidamente l’AI stia alimentando il mercato del software destinato a imprese e amministrazioni pubbliche.

Nel comunicare i risultati agli azionisti, l’amministratore delegato Alex Karp ha osservato che Palantir ha prodotto in un solo trimestre più profitto di quanto avesse generato in ricavi nello stesso periodo dell’anno precedente. Il manager ha però affiancato alla celebrazione dei conti un nuovo attacco agli AI frontier lab, giudicati interlocutori poco affidabili per il mondo aziendale.

Karp, che ha studiato filosofia e conseguito un dottorato in teoria sociale, ha affidato alla lettera trimestrale un paragone politico particolarmente duro. A suo giudizio, nel settore emergono «sfumature e sottintesi marxisti»: molti soggetti impegnati nello sviluppo dei large language model mirerebbero, consapevolmente o meno, a impadronirsi dei «mezzi di produzione» dei propri partner. L’espressione descrive il rischio che dati, competenze e processi aziendali finiscano per rafforzare piattaforme esterne.

Palantir cresce con l’AI, ma Karp attacca chi sviluppa i grandi modelli

Durante la conference call con gli analisti di Wall Street, il CEO ha ulteriormente sviluppato l’analogia. Le imprese, ha sostenuto, rischiano di pagare per un futuro nel quale il loro lavoro contribuisce al successo degli avversari, mentre i benefici si concentrano nelle mani di un gruppo ristretto. Dietro il linguaggio provocatorio emerge una questione concreta: chi controlla la proprietà intellettuale trasferita attraverso prompt, configurazioni e interazioni con i modelli?

La risposta proposta da Palantir coincide con il proprio posizionamento commerciale. La società offre a governi e imprese software di AI e analisi model-agnostic, progettato per consentire alle organizzazioni di mantenere il controllo dei dati e del cosiddetto AI exhaust. In questa definizione rientrano prompt, orchestrazione e contesto: elementi operativi che possono incorporare know-how, procedure interne e informazioni strategiche.

Dati, prompt e contesto diventano il nuovo terreno della competizione aziendale

Karp ha descritto l’acquisto di token con un’espressione volutamente urticante, sostenendo che le aziende pagano per permettere ai fornitori di trasferire nel modello il loro patrimonio di conoscenze. Il risultato, nella sua lettura, potrebbe essere la costruzione di attività concorrenti che non abbiano più bisogno dell’impresa cliente o dei suoi dipendenti. Un timore alimentato dall’espansione di OpenAI e Anthropic in ambiti vicini a quelli dei loro partner, dagli strumenti di design alle attività sanitarie e legali, fino alla scoperta di farmaci.

I risultati mostrano un mercato dell’AI ancora aperto a più protagonisti

Il punto sollevato dal CEO di Palantir trova eco anche nelle considerazioni espresse da Satya Nadella di Microsoft, ma i risultati trimestrali ridimensionano l’idea di un mercato già conquistato da pochi laboratori. L’espansione dell’AI ha spinto Palantir, anziché estrometterla, e suggerisce che in una fase di crescita così rapida possano convivere piattaforme, fornitori di modelli e specialisti del software aziendale. La competizione si sposta così sul controllo di dati e contesto, oltre che sulle prestazioni dei modelli.

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