Oltre quaranta milioni di persone nel mondo si rivolgono ogni giorno a ChatGPT per ottenere risposte su questioni legate alla salute, trasformando l'intelligenza artificiale in uno degli sportelli più frequentati del sistema sanitario globale. Il dato emerge da un rapporto di OpenAI pubblicato nel gennaio 2026 e intitolato "AI as a Healthcare Ally", che fotografa una trasformazione silenziosa ma profonda nel modo in cui le persone accedono alle informazioni mediche. Questo fenomeno colloca l'IA sullo stesso piano di ambulatori, pronto soccorso e telemedicina come primo punto di contatto con il mondo della sanità.
Il panorama che emerge dall'analisi mostra una penetrazione capillare dell'intelligenza artificiale nelle routine quotidiane legate alla salute. Su circa 800 milioni di utenti settimanali della piattaforma, ben 200 milioni interagiscono almeno una volta con argomenti sanitari. Le domande sulla salute rappresentano ormai oltre il 5% di tutti i messaggi inviati a ChatGPT a livello globale, un volume che testimonia come l'IA stia diventando un interlocutore privilegiato per milioni di persone.
L'intelligenza artificiale colma i vuoti del sistema tradizionale
L'aspetto più significativo riguarda quando le persone cercano queste informazioni. Circa il 70% delle conversazioni sanitarie avviene al di fuori degli orari di apertura delle strutture mediche tradizionali, quando l'accesso ai professionisti risulta limitato o impossibile. Questo dato rivela come l'IA stia colmando un vuoto strutturale del sistema sanitario, particolarmente evidente nelle aree rurali e nelle regioni con servizi sanitari insufficienti, dove ogni settimana vengono generati centinaia di migliaia di messaggi legati alla salute.
La complessità amministrativa rappresenta un altro motore dell'adozione. Tra 1,6 e 1,9 milioni di messaggi settimanali riguardano specificamente questioni assicurative: dalla scelta del piano sanitario alle controversie sulla fatturazione, fino ai quesiti sulla copertura. Queste richieste sovraccaricano abitualmente gli studi medici e i call center delle compagnie assicurative, spingendo i consumatori verso strumenti di intelligenza artificiale capaci di fornire spiegazioni immediate e indicazioni sui passi successivi.
Medici e infermieri: l'IA entra negli studi professionali
Il fenomeno non coinvolge soltanto i pazienti. Il rapporto evidenzia che il 66% dei medici statunitensi e quasi il 50% degli infermieri utilizzano l'intelligenza artificiale per almeno un'attività professionale: dalla documentazione alla revisione delle informazioni, fino al supporto amministrativo. Questa sovrapposizione tra uso professionale e utilizzo da parte dei consumatori suggerisce che l'IA si sta integrando nell'intero flusso di lavoro sanitario, piuttosto che rimanere uno strumento isolato nelle mani dei pazienti.
I dati raccolti da PYMNTS Intelligence confermano questa tendenza più ampia: oltre il 60% dei consumatori americani ha utilizzato una piattaforma di intelligenza artificiale dedicata nell'ultimo anno. Ma c'è di più: l'IA non viene più impiegata come strumento supplementare, bensì come punto di partenza. La maggioranza degli utenti abituali inizia i propri compiti direttamente all'interno delle piattaforme di IA, superando i tradizionali motori di ricerca o le applicazioni specifiche.
Le nuove generazioni aprono la strada
Le generazioni più giovani accelerano questa trasformazione. Secondo i dati di PYMNTS, più di un terzo dei consumatori appartenenti alla Generazione Z inizia compiti personali direttamente con l'intelligenza artificiale. Sebbene la sanità rappresenti solo una categoria all'interno di questo schema comportamentale più ampio, riflette una crescente familiarità nell'utilizzo dell'IA per argomenti delicati e ad alto impatto, tradizionalmente gestiti esclusivamente da professionisti.
Le motivazioni che spingono gli americani a rivolgersi a ChatGPT per questioni sanitarie sono molteplici e concrete. Il 55% degli intervistati statunitensi lo utilizza per comprendere i sintomi, il 52% per ottenere risposte in qualsiasi momento della giornata, il 48% per decifrare la terminologia medica e il 44% per informarsi sulle opzioni terapeutiche. Si tratta di passaggi fondamentali nel percorso sanitario, che influenzano il modo in cui i pazienti si preparano agli appuntamenti e decidono quando richiedere assistenza professionale.
Benefici immediati e rischi ancora irrisolti
L'espansione rapida dell'intelligenza artificiale come porta d'accesso alla sanità genera vantaggi evidenti accanto a rischi ancora irrisolti. Sul fronte dei benefici, l'IA assorbe una domanda che i sistemi sanitari faticano a gestire in modo efficiente. Rispondendo a domande basilari, chiarendo il linguaggio medico e aiutando gli utenti a orientarsi nella complessità assicurativa e amministrativa, l'intelligenza artificiale riduce gli attriti sia per i pazienti che per i fornitori di servizi sanitari.
Tuttavia, la scala amplifica i rischi. L'IA generativa può produrre risposte che suonano autorevoli ma risultano incomplete o errate, e gli errori in ambito sanitario comportano conseguenze più gravi rispetto alla maggior parte delle applicazioni consumer. Ricercatori e clinici hanno avvertito che l'IA potrebbe generare indicazioni non sicure quando gli utenti mancano del contesto necessario o formulano domande ambigue.
Le questioni relative a privacy e responsabilità rimangono aperte. Mentre i consumatori condividono informazioni sanitarie sensibili con strumenti di intelligenza artificiale, persistono preoccupazioni sulla protezione dei dati e sulla supervisione normativa. Anche la responsabilità legale resta poco chiara quando le indicazioni generate dall'IA influenzano gli esiti clinici, sollevando interrogativi per sviluppatori, operatori sanitari e decisori politici. La velocità con cui l'intelligenza artificiale si è imposta come riferimento per milioni di persone ha superato quella con cui sono stati messi a punto i necessari meccanismi di controllo e tutela.