Tecnologia OpenAI e rivali spendono troppo, dice Anthropic
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22/01/2026

Anthropic adotta la filosofia "fare di più con meno" per distinguersi nel settore dell'IA, secondo la Presidente e Co-Fondatrice Daniela.

OpenAI e rivali spendono troppo, dice Anthropic

Nel panorama sempre più affollato dell'intelligenza artificiale, dove i titoli dei giornali sono dominati dagli investimenti miliardari e dalle guerre di budget, Anthropic sta scommettendo su una strategia che sembra andare controcorrente. L'azienda fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei punta infatti sull'efficienza piuttosto che sulla forza bruta computazionale, convinta che la prossima fase della competizione nel settore IA non sarà determinata semplicemente da chi possiede il portafoglio più gonfio. Una filosofia del "fare di più con meno" che rappresenta una risposta diretta agli annunci roboanti di rivali come OpenAI, recentemente salita agli onori delle cronache per impegni infrastrutturali da 1.400 miliardi di dollari.

La scommessa sull'intelligenza, non sulla potenza

Daniela Amodei, presidente e co-fondatrice dell'azienda, ha delineato sabato scorso in un'intervista a CNBC i contorni di questa visione alternativa. Secondo la dirigente, Anthropic ha sempre operato con una frazione delle risorse disponibili ai concorrenti, eppure è riuscita costantemente a sviluppare modelli tra i più potenti e performanti del settore negli ultimi anni. La strategia dell'azienda si concentra su tre pilastri fondamentali: dati di addestramento di qualità superiore, tecniche di post-training che migliorano il ragionamento, e scelte di prodotto orientate a rendere i modelli più economici da gestire e più semplici da adottare su larga scala.

"Quello che abbiamo sempre cercato di fare in Anthropic è utilizzare le nostre risorse nel modo più oculato possibile, pur operando in uno spazio che richiede semplicemente enormi quantità di potenza di calcolo", ha dichiarato Amodei. Una posizione che non va però confusa con un approccio minimalista: l'azienda dispone comunque di circa 100 miliardi di dollari in impegni computazionali, una cifra tutt'altro che trascurabile nel settore.

Il futuro richiede risorse, ma non solo

La presidente di Anthropic non nasconde che i requisiti di calcolo per il futuro saranno molto elevati, e che l'azienda avrà bisogno di maggiore potenza computazionale per rimanere all'avanguardia. Tuttavia, la differenza rispetto ai concorrenti sembra risiedere nell'approccio: non una corsa sfrenata agli investimenti infrastrutturali, ma una crescita calibrata che privilegi l'ottimizzazione e l'innovazione tecnica. È un po' come la differenza tra chi vince una gara automobilistica con il motore più potente e chi ci riesce grazie a una migliore aerodinamica e a una strategia di gara più intelligente.

La prossima battaglia dell'IA non si vincerà solo con i budget più grandi

Alleanze strategiche per un ecosistema aperto

La settimana scorsa Anthropic ha dato ulteriore sostanza alla propria visione partecipando alla creazione della Agentic AI Foundation (AAIF), un'iniziativa open source ospitata dalla Linux Foundation insieme a OpenAI e Block. Questa collaborazione tra alcuni dei principali attori del settore mira a definire come i sistemi di intelligenza artificiale autonoma verranno sviluppati e implementati, in un momento che gli esperti considerano cruciale per il futuro della tecnologia.

Secondo Block, l'IA agenziale sta raggiungendo un punto di svolta critico, dove le scelte architetturali iniziali determineranno se la tecnologia evolverà come un ecosistema aperto e interoperabile oppure si frammente in silos proprietari controllati da poche aziende. "Siamo a un bivio critico", avverte Block nel comunicato ufficiale, sottolineando che senza uno sviluppo aperto, l'IA agenziale rischia di concentrare il potere nelle mani di pochi fornitori, ostacolando l'adozione da parte delle imprese.

Un modello alternativo per l'industria

La partecipazione di Anthropic alla fondazione rappresenta una conferma della propria filosofia aziendale: costruire infrastrutture collaborative piuttosto che fortezze proprietarie. Un approccio che, se da un lato potrebbe sembrare controintuitivo in un'industria nota per la sua competitività spietata, dall'altro potrebbe rivelarsi vincente nel lungo periodo. La cooperazione tra giganti tecnologici su standard aperti potrebbe infatti accelerare l'adozione dell'IA agenziale, creando un mercato più ampio e accessibile per tutti gli attori coinvolti.

Resta da vedere se questa scommessa sull'efficienza e sull'apertura si rivelerà vincente in un settore dove finora hanno dominato gli investimenti massicci e le strategie aggressive. Quello che è certo è che Anthropic sta tracciando una strada diversa, dimostrando che nell'intelligenza artificiale, come suggerisce il nome stesso, l'intelligenza potrebbe contare più della semplice forza bruta.

Fonte: pymnts.com

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