Un prezzo che racconta due storie diverse
Il dettaglio più interessante dell'operazione riguarda il valore delle azioni al momento della transazione effettiva. Quando l'investimento fu annunciato a settembre, il prezzo concordato di 23,28 dollari per azione rappresentava un premio del 6% rispetto alle quotazioni di mercato, un segnale di fiducia verso Intel. Oggi però la situazione è capovolta: quello stesso prezzo risulta inferiore del 36% rispetto al valore attuale delle azioni del chipmaker, segno tangibile della ripresa economica dell'azienda.
La risalita dal baratro
La capitalizzazione di mercato di Intel testimonia un recupero notevole: attualmente l'azienda vale 172,67 miliardi di dollari, una cifra che rappresenta più del doppio rispetto ai minimi toccati nel corso del 2024 e nei primi mesi del 2025, quando la valutazione era precipitata fino a 82,71 miliardi di dollari. Il supporto congiunto di Nvidia e del governo statunitense sembra aver sortito l'effetto sperato, contribuendo a risollevare le sorti di uno dei simboli dell'industria tecnologica americana.
Due titani dell'industria dei chip
L'ingresso di Nvidia nel capitale di Intel rappresenta un paradosso del mercato dei semiconduttori: due aziende che competono in diversi segmenti dell'industria dei chip si trovano ora legate da un significativo rapporto azionario. L'operazione sottolinea quanto sia strategico per gli Stati Uniti mantenere competitiva la propria industria dei semiconduttori, soprattutto in un momento di crescenti tensioni geopolitiche e dipendenza tecnologica. L'iniziativa governativa, affiancata dall'investimento privato di uno dei leader mondiali del settore GPU, configura un salvataggio orchestrato di dimensioni eccezionali per preservare le capacità produttive americane nel campo dei chip.