Un gruppo di investitori guidato da Elon Musk ha presentato un'offerta di 97,4 miliardi di dollari per acquisire OpenAI, l'organizzazione no-profit che controlla l'omonima azienda di intelligenza artificiale. La proposta non sollecitata è stata inviata lunedì 10 febbraio al consiglio di amministrazione di OpenAI tramite l'avvocato di Musk, Marc Toberoff. Sam Altman, CEO di OpenAI, ha rifiutato l'offerta, proponendo in cambio di comprare X.
Questa mossa potrebbe avere un impatto significativo sul futuro dell'intelligenza artificiale e sulla governance delle aziende tech. L'offerta riflette la crescente importanza strategica dell'IA generativa e solleva interrogativi sulla direzione che prenderà lo sviluppo di queste tecnologie. La proposta di Musk mira a riportare OpenAI alle sue radici di organizzazione open source focalizzata sulla sicurezza, in contrasto con l'attuale struttura ibrida no-profit/for-profit.
Il tentativo di acquisizione si inserisce in un più ampio dibattito sul controllo dell'IA. Da un lato c'è la visione di Musk di un'IA aperta e trasparente, dall'altro l'approccio di OpenAI che cerca di bilanciare innovazione e sostenibilità economica. Questa tensione riflette le sfide che le aziende tecnologiche devono affrontare nel conciliare obiettivi etici e pressioni commerciali nello sviluppo di tecnologie trasformative.
L'elevata valutazione proposta evidenzia l'enorme potenziale economico percepito nell'IA generativa. Se accettata, l'offerta darebbe al gruppo di Musk un controllo significativo sulla direzione futura di OpenAI e potenzialmente dell'intero settore. Ciò solleva preoccupazioni sulla concentrazione di potere nelle mani di pochi attori influenti e sulle implicazioni per la concorrenza e l'innovazione nel campo dell'IA.
La reazione del CEO di OpenAI Sam Altman, che ha scherzosamente controfferto di acquistare Twitter (ora X) per un decimo della cifra, sottolinea le tensioni personali e strategiche in gioco. Il conflitto tra Musk e Altman, co-fondatori di OpenAI, si estende oltre questa offerta ed è oggetto di una battaglia legale in corso sulla direzione dell'azienda.
Per le aziende che operano nel settore tech o che fanno ampio uso di soluzioni di IA, questi sviluppi potrebbero avere ripercussioni significative. La possibile acquisizione di OpenAI potrebbe influenzare la disponibilità e l'accesso a tecnologie di IA all'avanguardia. Aziende come DeepMind di Google o Anthropic potrebbero trarre vantaggio da eventuali cambiamenti nella governance di OpenAI, offrendo alternative per chi cerca soluzioni di IA generativa.
In un panorama in rapida evoluzione, le imprese devono monitorare attentamente questi sviluppi. L'esito di questa proposta di acquisizione e della battaglia legale in corso potrebbe influenzare le future politiche di sviluppo e distribuzione dell'IA, con potenziali implicazioni per la regolamentazione del settore. Le aziende dovrebbero considerare di diversificare i propri fornitori di tecnologie IA e valutare attentamente le implicazioni etiche e di governance delle soluzioni adottate.
OpenAI è un'organizzazione di ricerca sull'intelligenza artificiale fondata nel 2015 come ente no-profit da Elon Musk, Sam Altman e altri. La sua missione originale era sviluppare e promuovere un'intelligenza artificiale amichevole in modo da beneficiare l'umanità nel suo complesso. Nel 2019 OpenAI ha creato una sussidiaria a scopo di lucro per poter attrarre maggiori investimenti, pur mantenendo la struttura no-profit come entità di controllo.
Musk e Altman sono attualmente impegnati in una battaglia legale sul futuro di OpenAI. Dopo che Musk ha lasciato l'azienda e Altman è diventato CEO, OpenAI ha creato una sussidiaria a scopo di lucro che le ha permesso di raccogliere fondi da Microsoft e altri investitori.
Ora Altman sta trasformando la sussidiaria in una società tradizionale e sta scorporando l'organizzazione no-profit, che deterrebbe una partecipazione nella società a scopo di lucro.
L'offerta di Musk assegna una valutazione elevata all'organizzazione no-profit e potrebbe significare che l'operatore del no-profit avrebbe una partecipazione ampia e potenzialmente di controllo nella società a scopo di lucro.
La battaglia legale tra Musk e OpenAI
Il 4 febbraio 2025 è stato riportato che la causa di Musk contro OpenAI potrebbe procedere verso un processo. La giudice distrettuale degli Stati Uniti Yvonne Gonzalez Rogers ha dichiarato che parti del caso possono andare avanti.
Musk sostiene che il passaggio di OpenAI a una società a scopo di lucro va contro la sua missione originale. OpenAI ribatte che il cambiamento è necessario per ottenere gli investimenti necessari a sviluppare i migliori modelli di IA.