Il mondo del product management sta attraversando una fase di trasformazione profonda, dove l'intelligenza artificiale ridefinisce competenze e percorsi professionali. Marily Nika, product manager specializzata in AI presso Google con oltre dieci anni di esperienza nel settore, ha recentemente condiviso una metafora insolita quanto efficace per chi aspira a entrare in questo campo: bisogna comportarsi come i granchi. La sua visione, emersa durante un'intervista al podcast "The Growth" condotto da Aakash Gupta, offre una prospettiva originale su come valorizzare il proprio background per costruire una carriera nel settore tecnologico.
Muoversi lateralmente: la strategia del granchio
L'invito a "essere come i granchi" non è solo un'immagine suggestiva, ma una vera strategia di carriera. Secondo Nika, chi vuole diventare product manager deve saper muoversi lateralmente, sfruttando le competenze già acquisite piuttosto che cercare un salto diretto verso ruoli apparentemente lontani. L'esperienza pregressa, lungi dall'essere un ostacolo, rappresenta un vantaggio competitivo cruciale in un mercato sempre più affollato.
La manager di Google ha illustrato questo concetto raccontando la storia di uno studente del suo bootcamp specializzato in AI product management. Quest'uomo proveniva dall'industria degli apparecchi acustici e si sentiva intrappolato in un settore percepito come estraneo al mondo tech, convinto di trovarsi in un "dominio completamente diverso" rispetto alle opportunità del product management tecnologico.
Dal settore acustico agli AirPods: quando l'esperienza diventa chiave
La svolta è arrivata quando Nika ha incoraggiato lo studente a esaminare più attentamente come le sue competenze potessero tradursi in ambito tech. Esplorando il sito delle carriere di Apple, hanno scoperto un'apertura per un product manager dedicato agli AirPods: una posizione dove l'expertise nel campo dell'udito poteva rappresentare un asset prezioso, non un deficit. Questo esempio dimostra come apparenti distanze tra settori possano nascondere ponti inaspettati.
Un caso analogo riguarda un giornalista sportivo intenzionato a passare al product management nell'ambito dell'intelligenza artificiale applicata allo sport. Invece di lasciarsi intimorire dall'assenza di un curriculum tradizionale nel settore prodotto, Nika gli ha consigliato di capitalizzare la propria conoscenza specialistica. Le competenze tecniche di product management si possono apprendere, ha spiegato, ma una comprensione profonda degli utenti e delle dinamiche industriali è molto più difficile da replicare.
L'alfabetizzazione AI: requisito ormai irrinunciabile
Al di là delle strategie di transizione di carriera, Nika ha sottolineato come diventare "AI literate" sia ormai essenziale per i product manager contemporanei. Comprendere le peculiarità dell'intelligenza artificiale, riconoscere quanto i prodotti dipendano dai dati e familiarizzare con i fondamenti dello sviluppo software sono competenze che non possono più essere considerate opzionali. "L'AI è diventata un'aspettativa per questo ruolo", ha affermato con chiarezza.
Questa necessità va oltre la semplice familiarità teorica. Nika raccomanda di capire "cosa c'è dietro la programmazione", inclusa la conoscenza di cosa siano le API e di come vengono distribuiti i prodotti. La sua visione trova conferma in altre voci autorevoli del settore tecnologico.
Prototipazione rapida e nuovi strumenti: il futuro è già qui
Un vicepresidente di prodotto e crescita per i prodotti AI di Dropbox ha recentemente evidenziato l'importanza per i product manager di familiarizzare con i nuovi strumenti di intelligenza artificiale, compresi quelli di "vibe coding" che permettono anche a chi non è programmatore di creare prototipi rapidamente. Invece di dedicare tempo alla stesura di documenti, i product manager possono ora utilizzare strumenti AI per costruire prototipi leggeri e testare idee in fase iniziale.
Questo approccio, secondo il manager di Dropbox, può "accelerare il modo in cui sviluppano il loro gusto, il loro mestiere e la comprensione di ciò che ha senso nei prodotti fisici". Si tratta di un cambio di paradigma che ridefinisce il modo stesso di lavorare nella gestione prodotto, spostando l'enfasi dall'elaborazione documentale alla sperimentazione concreta.
Lavorare più velocemente con l'intelligenza artificiale
Un senior product manager di Microsoft ha confermato questa tendenza, spiegando come i product manager saranno sempre più tenuti a utilizzare l'AI per incrementare la propria velocità operativa. Gli strumenti di intelligenza artificiale, ha raccontato, lo hanno aiutato a redigere documenti di lavoro, sintetizzare informazioni e generare suggerimenti su come affrontare problemi di product management. La capacità di integrare questi strumenti nel flusso di lavoro quotidiano non è più un plus, ma una necessità professionale.
Il messaggio complessivo che emerge dalle parole di Nika e degli altri leader tecnologici è chiaro: il percorso verso il product management nell'era dell'AI richiede mentalità aperta, valorizzazione dell'esperienza pregressa e alfabetizzazione tecnologica. Non si tratta di rinnegare il proprio passato professionale, ma di trovare i collegamenti laterali che permettano di trasformare competenze apparentemente distanti in vantaggi competitivi concreti, proprio come fanno i granchi quando si muovono sul fondale marino.