Tecnologia L'intelligenza artificiale sostituirà il lavoro?
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21/01/2026

L'intelligenza artificiale potrebbe eliminare la povertà nel futuro secondo il CEO di Tesla Elon Musk.

L'intelligenza artificiale sostituirà il lavoro?

Il mondo del lavoro potrebbe scomparire completamente nel giro di pochi decenni, sostituito da una società in cui tutti sono ricchi e l'occupazione diventa una scelta personale piuttosto che una necessità. Non si tratta di fantascienza distopica, ma della visione che i più influenti leader tecnologici stanno delineando per il futuro dell'umanità nell'era dell'intelligenza artificiale. Mentre Wall Street si preoccupa della bolla speculativa legata all'AI, i giganti della Silicon Valley immaginano scenari radicalmente diversi da qualsiasi esperienza storica precedente.

L'utopia di Musk: quando il lavoro diventa un videogioco

Il patron di Tesla e xAI, Elon Musk, ha coniato un termine specifico per descrivere questa trasformazione: "universal high income", un reddito elevato universale che capovolgerebbe completamente il concetto di reddito di base. Secondo la sua teoria, non servirebbe più un sussidio statale per chi non lavora, perché semplicemente tutti sarebbero benestanti. "Non ci sarà più povertà in futuro, quindi nessun bisogno di risparmiare denaro", ha scritto il miliardario su X lo scorso dicembre.

In questa realtà futuristica, il lavoro assumerebbe le caratteristiche di un hobby o di un passatempo, come giocare a un videogioco. "Tutti avranno abbondanza, eccellente assistenza medica e qualsiasi bene o servizio desiderino", ha spiegato Musk durante un'apparizione al podcast di Joe Rogan in ottobre, aggiungendo che questo scenario "suona un po' come il paradiso".

Le previsioni più moderate: ripensare la settimana lavorativa

Bill Gates adotta un approccio meno radicale ma ugualmente rivoluzionario. Il fondatore di Microsoft prevede che l'intelligenza artificiale renderà possibile riconsiderare aspetti fondamentali della nostra organizzazione sociale, come la durata della settimana lavorativa. Durante un'intervista con Jimmy Fallon nel febbraio scorso, Gates ha suggerito che potremmo arrivare a lavorare solo due o tre giorni a settimana.

"Per quanto riguarda produzione, trasporti e agricoltura, nel tempo diventeranno fondamentalmente problemi risolti", ha affermato Gates, sottolineando però che gli esseri umani riserveranno alcune attività per se stessi. La sua visione mantiene un ruolo per l'intervento umano, ma in una configurazione drasticamente ridotta rispetto agli standard attuali.

Tutti avranno abbondanza, ma saremo ancora i protagonisti della storia?

La ricchezza universale secondo il CEO di OpenAI

Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, propone un sistema più articolato di semplici assegni statali. La sua idea di "universal extreme wealth" prevede che l'umanità condivida i profitti derivanti dai progressi dell'intelligenza artificiale attraverso un meccanismo di proprietà condivisa. "Penso che se diciamo semplicemente 'OK, l'AI farà tutto e poi tutti riceveranno un dividendo', non ci farà sentire bene", ha spiegato durante un podcast con il comico Theo Von a luglio.

Altman teorizza un sistema in cui le persone possiedono una quota della capacità mondiale di AI e possono scambiare questa quota. Il CEO di OpenAI ha ammesso di condividere le preoccupazioni sulla perdita di scopo dell'umanità in un mondo dominato dall'AI, ma si consola pensando che "troveremo un modo, nel racconto della nostra storia, di sentirci come i personaggi principali".

Huang e la difficoltà di prevedere l'infinito

Jensen Huang, alla guida di Nvidia, preferisce una posizione intermedia e più cauta. Il CEO dell'azienda produttrice di chip ritiene improbabile che il reddito di base universale e il "reddito elevato universale" di Musk possano coesistere simultaneamente. Durante una conversazione con Joe Rogan a dicembre, Huang ha sottolineato che il concetto di abbondanza creata dall'AI non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sulla ricchezza monetaria.

"Per esempio, oggi siamo ricchi di informazioni", ha osservato Huang. "Questo è un concetto che, diverse migliaia di anni fa, riguardava solo poche persone". Il leader di Nvidia ammette che esistono troppe variabili per formulare previsioni definitive: "È difficile rispondere, in parte perché è difficile parlare di infinito e di un futuro molto lontano".

L'eredità di Keynes e la ricerca di significato

Dario Amodei, CEO di Anthropic, richiama le teorie dell'economista John Maynard Keynes, che aveva previsto un'epoca in cui i suoi nipoti avrebbero lavorato solo 15 o 20 ore settimanali. "Possiamo avere un mondo in cui il lavoro, per molte persone, non deve avere la centralità che ha oggi, e dove le persone trovano il loro centro di significato altrove?", si è chiesto Amodei durante il Dealbook Summit del New York Times a dicembre.

Demis Hassabis, CEO di Google DeepMind e premio Nobel, parla addirittura di "abbondanza radicale". "Dobbiamo assicurarci che venga distribuita equamente, ma questa è più una questione politica", ha dichiarato al Guardian in agosto. Il leader tecnologico immagina un'era senza precedenti nella storia umana, dove le risorse non saranno più a somma zero e l'umanità potrà viaggiare verso le stelle. Tuttavia, Hassabis riconosce che resta da definire come gestire il lato della ricchezza in questa abbondanza: "Sarà una delle cose più grandi che dovremo capire".

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