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L’Alberta punta sui data center AI, ma mancano le turbine

L’Alberta vuole attirare 100 miliardi di dollari nei data center, ma turbine più care e attese superiori a cinque anni frenano i progetti.

29 lug 2026 4 min lettura A cura di Redazione
L’Alberta punta sui data center AI, ma mancano le turbine
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L’Alberta vuole trasformare le proprie riserve energetiche in un vantaggio competitivo per l’intelligenza artificiale, attirando 100 miliardi di dollari di investimenti nei data center nell’arco di quattro anni. Il piano deve però fare i conti con una strozzatura industriale globale: le turbine necessarie alle centrali a gas scarseggiano, mentre i tempi di consegna hanno ormai superato in alcuni casi i cinque anni. Alla difficoltà di reperire gli impianti si aggiunge un forte aumento dei prezzi.

Un esempio è arrivato il 2 luglio, quando governo provinciale e industria privata hanno annunciato Greenlight, una centrale elettrica a gas da 4,6 miliardi di dollari. L’impianto costerà 2,6 volte più di una centrale di dimensioni analoghe completata dalla stessa società appena due anni prima e dovrà fornire energia a un data center di Meta da 15 miliardi. Per Will Noel, analista senior dell’elettricità presso il Pembina Institute, l’impatto della carenza di turbine è già chiaramente visibile.

Le turbine convertono in elettricità l’energia prodotta bruciando gas naturale, una fonte associata anche alle emissioni di metano. Questa tecnologia copre circa il 77% della rete elettrica dell’Alberta e occupa quindi una posizione centrale nei programmi energetici della provincia. La disponibilità di gas, tuttavia, non garantisce quella delle apparecchiature necessarie a utilizzarlo: la corsa mondiale alla capacità di calcolo sta concentrando la domanda su un numero ristretto di grandi fornitori.

Le turbine richiedono attese superiori a cinque anni e costano sempre di più

La strozzatura arriva inoltre dopo la riforma del mercato elettrico provinciale, che ha rallentato gli investimenti nelle centrali mentre gli operatori attendono maggiore certezza normativa. Parallelamente, le restrizioni imposte alla generazione rinnovabile hanno ridimensionato il mercato locale dell’eolico e del solare. I data center possono attendere il collegamento alla rete, affrontando una procedura lunga e competitiva, oppure accelerare costruendo una propria centrale, che al momento deve essere alimentata a gas naturale.

Il gestore della rete motiva il requisito con la necessità di soddisfare in ogni momento i consumi continui dei data center. Rinnovabili e accumulo autonomo restano esclusi a causa della dipendenza dalle condizioni meteorologiche e dei limiti di durata, mentre la generazione programmabile a gas può compensare il prelievo ventiquattr’ore su ventiquattro. Tecnologie future potrebbero modificare questo quadro, ma per i progetti già presentati la disponibilità delle turbine rappresenta un vincolo immediato.

Quarantuno progetti competono per energia, componenti e accesso alla rete

Al 7 luglio risultavano 41 proposte di data center in Alberta, ma non è noto quante dispongano di progetti definitivi e componenti già ordinati, né quante arriveranno effettivamente alla connessione. Noel ritiene probabile che la maggior parte non abbia ancora prenotato le turbine. Negli Stati Uniti, tra il 2023 e il 2025, il costo di costruzione di una centrale a gas è aumentato del 66%, mentre i tempi di completamento sono cresciuti del 23%.

Tra i pochi grandi produttori, GE Vernova ha registrato una forte crescita e accumulato ordini corrispondenti a 100 gigawatt di potenziale capacità elettrica. Tutti e tre i principali fornitori segnalano ritardi. La competizione ha spinto alcuni sviluppatori statunitensi a riutilizzare perfino vecchi motori a reazione: soluzioni definite da Noel inefficienti e molto costose, ma sostenibili quando i ricavi dei data center superano gli oneri aggiuntivi necessari per ottenere energia rapidamente.

Il gas è abbondante, ma la capacità manifatturiera detta i tempi dell’AI

In Alberta non si registrano interventi di quella portata. L’Alberta Electric System Operator ha assegnato 1,2 gigawatt ai data center attraverso una procedura competitiva conclusa con due sviluppatori ammessi alla rete. Un meccanismo ponte permetterà inoltre ai progetti dotati di centrali proprie di collegarsi temporaneamente, fino a 1,6 gigawatt e per un massimo di tre anni. Dopo quella finestra l’energia dovrà essere garantita dagli sviluppatori; in caso di scarsità, proprio questi carichi saranno i primi a subire riduzioni. Le risorse di gas restano abbondanti, ma senza turbine disponibili l’ambizione digitale della provincia rischia di avanzare al ritmo della capacità manifatturiera globale.

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