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L’AI spinge i data center verso 800 TWh di consumi

La crescita dell’AI porta i consumi elettrici globali dei data center vicino a 800 TWh. Entro il 2030 potrebbero superare quota 1.500 TWh.

28 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
L’AI spinge i data center verso 800 TWh di consumi
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La corsa all’intelligenza artificiale sta trasformando i data center in uno dei principali punti di pressione energetica dell’economia digitale. Nel 2025 il loro consumo elettrico globale ha raggiunto quasi 800 terawattora, contro gli oltre 400 terawattora registrati nel 2020. In appena cinque anni, quindi, la domanda è quasi raddoppiata, seguendo l’espansione delle infrastrutture necessarie per addestrare ed eseguire i sistemi di AI e per sostenere i servizi digitali collegati.

La dimensione del fenomeno emerge anche dal confronto con i consumi nazionali: l’elettricità assorbita complessivamente dai data center supera quella utilizzata in un anno dalla Germania, indicata come la terza economia mondiale. I dati, elaborati da Statista sulla base delle rilevazioni di S&P Global Energy citate nella Statistical Review of World Energy, descrivono una crescita continua, non una variazione isolata legata a un singolo ciclo tecnologico.

Gli Stati Uniti rimangono di gran lunga il mercato più energivoro. Nel 2025 la domanda elettrica riconducibile ai data center statunitensi supererà i 300 terawattora, una quota consistente del totale globale. La concentrazione delle infrastrutture di calcolo nel Paese rende particolarmente visibile il legame tra diffusione dell’AI, ampliamento dei servizi cloud e necessità di disporre di forniture elettriche capaci di sostenere carichi crescenti e continuativi.

In cinque anni i consumi globali dei data center sono quasi raddoppiati

Al secondo posto si colloca la Cina, che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita dei consumi associati ai data center. Anche l’Europa e le altre regioni mostrano un aumento costante della domanda, sebbene con un ritmo molto più contenuto. La geografia del consumo riflette così un’espansione mondiale della capacità computazionale, ma con velocità differenti tra i grandi poli tecnologici e i mercati ancora meno concentrati.

Il motore principale della crescita è la richiesta di maggiore potenza di calcolo, alimentata dall’intelligenza artificiale e dai relativi servizi cloud. Più capacità computazionale significa infrastrutture estese e un fabbisogno elettrico più elevato. Parallelamente cresce l’impatto ambientale del settore, mentre per gli operatori diventa centrale assicurare continuità, affidabilità e sostenibilità dell’approvvigionamento energetico necessario a mantenere operative le piattaforme digitali.

Gli Stati Uniti superano 300 terawattora di domanda elettrica nel 2025

Per le imprese, l’evoluzione sposta il tema dell’AI oltre le prestazioni dei modelli e la disponibilità delle risorse informatiche. La capacità di accedere a energia affidabile può diventare un vincolo concreto per l’espansione dei data center e dei servizi che vi risiedono. L’aumento dei consumi rafforza quindi il ruolo delle energie rinnovabili e della capacità di accumulo, indicate come leve potenzialmente decisive per accompagnare la crescita del settore senza separarla dalla sostenibilità energetica.

Entro il 2030 i consumi potrebbero oltrepassare quota 1.500 terawattora

La traiettoria prevista non mostra segnali di rallentamento. Entro il 2030 il consumo elettrico dei data center potrebbe raddoppiare ancora e superare i 1.500 terawattora. Il volume sarebbe equivalente all’intero consumo residenziale di elettricità degli Stati Uniti nel 2025. L’AI si conferma così non soltanto una trasformazione del software e dei processi aziendali, ma anche una sfida infrastrutturale che lega innovazione digitale, disponibilità energetica e capacità di costruire sistemi di alimentazione sostenibili.

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