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NVIDIA segna +27% al mese nelle vendite di un sistema AI

Jensen Huang indica una crescita mensile del 27% per un sistema Grace Blackwell e ribadisce la prospettiva di ricavi NVIDIA in aumento del 70% il prossimo anno.

11 set 2026 4 min lettura A cura di Redazione
NVIDIA segna +27% al mese nelle vendite di un sistema AI
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Le vendite di un sistema per l’intelligenza artificiale che combina 36 CPU Grace e 72 GPU Blackwell crescono del 27% su base mensile. Il dato arriva da Jensen Huang, fondatore e amministratore delegato di NVIDIA, intervenuto alla conferenza Goldman Sachs Communacopia + Technology. È uno dei numeri con cui il manager sostiene la prospettiva di un’ulteriore espansione dell’azienda, dopo un’altra trimestrale da record.

Jensen Huang ha ribadito che i ricavi potrebbero aumentare del 70% il prossimo anno, confermando la prospettiva già presentata il mese precedente insieme ai risultati. Gli analisti si aspettano che l’esercizio fiscale in corso si chiuda con circa 400 miliardi di dollari di fatturato: applicando quel tasso di crescita, il totale dell’anno successivo arriverebbe intorno a 680 miliardi. Si tratta di una proiezione, distinta dall’incremento mensile delle vendite del singolo sistema.

Per spiegare la dimensione raggiunta dal business, Huang ha descritto quanto il prodotto venduto da NVIDIA sia cambiato rispetto alle schede destinate al gaming su PC. Nel suo racconto, la GPU è ormai un sistema da 8,5 milioni di dollari, con due milioni di componenti collegati attraverso NVLink, distribuito in migliaia di esemplari. Il riferimento agli aerei necessari per trasportare queste macchine rende concreta la scala industriale dell’offerta.

Le vendite di un sistema Grace Blackwell crescono del 27% al mese.

Questa espansione si confronta con una concorrenza sempre più estesa. Amazon, Microsoft e Google sviluppano chip propri, così come i laboratori Anthropic e OpenAI. Sullo stesso mercato si muovono anche Cerebras, da poco quotata, e startup come Etched. La pressione arriva quindi sia da produttori specializzati sia da aziende che partecipano alla domanda di infrastrutture per l’AI e cercano di costruire alternative tecnologiche interne.

La risposta di Huang ruota attorno alla diffusione della piattaforma: secondo l’amministratore delegato, NVIDIA può eseguire ogni modello ed essere utilizzata da qualsiasi laboratorio. Il manager cita esplicitamente Anthropic e OpenAI, oltre a Google e ai modelli open-weight. La sua tesi è che l’azienda occupi una posizione fondamentale nell’ecosistema dell’intelligenza artificiale, con relazioni che attraversano fornitori di memorie, progetti di data center e nuove imprese.

Da questa rete deriverebbe anche la capacità di anticipare la domanda. Huang afferma che NVIDIA segue su scala mondiale disponibilità di terreni, energia e strutture destinate ai data center, prima ancora che vengano installati i computer. A questi segnali si aggiungono le informazioni ricevute da neocloud, produttori di sistemi, operatori cloud e aziende nate attorno all’AI. È questa visibilità sui progetti dei partner che il manager presenta come fondamento della fiducia nei ricavi futuri.

Huang prospetta un aumento dei ricavi NVIDIA del 70% il prossimo anno.

La discussione ha toccato anche gli investimenti nei clienti: operazioni nelle quali NVIDIA finanzia aziende che acquistano poi i suoi prodotti. Interrogato sulla circolarità di questi rapporti, Huang ha risposto con una battuta sul denaro che torna indietro in misura molto superiore al capitale investito. L’esempio di un dollaro versato e cento incassati serviva a difendere la convenienza delle operazioni, senza costituire un rendimento documentato dell’intero portafoglio.

Sul criterio di selezione, Huang ha spiegato che prima di investire NVIDIA verifica l’esistenza di contratti reali che generino ricavi dai clienti delle società finanziate. Ha dichiarato di aver esaminato contratti per complessivi 100 miliardi di dollari. La verifica riguarda dunque l’attività commerciale delle imprese destinatarie del capitale, attraverso gli impegni dei loro clienti, ed entra nella valutazione che precede l’investimento.

Prima di investire, NVIDIA verifica i contratti commerciali delle aziende finanziate.

Lo stesso Huang riconosce che una parte consistente della crescita dell’AI proviene dalle startup AI-native, capaci di raccogliere grandi somme e spenderne la maggior parte nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Con la maturazione del settore, la prospettiva è quella di imprese più efficienti nel consumo di infrastrutture e token. Per chi vende capacità di calcolo, la domanda futura dipenderà anche dall’evoluzione di queste abitudini di spesa.

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