Il mondo della programmazione assistita dall'intelligenza artificiale compie un anno e si prepara già a una nuova evoluzione. Andrej Karpathy, cofondatore di OpenAI e creatore del termine "vibe-coding", ha recentemente introdotto un nuovo concetto destinato a ridefinire il settore: l'"agentic engineering". Si tratta del passaggio da un modello in cui gli sviluppatori utilizzano l'IA come strumento di supporto a uno scenario in cui gli agenti autonomi di intelligenza artificiale scrivono direttamente il codice, senza necessità di intervento umano continuo.
L'annuncio arriva in un momento di fermento straordinario per l'industria tecnologica. Il mercato delle piattaforme di codifica assistita dall'IA ha attratto miliardi di dollari in investimenti negli ultimi mesi, con valutazioni che testimoniano l'appetito degli investitori per questo segmento. Lovable, una delle startup europee a crescita più rapida nel settore, ha chiuso un round di Serie B da 330 milioni di dollari a dicembre, raggiungendo una valutazione di 6,6 miliardi di dollari. Cursor, editor di codice assistito da IA, ha annunciato a novembre un round di Serie D da 2,3 miliardi di dollari, dichiarando di aver superato il miliardo di dollari di ricavi annualizzati.
La distinzione tra vibe-coding e agentic engineering non è meramente semantica. Karpathy ha spiegato attraverso un post su X che la nuova definizione si rende necessaria perché "c'è un'arte, una scienza e una competenza specifica" nel fare in modo che gli agenti autonomi producano codice funzionale. Mentre il vibe-coding prevede che un programmatore fornisca istruzioni all'IA attraverso prompt per generare sezioni di codice, l'agentic engineering implica che sistemi di IA operino in modo sostanzialmente autonomo, gestendo l'intero ciclo di sviluppo con supervisione umana ridotta al minimo.
L'impatto sul mercato del lavoro tecnologico è già tangibile e solleva interrogativi sulla sostenibilità delle attuali professioni nel settore. Un'indagine condotta da Business Insider su 167 ingegneri software ha rivelato che 75 di loro ritengono di "tenere il passo" con l'evoluzione tecnologica, 30 si sentono avanti rispetto alla curva di adozione, mentre 27 ammettono di sentirsi indietro. La diffusione di questi strumenti sta ridefinendo le competenze richieste: non più solo capacità di scrivere codice, ma anche abilità nel dialogare con sistemi di IA e nel supervisionare output generati automaticamente.
CEO e fondatori di aziende tecnologiche stanno attivamente incoraggiando l'adozione del vibe-coding all'interno dei loro team, riconoscendone il potenziale di accelerazione dello sviluppo software. La rapidità con cui il termine coniato da Karpathy è entrato nel lessico comune dell'industria tech testimonia la portata del cambiamento. Lo stesso Karpathy ha commentato ironicamente su X che il vibe-coding è ora menzionato nella sua pagina Wikipedia come un contributo "memetico" rilevante, con un articolo dedicato più lungo di altre sue realizzazioni tecniche.
Il percorso professionale di Karpathy offre una prospettiva privilegiata sull'evoluzione dell'IA applicata. Dopo la cofondazione di OpenAI nel 2015, anni prima che competitor come Anthropic e xAI emergessero, ha guidato il programma Autopilot di Tesla come responsabile dell'intelligenza artificiale, prima di fondare Eureka Labs. La sua nuova venture si presenta come una scuola "nativa IA", progettata per formare professionisti in un contesto dove l'intelligenza artificiale non è uno strumento accessorio ma elemento costitutivo dell'apprendimento.
La transizione dal vibe-coding all'agentic engineering solleva questioni fondamentali sulla natura stessa del lavoro di sviluppo software. Se gli agenti autonomi possono gestire cicli completi di programmazione, quale diventa il ruolo dell'ingegnere umano? La risposta sembra orientarsi verso competenze di supervisione strategica, architettura di sistema e validazione della qualità, piuttosto che scrittura diretta di codice. Un cambio di paradigma che potrebbe ridefinire l'intero ecosistema formativo e professionale del settore tecnologico nei prossimi anni.