Tecnologia Google lancia protocollo per agenti commerciali
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28/01/2026

Google lancia lo Universal Commerce Protocol (UCP), un nuovo standard per il commercio digitale presentato domenica 11 gennaio al National Retail

Google lancia protocollo per agenti commerciali

Il gigante della tecnologia Mountain View ha scelto il palcoscenico della convention annuale della National Retail Federation per svelare un'ambiziosa infrastruttura tecnologica destinata a trasformare il modo in cui gli agenti digitali interagiscono nel commercio elettronico. L'annuncio è arrivato domenica 11 gennaio, quando Google ha presentato l'Universal Commerce Protocol, un sistema aperto progettato per creare un linguaggio comune tra piattaforme, rivenditori e sistemi di pagamento. L'obiettivo dichiarato è eliminare la frammentazione che oggi caratterizza il panorama degli assistenti digitali nel settore retail.

Un ecosistema condiviso per abbattere i silos tecnologici

La vera innovazione dell'Universal Commerce Protocol risiede nella sua capacità di funzionare come ponte universale. Invece di richiedere connessioni separate e personalizzate per ogni singolo agente o piattaforma, il sistema consente a tutti gli assistenti digitali di comunicare tra loro senza soluzione di continuità. Questa architettura si dimostra compatibile con altri protocolli emergenti del settore come Agent2Agent, Agent Payments Protocol e Model Context Protocol, garantendo un'integrazione più ampia nell'ecosistema digitale.

La validazione del progetto arriva da una coalizione impressionante di partner. Colossi della distribuzione come Shopify, Etsy, Wayfair, Target e Walmart hanno collaborato attivamente allo sviluppo dell'UCP, mentre il sostegno pubblico è giunto anche da operatori di pagamento e rivenditori del calibro di Visa, Mastercard, American Express, Stripe, Adyen, Best Buy, Macy's, The Home Depot e la tedesca Zalando.

L'intelligenza artificiale entra direttamente nel carrello

L'applicazione pratica più immediata del protocollo sarà visibile nell'esperienza di ricerca di Google. Gli utenti statunitensi potranno presto completare acquisti direttamente mentre effettuano ricerche tramite l'AI Mode in Search o l'app Gemini, senza dover abbandonare la piattaforma. Il processo di checkout integrerà Google Pay utilizzando metodi di pagamento e informazioni di spedizione già memorizzati in Google Wallet, con l'aggiunta imminente del supporto per PayPal.

Un assistente virtuale che parla con la voce del brand

L'azienda californiana non si è fermata al protocollo. Contestualmente è stato lanciato Business Agent, una funzionalità che permette ai consumatori di conversare con i marchi direttamente all'interno dei risultati di ricerca Google. Questa soluzione, che la compagnia paragona a un commesso virtuale, consente ai rivenditori di rispondere a domande sui prodotti mantenendo l'identità e il tono comunicativo del proprio brand.

Dalla ferramenta alla pizza: le applicazioni concrete

Le collaborazioni annunciate domenica offrono uno spaccato concreto delle potenzialità della tecnologia. Home Depot sta integrando i modelli Gemini di Google Cloud nella sua suite di intelligenza artificiale Magic Apron, pensata per ottimizzare l'esperienza cliente. Il colosso della grande distribuzione Kroger utilizza invece Gemini Enterprise per semplificare e personalizzare la pianificazione dei pasti dei propri clienti.

Particolarmente innovativo è il caso di Papa John's, che diventa il primo cliente a implementare l'agente multimodale e multilingue di Gemini Enterprise dedicato agli ordini alimentari. Questa soluzione offre capacità conversazionali basate sull'intelligenza artificiale attraverso app mobile, siti web, telefono, chioschi digitali e sistemi integrati nelle automobili. Anche catene come Lowe's, Michael's, Poshmark e Reebok hanno aderito all'iniziativa Business Agent, operativa dal lunedì successivo all'annuncio.

L'enfasi posta da Google sulla sicurezza integrata fin dalla progettazione riflette la consapevolezza delle preoccupazioni dei consumatori riguardo alle transazioni digitali. La scelta di costruire l'infrastruttura in modo aperto e interoperabile rappresenta un approccio differente rispetto agli ecosistemi chiusi che hanno caratterizzato molte innovazioni tecnologiche degli ultimi anni, suggerendo una possibile evoluzione verso standard più collaborativi nel commercio digitale.

Fonte: pymnts.com

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