Scenario Cybersecurity: le minacce geopolitiche del 2026
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26/01/2026

Italia colpita dal 10% degli attacchi informatici gravi nel primo semestre 2025. Criminalità in crescita, norme inefficaci: le sfide per il 2026

Cybersecurity: le minacce geopolitiche del 2026

Il panorama della sicurezza informatica italiana continua a presentare criticità strutturali che si protraggono ormai da anni, con dinamiche che sembrano seguire un copione prevedibile ma non per questo meno preoccupante. L'analisi dei dati relativi al primo semestre del 2025 conferma che il nostro Paese resta nell'occhio del ciclone degli attacchi informatici gravi, raccogliendo circa il 10% del totale mondiale. Una percentuale che, pur rimanendo stabile rispetto all'anno precedente, evidenzia come l'Italia rappresenti un obiettivo privilegiato per i criminali digitali a livello globale.

La spirale della criminalità tecnologica

Secondo quanto emerge dall'indagine condotta da Clusit, l'associazione italiana per la sicurezza informatica, esiste un paradosso inquietante nel settore della cybersecurity. Mentre governi e istituzioni internazionali moltiplicano gli sforzi normativi per arginare il fenomeno, la criminalità digitale continua a evolversi con una velocità superiore a quella delle contromisure messe in campo. Le normative, per quanto necessarie, sembrano funzionare più come rallentatori che come veri e propri ostacoli capaci di invertire la tendenza.

La capacità tecnica degli attaccanti è in costante miglioramento, con organizzazioni criminali che operano ormai con strutture professionali paragonabili a quelle di vere aziende. Questo salto qualitativo rende gli attacchi sempre più sofisticati e difficili da contrastare, creando un divario crescente tra chi attacca e chi difende.

Il fattore geopolitico negli scenari futuri

Guardando al 2026, gli esperti di Clusit identificano nella geopolitica uno dei fattori chiave che influenzeranno il panorama delle minacce informatiche. Le tensioni internazionali, i conflitti regionali e le rivalità tra potenze globali si riflettono sempre più spesso nel dominio digitale, con attacchi sponsorizzati da stati-nazione che si intrecciano con le operazioni della criminalità organizzata tradizionale.

Le normative rallentano ma non fermano la criminalità tecnologica

L'Italia, per la sua posizione strategica nel Mediterraneo e il suo ruolo all'interno dell'Unione Europea e della NATO, si trova inevitabilmente esposta a questa dimensione geopolitica della cybercriminalità. Gli analisti prevedono che nel corso del 2026 questa componente diventerà ancora più rilevante, con possibili ripercussioni sulle infrastrutture critiche nazionali e sui settori strategici dell'economia.

Una sfida che richiede nuove strategie

La persistenza del fenomeno, con l'Italia stabilmente tra i paesi più colpiti, solleva interrogativi sulla necessità di rivedere le strategie di difesa. Non basta più implementare soluzioni tecnologiche avanzate se queste non sono accompagnate da una cultura della sicurezza diffusa a tutti i livelli, dalla pubblica amministrazione alle piccole e medie imprese, passando per i singoli cittadini.

Gli esperti di Clusit sottolineano come la ripetitività dello scenario non debba tradursi in rassegnazione. Ogni anno porta con sé nuove sfide e richiede risposte aggiornate, soprattutto in un contesto dove le minacce si evolvono più rapidamente delle difese. Il quadro che emerge dall'analisi del primo semestre 2025 è quello di un Paese che, pur mantenendo costante l'attenzione sul tema, deve ancora compiere passi significativi per ridurre la propria vulnerabilità sistemica agli attacchi informatici.

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