Nel marasma digitale di LinkedIn, dove alcuni annunci di lavoro raccolgono centinaia di candidature nel giro di poche ore, tre professionisti hanno scoperto metodi efficaci per emergere dalla massa e conquistare nuove opportunità professionali. Le loro strategie, condivise con Business Insider, dimostrano che con approcci mirati e creativi è possibile trasformare questa piattaforma affollata in uno strumento vincente per la ricerca di lavoro.
Il filtro nascosto che ha cambiato tutto
Lauren Young, specialista in formazione continua di 28 anni dell'Indiana, si era ritrovata a vivere un'esperienza frustrante durante la sua ricerca di lavoro tra marzo e giugno dello scorso anno. La situazione sul mercato del lavoro stava peggiorando rapidamente e lei si sentiva sempre più in preda al panico mentre inviava decine di candidature al giorno senza alcun risultato tangibile.
Vivendo nei dintorni di Chicago, si trovava spesso a competere per posizioni in grandi aziende Fortune 500 dove, anche per annunci pubblicati da poche ore, si presentavano immediatamente centinaia di candidati. Fu allora che decise di sperimentare un approccio diverso, esplorando i filtri meno noti di LinkedIn. La svolta arrivò quando scoprì l'opzione "meno di 10 candidati", situata quasi in fondo alla lista dei filtri disponibili nella sezione "tutti i filtri".
Applicando questo criterio, Lauren iniziò a individuare posizioni in piccole imprese che non avevano una grande visibilità sulla piattaforma. Candidandosi per un ruolo nel settore medico – un campo in cui non aveva mai lavorato – ottenne il primo colloquio a fine maggio e ricevette l'offerta formale a metà giugno. Oggi il suo lavoro consiste nell'assistere professionisti sanitari che cercano opportunità formative o vogliono ottenere ulteriori licenze, con modalità prevalentemente da remoto e condizioni che descrive come "completamente rivoluzionarie".
Quando un messaggio diretto vale più di mille candidature
Sophie Rose, dipendente di OpenAI sulla fine dei vent'anni e residente a San Francisco, ha invece dimostrato l'efficacia di un contatto diretto strategico. Nel 2023, notò che una responsabile del team commerciale aveva pubblicato su LinkedIn un annuncio per una posizione di founding account associate. Invece di limitarsi a candidarsi attraverso i canali tradizionali, decise di inviare un messaggio privato direttamente alla responsabile.
Il suo approccio fu calibrato con attenzione: si congratulò con la responsabile per il suo ruolo, menzionò specificamente la posizione aperta e manifestò la disponibilità a trasferirsi per l'opportunità. Chiese anche la possibilità di una telefonata, pur ammettendo in seguito che questa richiesta diretta di tempo non fosse stata la mossa migliore. La responsabile rispose che non poteva organizzare una chiamata, ma che avrebbe fatto passare il suo curriculum attraverso lo screening iniziale.
Sophie sottolinea due errori comuni da evitare nel cold outreach: chiedere tempo immediato senza giustificazioni chiare e inviare messaggi di follow-up generici troppo presto. La sua raccomandazione è aspettare almeno tre settimane prima di ricontattare qualcuno, magari commentando contenuti recenti che la persona ha pubblicato o di cui ha discusso. Secondo la sua esperienza, molti colleghi di OpenAI hanno iniziato il loro percorso nell'azienda proprio attraverso contatti diretti con persone di cui avevano sentito parlare o con cui avevano connessioni comuni.
Quando i contenuti attirano le opportunità
Dhyey Mavani, ingegnere informatico di 21 anni presso LinkedIn con sede a Sunnyvale in California, ha seguito una strada completamente diversa. Originario dell'India e trasferitosi negli Stati Uniti nel 2021 per frequentare l'Amherst College – dove si è laureato con una tripla specializzazione in informatica, matematica e statistica – ha iniziato a condividere sistematicamente il proprio percorso professionale sulla piattaforma.
L'idea nacque quando alcuni compagni di campus iniziarono a contattarlo per consigli sulla carriera e per discutere progetti. Decise quindi di documentare pubblicamente i propri progressi e le proprie riflessioni per renderli accessibili a tutti. Un post su un paper di ricerca che aveva scritto raggiunse oltre 45.000 visualizzazioni, attirando l'attenzione di ricercatori di Princeton e altre università prestigiose.
La sua strategia si basa su un approccio "value-first", dove ogni contenuto condiviso offre prospettive personali accompagnate da spiegazioni chiare sul perché sostiene determinate posizioni. Quando presenta un progetto, Dhyey spiega le motivazioni che lo hanno spinto a intraprenderlo, i suoi obiettivi e il suo impatto potenziale. Anche l'engagement attivo con contenuti altrui si è rivelato efficace: un suo commento su un post riguardante Google e le strategie aziendali ha totalizzato oltre 100.000 visualizzazioni.
Dalla visibilità all'offerta concreta
Nel 2023, grazie alla visibilità organica ottenuta attraverso i suoi contenuti, un recruiter di LinkedIn contattò direttamente Dhyey sulla piattaforma per discutere un'opportunità di stage, che si trasformò successivamente nella sua attuale posizione a tempo pieno come ingegnere informatico presso l'azienda. Oggi conta oltre 500 connessioni e più di 6.000 follower.
Le tre esperienze dimostrano che LinkedIn non è semplicemente un archivio digitale di curriculum dove candidarsi in modo massivo. Utilizzando funzionalità specifiche come filtri nascosti, costruendo relazioni dirette attraverso messaggi mirati, o creando contenuti di valore che attirino naturalmente l'attenzione di recruiter e professionisti del settore, è possibile trasformare questa piattaforma in uno strumento strategico per il proprio sviluppo professionale. In un mercato del lavoro sempre più competitivo, queste tattiche rappresentano modi concreti per distinguersi dalla massa e aprire porte che altrimenti rimarrebbero chiuse.