Nel cuore di quella che ormai appare come una corsa serrata alle acquisizioni nel settore della sicurezza informatica, emerge l'ipotesi di un'operazione da 2 miliardi di dollari che vedrebbe il colosso tecnologico Cisco mettere le mani su Axonius, azienda israeliana specializzata nella protezione delle reti aziendali. La notizia, diffusa domenica 4 gennaio dal portale israeliano Calcalist, arriva in un momento cruciale per l'intero comparto della cybersicurezza, dove le minacce digitali sono passate dall'essere emergenze sporadiche a diventare una condizione permanente con cui le imprese devono convivere quotidianamente. Una trasformazione che sta ridisegnando gli equilibri di mercato e spingendo i giganti della tecnologia a consolidare le proprie difese attraverso acquisizioni strategiche.
La smentita ufficiale in contrasto con le indiscrezioni
Nonostante le voci insistenti provenienti da fonti vicine alle trattative, Axonius ha risposto con una secca smentita alle speculazioni. "Axonius non è in trattative per essere acquisita da Cisco", ha dichiarato l'azienda in una nota ufficiale rilasciata allo stesso Calcalist. La società ha ribadito la propria intenzione di costruire un'impresa indipendente e duratura nel tempo, sottolineando che l'attenzione del management rimane concentrata sull'esecuzione della strategia aziendale, sul servizio ai clienti e sulla crescita organica.
PYMNTS ha contattato Cisco per ottenere un commento sulla vicenda, ma al momento della pubblicazione non ha ancora ricevuto risposta dal colosso californiano. L'eventuale acquisizione rappresenterebbe una valutazione inferiore rispetto ai 2,6 miliardi di dollari attribuiti ad Axonius nell'ultima tornata di finanziamenti, un dato che riflette le turbolenze attraversate dal settore tecnologico negli ultimi mesi.
Un mercato in fermento dopo il maxi-affare ServiceNow
Il contesto in cui si inserisce questa possibile operazione è caratterizzato da movimenti significativi nel panorama della cybersicurezza. Solo il mese scorso, Armis – società che opera in un segmento simile a quello di Axonius – è stata ceduta a ServiceNow per la cifra record di 7,75 miliardi di dollari. Un'operazione che ha inevitabilmente innalzato le aspettative degli investitori e riacceso i riflettori sulle aziende attive nella gestione e protezione dei dispositivi connessi alle reti aziendali.
Axonius ha raccolto circa 700 milioni di dollari attraverso vari round di finanziamento dalla sua fondazione, avvenuta nel 2017 per mano di tre veterani delle unità cyber delle forze di difesa israeliane. La piattaforma sviluppata dall'azienda è progettata per gestire e mettere in sicurezza i dispositivi connessi alle reti aziendali, un'esigenza diventata sempre più critica con l'espansione dell'Internet delle Cose e del lavoro ibrido.
Ristrutturazione e acquisizioni nel portfolio aziendale
Il percorso recente di Axonius non è stato privo di ostacoli. Lo scorso novembre, l'azienda ha dovuto tagliare 100 posizioni lavorative dalla sua forza lavoro di 900 dipendenti distribuiti tra Israele e Stati Uniti. Un primo investitore importante, YL Ventures, ha nel frattempo ceduto le proprie partecipazioni. Tuttavia, l'azienda ha anche dimostrato ambizioni di crescita acquisendo nel luglio 2024 Cynerio, società israeliana specializzata nella sicurezza dei dispositivi medicali ospedalieri, per 180 milioni di dollari.
Quando gli assicuratori fanno un passo indietro
La dinamica delle possibili acquisizioni nel settore riflette una realtà allarmante: le minacce informatiche sono diventate talmente pervasive e costose che persino le compagnie assicurative stanno ripensando il proprio approccio. Beazley, una delle maggiori società mondiali di assicurazione cyber, ha annunciato il mese scorso la riduzione della propria attività nel mercato statunitense per mantenere la disciplina sottoscrittiva e l'adeguatezza dei premi, ritenuti insostenibili dopo diverse violazioni di alto profilo.
Gli incidenti più significativi dell'anno passato hanno rivelato vulnerabilità comuni e preoccupanti: criminali informatici potenziati dall'intelligenza artificiale che sfruttano la complessità del cloud, catene di approvvigionamento fragili esposte a rischi di terze parti, e organizzazioni prive di una visione in tempo reale su come i rischi si accumulino nei loro ecosistemi digitali. Una ricerca di PYMNTS Intelligence pubblicata nell'edizione di agosto 2025 del rapporto "Certainty Project" ha evidenziato come gli attaccanti compromettano spesso prima un fornitore per poi sfruttare la relazione di fiducia e infiltrarsi nell'azienda target. Lo studio ha rilevato che il 38% dei casi di frode sulle fatture e il 43% degli attacchi di phishing originano da fornitori compromessi, un dato che sottolinea quanto la sicurezza informatica sia diventata una questione di ecosistema più che di perimetro aziendale tradizionale.