Qualcomm affronta una fase critica nella sua transizione strategica: il colosso californiano dei semiconduttori ha registrato ricavi record per 12,3 miliardi di dollari nel primo trimestre fiscale 2026, ma l'allarme lanciato dal CEO Cristiano Amon sull'impennata dei prezzi della memoria DRAM ha scatenato il panico tra gli investitori. Le azioni della società sono crollate dell'11 percento, con il titolo scivolato da oltre 150 dollari a circa 134 dollari per azione, cancellando miliardi di capitalizzazione in una singola seduta.
Il paradosso dell'intelligenza artificiale emerge in tutta la sua complessità: la stessa corsa all'AI che sta creando opportunità per Qualcomm nel mercato dei chip dedicati all'inferenza sta simultaneamente strozzando il suo core business degli smartphone. I produttori di memorie stanno prioritizzando la produzione di DRAM per i datacenter destinati all'addestramento dei modelli di intelligenza artificiale, riducendo drasticamente l'offerta per il settore mobile e facendo schizzare i prezzi secondo le leggi più elementari della domanda e dell'offerta.
L'impatto si manifesta in termini concreti nelle guidance aziendali: Qualcomm prevede ricavi tra 10,2 e 11 miliardi di dollari per il secondo trimestre fiscale, un dato allarmante considerando che nello stesso periodo dell'anno precedente aveva fatturato 11 miliardi. Il segmento handset, tradizionalmente il più remunerativo, dovrebbe generare circa 6 miliardi di dollari contro i 6,9 miliardi del Q2 2025, evidenziando una contrazione significativa in un mercato che fino a poco tempo fa garantiva crescita costante.
La cautela si sta diffondendo tra i produttori di dispositivi mobili, specialmente in Cina, secondo quanto riportato da Amon durante la conference call con gli analisti. Diversi produttori hanno ridotto gli inventari di chipset, non per mancanza di domanda da parte dei consumatori finali, ma per l'impossibilità pratica di assemblare i dispositivi senza memorie accessibili. Il CFO Akash Palkhiwala ha confermato che i clienti della società hanno "ridimensionato le aspettative per i piani produttivi", una formulazione diplomatica che nasconde la portata del problema.
La strategia di diversificazione annunciata da Qualcomm assume contorni di necessità più che di opportunità. La società sta accelerando gli investimenti in segmenti alternativi: occhiali intelligenti, automotive, Internet of Things e robotica. Sul fronte dell'intelligenza artificiale, l'azienda ha iniziato le spedizioni del proprio silicio dedicato all'inferenza al suo primo cliente confermato, Humane, e il CEO ha lasciato intendere trattative in corso con i principali hyperscaler e fornitori di servizi cloud, pur senza fornire dettagli specifici o tempistiche concrete.
L'obiettivo dichiarato prevede che entro il 2029 Qualcomm riduca la propria dipendenza dal mercato degli smartphone, un piano ambizioso che però deve fare i conti con la realtà dei numeri attuali. I ricavi dall'AI silicon non arriveranno prima del prossimo anno, lasciando un pericoloso vuoto temporale durante il quale la società rimane esposta alle dinamiche del mercato mobile.
La reazione degli investitori riflette scetticismo verso la capacità di Qualcomm di gestire questa transizione senza sacrificare la redditività. Il mercato sembra mettere in discussione la narrativa manageriale che presenta la contrazione come temporanea e gestibile, preferendo adottare un approccio più prudente nella valutazione del titolo. La questione centrale rimane irrisolta: quanto a lungo l'industria dei semiconduttori può sostenere una polarizzazione così estrema tra memoria per AI e memoria per dispositivi consumer, e quali saranno le conseguenze strutturali per operatori come Qualcomm che si trovano schiacciati tra due dinamiche opposte?