Alphabet ha chiuso il quarto trimestre 2024 superando le aspettative di Wall Street con un fatturato di 113,8 miliardi di dollari, mentre per la prima volta nella sua storia ha superato la soglia dei 400 miliardi di dollari di ricavi annuali. Il colosso tecnologico guidato da Sundar Pichai ha però annunciato un'impennata senza precedenti delle spese in conto capitale per il 2026, stimando investimenti tra 175 e 185 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto agli oltre 90 miliardi spesi nel 2024. L'annuncio ha provocato un calo del 2% del titolo nel post-mercato, nonostante gli ottimi risultati trimestrali.
L'enorme allocazione di capitale rappresenta una scommessa senza precedenti sull'intelligenza artificiale, destinata principalmente a data center, semiconduttori e infrastrutture necessarie per sostenere lo sviluppo degli strumenti AI della società. Si tratta di una cifra che supera persino le previsioni di spesa di Meta, che la scorsa settimana aveva annunciato investimenti tra 115 e 135 miliardi di dollari per lo stesso periodo. La corsa agli armamenti nell'AI sta ridefinendo le priorità strategiche delle big tech, con margini operativi che vengono sacrificati sull'altare della leadership tecnologica.
Google Cloud si conferma il motore della crescita, con ricavi in aumento del 48% su base annua, un dato che suggerisce come la divisione cloud stia finalmente capitalizzando gli investimenti pluriennali in infrastrutture. La pubblicità sulla ricerca, tradizionale gallina dalle uova d'oro dell'azienda, continua a performare oltre le attese, dimostrando la resilienza del modello di business core nonostante le pressioni competitive.
Sul fronte dei prodotti AI, Gemini ha raggiunto 750 milioni di utenti attivi mensili, con un incremento di 100 milioni rispetto a ottobre 2024. Tuttavia, il ritmo di crescita appare in rallentamento: nel terzo trimestre l'app aveva aggiunto 200 milioni di utenti, beneficiando del lancio virale del generatore di immagini Nano Banana. La decelerazione solleva interrogativi sulla capacità dell'azienda di mantenere il momentum iniziale in un mercato sempre più affollato.
Un elemento spesso sottovalutato emerge dai dati sulle sottoscrizioni a pagamento: Alphabet ha superato le 325 milioni di sottoscrizioni attraverso servizi come Google One e YouTube Premium, raggiungendo lo stesso numero di abbonati di Netflix. Il confronto, seppur non perfettamente omogeneo data la diversa natura dei servizi, evidenzia come YouTube stia rapidamente evolvendo da piattaforma pubblicitaria a ecosistema di abbonamenti, diversificando ulteriormente le fonti di ricavo dell'azienda.
Sul fronte dell'efficienza operativa, Pichai ha sottolineato come l'integrazione verticale della società - dal modello AI ai server cloud fino ai chip proprietari - abbia generato vantaggi competitivi tangibili. I costi unitari per l'erogazione di Gemini sono diminuiti del 78% nel corso del 2025, grazie a ottimizzazioni del modello e miglioramenti nell'utilizzo delle risorse. Questo controllo sull'intera catena del valore rappresenta un fossato competitivo difficilmente replicabile da competitor che dipendono da fornitori terzi.
Durante la conference call, il CEO ha minimizzato le preoccupazioni degli analisti riguardo al crollo dei titoli del software avvenuto questa settimana, dopo che Anthropic ha presentato funzionalità in grado di automatizzare compiti amministrativi nel settore legale. Mark Mahaney di Evercore aveva sollevato la possibilità di un nuovo "momento DeepSeek", ma Pichai ha respinto l'analogia, definendo Gemini uno strumento abilitante piuttosto che sostitutivo, paragonandolo all'integrazione dell'AI nei prodotti Google esistenti come Search e YouTube.
La posizione del CEO sul presunto declino del settore SaaS appare tuttavia eccessivamente ottimistica. L'automazione di compiti complessi attraverso modelli linguistici avanzati potrebbe effettivamente erodere intere categorie di software aziendale, particolarmente quelle focalizzate su attività ripetitive e documentali. La reazione del mercato, con ribassi significativi di aziende come ServiceNow e Salesforce, suggerisce che gli investitori stanno già prezzando questo rischio.
La strategia di Alphabet solleva questioni fondamentali sulla sostenibilità della corsa all'AI. Investimenti di questa portata richiedono ritorni proporzionali, ma il percorso verso la monetizzazione rimane nebuloso. Se da un lato l'azienda può contare su flussi di cassa consistenti dal business pubblicitario per finanziare questa espansione, dall'altro gli azionisti potrebbero iniziare a interrogarsi su quando questi massicci investimenti si tradurranno in crescita dei profitti. La sfida per Pichai sarà bilanciare l'imperativo strategico di leadership nell'AI con la disciplina finanziaria che il mercato si aspetta da una società della dimensione di Alphabet.