Il colosso del cloud computing di Seattle ha appena offerto un assist importante a Nutanix, aprendo le porte del suo ecosistema ibrido a una platea più ampia di clienti. Amazon Web Services ha infatti annunciato il supporto per l'hypervisor AHV di Nutanix all'interno del suo Storage Gateway, lo strumento che connette le infrastrutture virtualizzate locali al servizio di archiviazione S3. Una mossa strategica che arriva in un momento particolarmente favorevole per l'azienda specializzata in soluzioni di cloud privato, sempre più vista come alternativa credibile a VMware dopo l'acquisizione da parte di Broadcom.
Una partnership che segue la scia delle alleanze strategiche
L'annuncio di lunedì scorso si inserisce in una fase di intensa attività per Nutanix sul fronte delle partnership. Appena dodici giorni prima, l'azienda aveva completato l'integrazione con Pure Storage, annunciata originariamente nel maggio 2025. Questa collaborazione, preceduta da un accordo simile con Dell, riflette una consapevolezza strategica: lo storage software-defined nativo di Nutanix è certamente un'eccellente soluzione, ma la maggior parte dei clienti attuali e potenziali continuerà ancora a lungo a utilizzare array esterni tradizionali.
L'apertura di AWS verso AHV rappresenta un'estensione naturale del suo Storage Gateway, che precedentemente supportava già ESXi di VMware, Hyper-V di Microsoft e Linux KVM. Come ha sottolineato lo stesso AWS nel suo comunicato, l'hypervisor AHV si basa proprio su KVM, rendendo l'integrazione tecnicamente meno complessa di quanto si potrebbe immaginare.
Il vento del cambiamento soffia via da Palo Alto
La tempistica della mossa di Amazon non è casuale. Nutanix si trova infatti in una posizione privilegiata per capitalizzare il malcontento che si è diffuso tra molti clienti di VMware dopo l'acquisizione da parte di Broadcom. Il nuovo proprietario ha infatti riorganizzato radicalmente la strategia commerciale, concentrando gli sforzi su Cloud Foundation, una suite integrata per cloud privati, e rendendo difficile l'acquisto di prodotti meno completi.
Broadcom difende questa strategia sostenendo che i clienti trarranno maggiori benefici dall'adozione completa di Cloud Foundation, respingendo le critiche sui costi elevati con l'argomento che un'implementazione completa garantirà un ritorno sull'investimento rapido e sostanziale. Tuttavia, l'analista Gartner ha una visione molto diversa, prevedendo che le azioni di Broadcom porteranno VMware a perdere il 35% dei workload attualmente gestiti nell'arco di tre anni.
Dal sondaggio all'implementazione concreta
I dirigenti di Nutanix hanno confidato a The Register che il tono delle conversazioni con gli utenti VMware è cambiato radicalmente negli ultimi mesi. Se inizialmente si trattava di esplorazioni curiose e caute, ora i dialoghi riguardano sempre più spesso considerazioni concrete sull'implementazione. L'azienda figura regolarmente in cima alle liste di alternative a VMware stilate dalle organizzazioni che ritengono necessario riconsiderare il mercato della virtualizzazione server e degli strumenti per cloud privato.
In questo contesto di potenziale crescita per Nutanix, già proiettata verso l'espansione delle proprie opzioni di storage, la decisione di AWS di garantire la compatibilità con AHV assume un significato preciso: il gigante di Seattle vuole assicurarsi la propria fetta di un mercato in movimento. Quando le infrastrutture IT cambiano fornitore, ogni player dell'ecosistema cloud vuole essere nella posizione migliore per intercettare nuove opportunità di business.