Tecnologia Anthropic critica le spese eccessive dei rivali
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14/01/2026

Anthropic adotta la filosofia "fare di più con meno" per distinguersi nel settore IA, secondo la Presidente e Co-fondatrice Daniela Amodei.

Anthropic critica le spese eccessive dei rivali

Nel panorama competitivo dell'intelligenza artificiale, dove i colossi del settore fanno a gara per accaparrarsi miliardi di dollari in infrastrutture e capacità computazionale, c'è chi sta scommettendo su una strategia radicalmente diversa. Anthropic, l'azienda fondata dai fratelli Daniela e Dario Amodei, sta dimostrando che eccellere nello sviluppo di modelli AI non significa necessariamente avere il portafoglio più gonfio. Mentre OpenAI fa notizia con impegni da 1.400 miliardi di dollari in computer e infrastrutture, la compagnia guidata dai due fratelli punta su un approccio che potremmo definire di "efficienza intelligente".

La scommessa sull'ottimizzazione delle risorse

Daniela Amodei, presidente e cofondatrice dell'azienda, ha delineato questa visione in un'intervista rilasciata sabato 3 gennaio alla rete CNBC. La filosofia aziendale si basa sulla massimizzazione delle risorse disponibili piuttosto che sull'accumulo indiscriminato di potenza di calcolo. "Anthropic ha sempre avuto una frazione di ciò che i nostri concorrenti possedevano in termini di capacità computazionale e capitale", ha dichiarato Amodei, sottolineando però un risultato sorprendente: "eppure, in modo abbastanza costante, abbiamo sviluppato i modelli più potenti e performanti per la maggior parte degli ultimi anni".

Questo approccio rappresenta una sfida diretta alla narrativa dominante nel settore, secondo cui la supremazia nell'AI si conquista esclusivamente attraverso investimenti massicci in infrastrutture. L'azienda sta cercando di dimostrare che la prossima fase della competizione non sarà determinata da chi dispone del budget più elevato per le operazioni di pre-addestramento su larga scala.

Qualità dei dati sopra quantità di potenza

La strategia di Anthropic si articola su tre pilastri fondamentali. Il primo riguarda l'utilizzo di dati di addestramento di qualità superiore, selezionati con maggiore attenzione rispetto alla semplice raccolta massiva di informazioni. Il secondo pilastro consiste in tecniche di post-addestramento sofisticate che migliorano le capacità di ragionamento dei modelli. Infine, l'azienda sta compiendo scelte di prodotto mirate a rendere i modelli più economici da gestire e più semplici da adottare su larga scala.

L'efficienza può battere la forza bruta nell'evoluzione dell'intelligenza artificiale

Tuttavia, sarebbe riduttivo pensare che Anthropic stia operando con risorse minime. Come ha evidenziato CNBC, la startup non sta affatto "tirando la cinghia": dispone infatti di impegni computazionali che si aggirano intorno ai 100 miliardi di dollari. Si tratta comunque di una cifra significativamente inferiore rispetto ai competitor più finanziati, ma sufficiente a mantenere l'azienda in prima linea nello sviluppo tecnologico.

Guardando al futuro senza rinunciare alla crescita

Daniela Amodei non nasconde che le esigenze computazionali per il futuro sono molto ampie. "La nostra aspettativa è che sì, avremo bisogno di maggiore capacità di calcolo per rimanere all'avanguardia man mano che cresciamo", ha ammesso la cofondatrice. L'obiettivo non è quindi quello di rimanere piccoli per principio, ma piuttosto di crescere in modo strategico e sostenibile.

Collaborazioni per un'intelligenza artificiale aperta

Parallelamente a questa filosofia aziendale, Anthropic sta partecipando attivamente alla costruzione di un ecosistema AI più collaborativo e aperto. Di recente, l'azienda ha unito le forze con OpenAI e Block per lanciare l'Agentic AI Foundation (AAIF), un'iniziativa open source ospitata dalla Linux Foundation. Questo progetto mira a definire gli standard per lo sviluppo e l'implementazione di sistemi di intelligenza artificiale autonomi, un settore che secondo gli esperti si trova a un punto di svolta cruciale.

Secondo quanto dichiarato da Block, l'intelligenza artificiale agente sta raggiungendo un momento decisivo. Le scelte architetturali compiute in questa fase iniziale determineranno se la tecnologia evolverà come un ecosistema aperto e interoperabile oppure si frammenterà in compartimenti proprietari chiusi. "Siamo a un bivio critico", avverte Block nel suo comunicato, sottolineando il rischio che senza uno sviluppo aperto l'AI agente finisca per concentrare il potere nelle mani di pochi fornitori, ostacolando l'adozione da parte delle imprese.

Questa partnership tra alcune delle principali potenze del settore dimostra come la collaborazione, anziché la competizione sfrenata, possa rappresentare la chiave per costruire l'infrastruttura dell'intelligenza artificiale che alimenterà il commercio e la comunicazione del futuro. Un approccio che rispecchia perfettamente la filosofia "fare di più con meno" che Anthropic sta portando avanti nel panorama dello sviluppo AI.

Fonte: pymnts.com

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