Tecnologia Alphabet raggiunge i 4.000 miliardi con l'AI
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22/01/2026

Alphabet supera i 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione grazie all'AI. Le azioni toccano il record di 334,04 dollari dopo la partnership con Apple.

Alphabet raggiunge i 4.000 miliardi con l'AI

Alphabet, la holding che controlla Google, ha superato lunedì 12 gennaio la soglia dei 4.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, trainata dalla ritrovata fiducia degli investitori nelle sue capacità nell'intelligenza artificiale. Il traguardo è stato raggiunto dopo che le azioni hanno toccato un record di 334,04 dollari nel corso della giornata, consolidando la posizione del gruppo tecnologico tra i colossi che dominano i mercati globali. La performance di Alphabet, in particolare, ha beneficiato dell'annuncio della partnership con Apple per l'integrazione del modello AI Gemini nella nuova versione dell'assistente vocale Siri.

Il sorpasso rappresenta un punto di svolta per una società che solo due anni fa aveva visto vacillare la fiducia del mercato. Il lancio di ChatGPT da parte di OpenAI nel 2022 aveva infatti alimentato timori esistenziali sulla tenuta del motore di ricerca, core business storico di Google, sollevando dubbi sulla capacità del gruppo di competere nell'era dell'intelligenza artificiale generativa. La rimonta di Alphabet nel 2025, con un incremento del titolo del 65%, ha invece dimostrato come l'azienda sia riuscita a riposizionarsi tra i leader della corsa all'AI, superando in performance gli altri membri del cosiddetto gruppo Magnificent Seven.

La capitalizzazione da 4.000 miliardi colloca Alphabet come quarta società nella storia a raggiungere questo traguardo, dopo Apple, Microsoft e Nvidia. Tuttavia, la classifica attuale vede un quadro più fluido: Apple è scesa a 3.800 miliardi e Microsoft a 3.600 miliardi, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Questo riassetto evidenzia quanto volatili siano le valutazioni nel settore tecnologico, dove le aspettative sulle capacità di monetizzazione dell'AI pesano in modo determinante sul sentiment degli investitori.

La partnership con Apple ha messo a riposo le preoccupazioni degli investitori e riportato l'azienda tra i protagonisti della corsa all'intelligenza artificiale

La collaborazione annunciata con Apple rappresenta un elemento strategico di particolare rilievo. Cupertino ha scelto i modelli Gemini e l'infrastruttura cloud di Google come fondamento per la prossima generazione di Apple Foundation Models, che alimenteranno le funzionalità di Apple Intelligence. In una dichiarazione congiunta, le due società hanno sottolineato come "dopo un'attenta valutazione, Apple abbia determinato che la tecnologia AI di Google fornisce la base più capace per i modelli di Apple e sia entusiasta delle esperienze innovative che sbloccherà per gli utenti". Una scelta che conferisce a Alphabet una legittimazione cruciale nell'ecosistema mobile, tradizionalmente dominato dalle soluzioni proprietarie di Apple.

I progressi tecnologici di Alphabet nell'intelligenza artificiale sono stati rapidi e tangibili. Il lancio di Gemini 3, l'espansione della base utenti mensile del modello da 450 milioni dell'estate scorsa a 650 milioni attuali, e le capacità dimostrate in una vasta gamma di applicazioni hanno fornito prove concrete della competitività del gruppo. Questi sviluppi si affiancano ai risultati finanziari del terzo trimestre 2025, quando i ricavi pubblicitari da Search e altri servizi sono cresciuti del 15%, sfidando le previsioni di erosione del business tradizionale a opera dei sistemi di AI generativa.

I ricavi pubblicitari da Search sono cresciuti del 15% nel terzo trimestre, sfidando le aspettative che i sistemi di intelligenza artificiale generativa avrebbero eroso il core business

L'analisi della performance di Alphabet solleva tuttavia interrogativi sulla sostenibilità delle valutazioni attuali. Il 65% di crescita del titolo in un anno riflette aspettative elevate sulla capacità dell'azienda di monetizzare efficacemente gli investimenti in AI, un'incognita che riguarda l'intero settore tecnologico. Se da un lato la partnership con Apple apre canali di distribuzione significativi, dall'altro il modello di business basato sulla pubblicità contestuale potrebbe subire trasformazioni radicali con l'adozione diffusa di assistenti conversazionali che bypassano i risultati di ricerca tradizionali.

Il posizionamento competitivo di Alphabet nell'AI resta inoltre conteso. Microsoft, attraverso l'alleanza con OpenAI, controlla ChatGPT e la sua integrazione nei prodotti enterprise. Amazon domina l'infrastruttura cloud con AWS. Meta investe massicciamente in modelli open source. La corsa all'intelligenza artificiale si configura dunque come una competizione ad alta intensità di capitale, dove i margini di errore sono ridotti e le barriere all'entrata, paradossalmente, si abbassano per i nuovi entranti dotati di capacità tecniche avanzate.

Alphabet è diventata la quarta azienda a raggiungere i 4.000 miliardi di capitalizzazione, mentre Apple e Microsoft hanno visto i loro valori scendere rispettivamente a 3.800 e 3.600 miliardi

Resta da verificare se il traguardo di capitalizzazione rappresenti un punto di arrivo consolidato o una valutazione influenzata da aspettative ancora da dimostrare sul campo. La capacità di Alphabet di mantenere questa posizione dipenderà dalla sua abilità nel trasformare la leadership tecnologica in flussi di ricavi duraturi, in un contesto dove l'AI rischia di cannibalizzare i modelli di business esistenti prima di generarne di nuovi altrettanto redditizi. Il mercato, intanto, continua a scommettere sulla sua capacità di navigare questa trasformazione.

Fonte: pymnts.com

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