Tecnologia Uno sviluppatore butta l'AI fuori Windows
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29/01/2026

Uno script open source permette di eliminare tutte le funzionalità AI da Windows 11, sollevando questioni su privacy e scelte degli utenti nell'era Microsoft-OpenAI.

Uno sviluppatore butta l'AI fuori Windows

Un gruppo di sviluppatori ha pubblicato su GitHub uno script PowerShell progettato per rimuovere tutte le funzionalità di intelligenza artificiale dal sistema operativo Windows 11. Il progetto, denominato Remove Windows AI e sviluppato dall'account di un developer identificato come "zoicware" con il contributo di altri programmatori, ha iniziato ad attirare l'attenzione a febbraio 2025, riaccendendo il dibattito sulla crescente integrazione forzata dell'AI nei sistemi operativi commerciali e sulle implicazioni per privacy e sicurezza degli utenti.

La questione assume rilevanza economica significativa nel momento in cui Microsoft, detentore del sistema operativo desktop dominante con oltre il 70% di quota di mercato globale, ha investito miliardi di dollari in infrastrutture AI e partnership strategiche, in particolare quella da 13 miliardi di dollari con OpenAI. La capacità del colosso di Redmond di monetizzare questi investimenti attraverso l'adozione di massa delle funzionalità AI rappresenta un test critico per la sostenibilità della sua strategia aziendale nel medio termine.

Il codice disponibile sulla piattaforma di sviluppo collaborativo mira a eliminare tutti i componenti AI dalla build 25H2 di Windows 11 e dalle versioni successive, che secondo gli sviluppatori includeranno "sempre più funzionalità e componenti di intelligenza artificiale". Gli autori del progetto avvertono che i software antivirus di terze parti potrebbero rilevare falsamente lo script come dannoso, raccomandando ai meno esperti di testarlo su macchine virtuali prima dell'implementazione su sistemi reali.

Le aziende tecnologiche hanno investito enormi quantità di denaro costruendo data center per soddisfare la domanda prevista, e se non riusciranno ad attrarre abbastanza clienti paganti sui meriti dei prodotti AI, probabilmente ricorreranno ai miti sull'AI

L'iniziativa si inserisce in un filone più ampio di progetti di "debloat" come Win11Debloat, ma ha acquisito visibilità particolare quando Meredith Whittaker, presidente del servizio di messaggistica crittografata Signal, l'ha definita su BlueSky una "infrastruttura di riduzione del danno creata dalla comunità" per contrastare quella che ha descritto come l'integrazione allarmante di agenti AI nel sistema operativo Windows, definito "l'ambiente di deployment più sconsiderato attualmente esistente".

La posizione critica di Whittaker non è isolata nel settore tech. Durante il 39° Chaos Communication Congress del dicembre 2024, la presidente di Signal aveva denunciato la distribuzione sconsiderata di funzionalità come Microsoft Recall, che viola sistematicamente i principi di sicurezza e privacy attraverso database in chiaro accessibili a malware, archiviazione insicura che ignora i principi di privilegio minimo e registrazione dello schermo che crea e aggrega nuovi dati forensici invasivi.

L'opposizione alle funzionalità AI integrate forzatamente nei sistemi operativi si estende oltre le preoccupazioni per sicurezza e privacy. Emerge una critica strutturale al modello di business basato su modelli addestrati con dati raccolti senza consenso, all'impatto ambientale dei datacenter AI in termini di consumo idrico ed elettrico ed emissioni di CO2, e alla mancanza di responsabilità pubblica per la distribuzione di contenuti generati dall'AI, incluso materiale di abuso sessuale.

Un'analisi meta-analitica di luglio 2024 su 37 studi relativi ad assistenti basati su large language model per lo sviluppo software ha rilevato che mentre l'AI può accelerare il lavoro individuale, non esiste una relazione robusta tra adozione dell'AI e guadagni di produttività aggregati

Microsoft si trova in una posizione particolarmente delicata perché controlla il sistema operativo desktop commerciale dominante e ha una storia consolidata di installazione di bloatware indesiderato che ha già irritato i clienti Windows negli anni passati. La società di Redmond ha composto questa reputazione iniettando AI in quante più applicazioni possibile, con poche concessioni ai critici, generando obiezioni continue sotto forma di post pubblici e petizioni online.

Il CEO Satya Nadella ha tentato all'inizio del 2025 di spostare la narrativa pubblicando un post intitolato "sn scratchpad" in cui esortava le persone a superare gli argomenti sullo "slop" generato dall'AI e concentrarsi su come i modelli possano amplificare l'attività umana. La singola esortazione a ridurre le critiche non sembra tuttavia aver influenzato le opinioni dei detrattori, e la società non ha modificato sostanzialmente la propria strategia di integrazione AI.

Diversi operatori del settore AI si trovano ora di fronte a una contraddizione economica fondamentale: hanno costruito enormi capacità di datacenter in previsione di una domanda che potrebbe non materializzarsi ai livelli previsti. Se i clienti paganti non arriveranno in numero sufficiente sulla base dei meriti effettivi dei prodotti AI, queste aziende dovranno probabilmente ricorrere a quella che alcuni analisti definiscono "mitologia dei prodotti AI", come la narrativa secondo cui l'intelligenza artificiale aumenterebbe inevitabilmente la produttività.

Microsoft vorrebbe molto trovare una relazione tra investimenti in AI e crescita incrementale, ma le evidenze empiriche suggeriscono che i servizi AI, in scenari specifici, possono rendere i lavoratori più produttivi, ma nel complesso creano tanti problemi quanti ne risolvono

Apple, l'altro principale fornitore di sistemi operativi desktop commerciali, ha avuto un avvio difficoltoso nel campo dell'AI e si trova ora in una posizione di inseguimento piuttosto che di contrasto al contraccolpo pubblico. Questa dinamica competitiva solleva interrogativi sulla sostenibilità a lungo termine delle strategie AI-first quando l'adozione da parte degli utenti resta tiepida e la resistenza organizzata cresce attraverso strumenti tecnici di opt-out forzato come Remove Windows AI. La domanda cruciale per il mercato diventa quindi: quanto a lungo le aziende tecnologiche potranno sostenere investimenti miliardari in infrastrutture AI se la base utenti rimane scettica o apertamente ostile all'integrazione di queste funzionalità nei prodotti quotidiani?

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