Tecnologia AI e finanza: la guida essenziale per i CFO
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28/03/2025

L'intelligenza artificiale agentica per CFO: un approccio pragmatico, simile all'adozione di altre tecnologie aziendali

AI e finanza: la guida essenziale per i CFO

Nel panorama dell'innovazione tecnologica contemporanea, l'intelligenza artificiale agentica rappresenta una nuova frontiera che sta ridisegnando il ruolo dei Chief Financial Officer nelle aziende globali. Nonostante l'apparente novità, questi sistemi intelligenti in grado di prendere decisioni autonome hanno radici profonde nella storia dell'automazione aziendale, ma oggi si presentano con caratteristiche evolute che richiedono un approccio strategico da parte dei dirigenti finanziari. La vera sfida per i CFO moderni non è tanto comprendere se adottare queste tecnologie, quanto piuttosto come integrarle efficacemente nei processi finanziari esistenti, bilanciando opportunità e rischi.

L'intelligenza agentica: evoluzione, non rivoluzione

"Il concetto non è nuovo", afferma George Westerman, docente senior presso il MIT Sloan School of Management. L'AI agentica, nella sua essenza, è un codice software programmato per elaborare informazioni e prendere decisioni o azioni conseguenti. Esempi di sistemi agentici esistono da decenni: dai processi automatici di Microsoft Windows ai sistemi di trading automatizzato di Wall Street.

La differenza sostanziale rispetto al passato risiede nelle capacità avanzate. I moderni agenti AI, costruiti su modelli di intelligenza generativa, possono generare risposte in modo dinamico, apprendere, adattarsi e godere di una certa autonomia decisionale. L'elaborazione di dati non strutturati e la capacità di sostenere conversazioni complesse rappresentano un salto qualitativo rispetto ai sistemi tradizionali basati su regole predeterminate.

La gestione finanziaria nell'era degli agenti intelligenti

Per i CFO italiani, l'approccio all'intelligenza artificiale agentica dovrebbe seguire metodologie simili a quelle utilizzate per altre innovazioni tecnologiche, con alcuni adattamenti specifici. Come nelle precedenti ondate di automazione, è fondamentale identificare i processi che possono beneficiarne, valutare i costi eliminabili e analizzare i potenziali vantaggi derivanti dall'accelerazione delle attività.

Il Qatar Investment Authority sta già muovendo passi concreti in questa direzione. Niall Byrne, CFO dell'organizzazione, ha dichiarato durante il World Economic Forum: "Stiamo esplorando progetti pilota con metriche chiare per quantificare il ritorno sugli investimenti in AI, considerando tassi di adozione, velocità di elaborazione dei dati, creazione di valore e produttività dei dipendenti".

L'intelligenza artificiale agentica non è una moda passeggera, ma un cambiamento strutturale nella gestione finanziaria.

Analisi costi-benefici: un approccio pragmatico

Implementare sistemi di AI agentica comporta costi significativi, paragonabili ad altre integrazioni tecnologiche complesse. Le spese includono costi di elaborazione, pulizia dei dati, licenze e, soprattutto, modifiche ai processi aziendali, che spesso rappresentano la componente più onerosa dell'investimento.

Le maggiori opportunità per il settore finanziario italiano si concentrano in cinque aree specifiche: l'analisi di dati non strutturati (video, email, PDF), l'automazione dei processi di pianificazione e reporting, la conformità normativa, la valutazione del rischio di credito e le interazioni con i clienti. In particolare, nel contesto italiano caratterizzato da una regolamentazione finanziaria complessa, i benefici legati alla compliance possono risultare particolarmente rilevanti.

La roadmap strategica per i CFO

Per massimizzare i benefici dell'AI agentica, i dirigenti finanziari dovrebbero seguire tre linee guida essenziali. Innanzitutto, allineare le iniziative di intelligenza artificiale con gli obiettivi aziendali, definendo chiaramente i risultati finanziari attesi, come la riduzione dei costi o il miglioramento delle previsioni.

In secondo luogo, gestire proattivamente i rischi relativi alla sicurezza dei dati, alla privacy e alla conformità normativa. Come sottolinea Kalin Anev Janse, CFO del Meccanismo Europeo di Stabilità: "Ogni leader, compresi i CFO, deve promuovere l'AI e comprenderne i rischi sistemici nel settore finanziario". Nel contesto italiano, dove la normativa sulla privacy è particolarmente stringente, questo aspetto assume rilevanza ancora maggiore.

Infine, investire nelle competenze adeguate e affrontare apertamente i timori dei dipendenti riguardo a potenziali tagli occupazionali. Westerman consiglia: "Come in ogni cambiamento organizzativo, è necessario essere molto trasparenti con il personale". Non è indispensabile assumere i migliori laureati delle università più prestigiose, ma è fondamentale creare un nucleo di persone che comprendano profondamente l'AI e fornire formazione adeguata al resto della forza lavoro.

Governance e adattamento culturale

I CFO dovrebbero applicare all'AI agentica le politiche di governance esistenti, rivedendole ove necessario. L'approccio italiano alla gestione del rischio, tradizionalmente prudente, può rappresentare un vantaggio in questo contesto, permettendo un'adozione graduale ma solida della tecnologia.

Nel tessuto imprenditoriale italiano, caratterizzato da una forte presenza di PMI, la sfida sarà quella di democratizzare l'accesso a queste tecnologie avanzate, evitando che diventino appannaggio esclusivo delle grandi aziende. L'intelligenza artificiale agentica potrebbe infatti rappresentare un potente strumento di competitività anche per le realtà di dimensioni più contenute, a patto che venga adottata con un approccio strategico e consapevole.

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