Tecnologia AI agent rivoluzioneranno i lavori da PC in USA
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25/02/2026

Gli agenti IA di Anthropic rivoluzioneranno le professioni digitali già nel 2025. L'ingegnere Boris Cherny avverte: l'impatto coinvolgerà sviluppatori, designer e knowledge worker.

AI agent rivoluzioneranno i lavori da PC in USA

Un ingegnere di punta di Anthropic lancia l'allarme: gli agenti di intelligenza artificiale capaci di operare sui computer sono destinati a rivoluzionare praticamente ogni professione basata su Internet negli Stati Uniti. Boris Cherny, creatore di Claude Code presso la società nota per il chatbot Claude, avverte che la trasformazione non è un fenomeno futuro ma imminente, con cambiamenti significativi attesi già nel corso del 2025. L'annuncio arriva mentre l'azienda rilascia l'aggiornamento Opus 4.6 del suo agente di codifica.

La portata del fenomeno va oltre il settore tecnologico. Cherny sostiene che strumenti come Claude Code non si limiteranno a impattare sviluppatori software, ma estenderanno la loro influenza a product manager, designer e knowledge worker in generale. Si tratta di una previsione che solleva interrogativi sulla tenuta del mercato del lavoro tradizionale, soprattutto considerando che l'intelligenza artificiale agenziale sta accelerando in modo esponenziale.

A differenza dei chatbot tradizionali che generano testo o immagini, gli agenti AI come Claude Code possono eseguire comandi, analizzare documenti, inviare messaggi ai colleghi e completare attività attraverso diverse applicazioni. La capacità di utilizzare un computer come farebbe un essere umano rappresenta un salto qualitativo significativo, anche se la stessa Anthropic ammette che il sistema non ha ancora raggiunto il livello di un professionista esperto. Questa ammissione di limitatezza contrasta con la retorica ottimistica dell'ingegnere, sollevando dubbi sulla tempistica effettiva dell'impatto.

È una cosa che porta l'intelligenza artificiale agenziale a persone che non l'hanno mai veramente usata prima, e stanno iniziando a percepirla per la prima volta

L'azienda, fondata come alternativa a OpenAI con un focus dichiarato sulla sicurezza dell'AI, commercializza questi strumenti alle imprese. Cherny ha un chiaro interesse commerciale nel promuovere le capacità di Claude Code, il che richiede una lettura critica delle sue dichiarazioni. Tuttavia, i dati che fornisce sul suo team interno suggeriscono un impatto concreto: la produttività per ingegnere sarebbe aumentata significativamente dal lancio dello strumento.

La questione occupazionale emerge con forza. In un'intervista al podcast "Lightcone" di Y Combinator, Cherny ha affermato che la qualifica professionale di ingegnere software inizierà a "sparire" nel 2026. Una previsione estrema che va contestualizzata: più che una scomparsa, si profila probabilmente una ridefinizione delle competenze richieste, con una transizione da compiti esecutivi a supervisione strategica dei sistemi AI.

Nel frattempo, sarà molto dirompente. Sarà doloroso per molte persone

Il modello economico sottostante rimane nebuloso. Se davvero questi strumenti possono replicare il lavoro di knowledge worker qualificati, quale sarà l'impatto sulla distribuzione del reddito? Chi beneficerà dei guadagni di produttività? Le aziende che riducono il personale o i lavoratori che vedranno aumentare il proprio valore aggiunto? La storia delle rivoluzioni tecnologiche precedenti suggerisce che i benefici tendono a concentrarsi nelle mani di chi controlla la tecnologia, almeno nelle fasi iniziali.

Per i lavoratori esposti a questa trasformazione, Cherny offre un consiglio pragmatico: sperimentare direttamente con gli strumenti di intelligenza artificiale e comprenderne il funzionamento. "Non abbiatene paura", suggerisce, un approccio che privilegia l'adattamento individuale rispetto a soluzioni collettive o normative. Resta da vedere se questa strategia di familiarizzazione sarà sufficiente quando la tecnologia raggiungerà maturità completa.

Come società, questa è una conversazione che dobbiamo affrontare insieme

L'incertezza domina il quadro complessivo. Mentre Anthropic spinge sull'acceleratore commerciale dei suoi agenti AI, le implicazioni sistemiche rimangono in gran parte inesplorate. Quale sarà il ruolo delle istituzioni nel gestire la transizione? Come si ripenseranno i percorsi formativi se le competenze tecniche tradizionali perdono valore? E soprattutto: la promessa di democratizzazione del software development si tradurrà in maggiore equità o concentrerà ulteriormente il potere economico nelle mani di chi possiede l'infrastruttura AI?

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