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Verb lancia il marketplace per vendere dati all’AI

Verb apre un marketplace in cui gli utenti scelgono quali dati condividere con aziende e laboratori AI, stabilendo anche il prezzo di vendita.

07 ago 2026 3 min lettura A cura di Redazione
Verb lancia il marketplace per vendere dati all’AI
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Verb lancia un marketplace che permette ai consumatori di vendere direttamente i propri dati alle aziende e ai laboratori di intelligenza artificiale scelti. La piattaforma, al debutto di giovedì, punta a trasferire agli utenti una parte del valore economico finora intercettato soprattutto dalle società tecnologiche e dai data broker. Le persone potranno decidere quali informazioni mettere a disposizione e fissarne il prezzo, trasformando la propria impronta digitale in una risorsa negoziabile.

L’iniziativa nasce mentre le aziende AI spendono miliardi per raccogliere dati da soggetti diversi, acquistando dataset o estraendo informazioni disponibili online. Verb vuole modificare questo rapporto, facendo del consumatore un venditore consapevole anziché il semplice oggetto della raccolta. «Verb sarà il posto dove le persone andranno per monetizzare qualcosa che per decenni abbiamo ceduto gratuitamente», ha affermato Cyrus Beschloss, amministratore delegato e cofondatore della società.

Il funzionamento prevede l’installazione del tracker di Verb sul telefono. Da qui l’utente può selezionare le categorie da condividere, mantenendo disattivate tutte le altre. Tra le informazioni cedibili rientrano le abitudini di acquisto, l’utilizzo delle applicazioni e l’attività sui social media. La scelta riguarda anche chi potrà accedere ai dati, introducendo un livello di controllo diretto tanto sulla natura delle informazioni quanto sui potenziali acquirenti.

Verb vuole trasformare l’impronta digitale degli utenti in una risorsa negoziabile

Gli utenti potranno stabilire autonomamente il prezzo, mentre Verb fornirà una stima calcolata in base al numero delle categorie selezionate. Beschloss ritiene che questo meccanismo possa creare una «classe di asset completamente nuova». La società aveva già tentato di remunerare direttamente i consumatori per i loro dati, senza però ottenere allora molta attenzione. Il nuovo marketplace dei dati ripropone l’idea in un momento in cui la domanda proveniente dallo sviluppo dell’AI appare molto più visibile.

I maggiori compratori dovrebbero essere i laboratori AI, ha spiegato Beschloss, perché hanno bisogno di grandi quantità di informazioni per addestrare i modelli futuri. La proposta di Verb inserisce così una relazione commerciale esplicita in un processo spesso poco percepito dagli utenti: il dato personale diventa oggetto di una licenza e il suo proprietario sceglie cosa offrire. Restano da verificare, nella pratica, il valore attribuito alle diverse categorie e la capacità del sistema di rendere comprensibili le condizioni di utilizzo.

I laboratori AI dovrebbero diventare i principali compratori dei dati personali

Il modello apre infatti interrogativi sulla privacy. I sostenitori dei diritti digitali avvertono che i consumatori potrebbero non comprendere pienamente come le informazioni personali saranno impiegate dopo la concessione in licenza per lo sviluppo dell’AI. Verb sostiene che la piattaforma aiuterà invece gli utenti a conoscere meglio la propria presenza digitale. «Se non possiamo dire agli utenti che i loro dati sono al sicuro, allora non siamo un’azienda e non meritiamo di esserlo», ha dichiarato il CEO, ponendo la sicurezza dei dati come condizione essenziale del progetto.

La monetizzazione promette controllo, ma riapre gli interrogativi sulla privacy

Verb non è l’unica realtà impegnata a costruire nuovi canali per procurare informazioni destinate all’intelligenza artificiale. Mercor aiuta le aziende AI ad assumere persone che generano dati di addestramento o valutano le risposte dei modelli in base alle proprie competenze. Vana, spinout del MIT, consente invece agli utenti di aggregare collettivamente i dati e votare quali imprese possano accedervi. Verb sceglie la compravendita individuale: la sua sfida sarà conciliare remunerazione, controllo e comprensione effettiva delle conseguenze della licenza.

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