Tecnologia T-Mobile porta decine di migliaia di VM fuori da VMware
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02/07/2026

T-Mobile chiede a un tribunale di New York di imporre a Broadcom il supporto alle licenze VMware perpetue mentre migra oltre 1.000 applicazioni.

T-Mobile porta decine di migliaia di VM fuori da VMware

T-Mobile ha chiesto a un tribunale di New York di stabilire che Broadcom fosse contrattualmente obbligata a continuare a fornire supporto per le licenze perpetue VMware acquistate dall’operatore. Al centro della causa c’è un’infrastruttura di dimensioni rilevanti: decine di migliaia di macchine virtuali distribuite su circa 303.140 core CPU, con oltre 1.000 applicazioni da spostare fuori dall’ambiente VMware.

La società ha spiegato di essere già impegnata nella migrazione, ma ha anche descritto l’operazione come lunga e tecnicamente complessa. Non si tratta solo di sostituire un componente software: per un operatore mobile, il passaggio coinvolge carichi di lavoro, dipendenze applicative, continuità operativa e controlli di sicurezza. La richiesta di supporto nasce proprio durante questa fase di transizione, quando interrompere aggiornamenti e assistenza può aumentare il rischio operativo.

La causa è stata depositata presso la Supreme Court dello Stato di New York nell’agosto 2025. T-Mobile sostiene che nel 2023 aveva acquistato licenze perpetue VMware insieme a due anni di supporto, con l’opzione di comprarne un terzo. Dopo l’acquisizione di VMware da parte di Broadcom, il modello commerciale è cambiato: Broadcom ha interrotto la vendita delle licenze perpetue VMware e ha spinto l’offerta verso abbonamenti e pacchetti più ampi.

La migrazione coinvolge decine di migliaia di VM e oltre mille applicazioni.

Quando T-Mobile ha provato ad attivare il terzo anno di supporto per 5.288.398,45 dollari, Broadcom non avrebbe consentito il rinnovo. In una comunicazione citata negli atti, un rappresentante Broadcom ha indicato la fine della disponibilità dei prodotti perpetui, includendo anche i rinnovi di supporto collegati a quelle licenze. Per T-Mobile, invece, l’opzione contrattuale restava valida e andava rispettata.

Un giudice ha concesso a T-Mobile un’ingiunzione che le permette di ricevere servizi di supporto da ottobre 2025 fino al 3 agosto 2026, a fronte di 5,28 milioni di dollari e del deposito di una garanzia da 500.000 dollari. Ora l’azienda chiede una dichiarazione formale sul proprio diritto a rinnovare il supporto e ulteriori provvedimenti che il tribunale riterrà necessari.

La determinazione di T-Mobile emerge anche da un altro passaggio degli atti: l’operatore era arrivato a offrire 20 milioni di dollari per due anni di aggiornamenti software e servizi di supporto. La motivazione richiamata comprendeva i costi della lite e la necessità di mitigare rischi di interruzione e sicurezza per la rete e per il business. In un’infrastruttura di telecomunicazioni, il supporto software non è una voce accessoria, ma una parte della gestione del rischio.

Il supporto VMware diventa una leva critica nella transizione infrastrutturale.

Broadcom, in un deposito di giugno, ha sostenuto di aver sostenuto 24 milioni di dollari di costi per supportare T-Mobile su sei prodotti VMware e assegnarle tre account manager dedicati. T-Mobile ha replicato che non usa tre dei sei prodotti indicati e che nel corso dell’anno ha aperto solo due casi di assistenza. La disputa, quindi, non riguarda soltanto il diritto al supporto, ma anche la misura economica e tecnica di quel supporto.

Il contenzioso si inserisce in una fase più ampia di tensione intorno al passaggio dalle licenze perpetue agli abbonamenti. Broadcom ha già affrontato una controversia simile con AT&T, poi risolta privatamente, e un caso ancora aperto con Tesco. In un’udienza dell’ottobre 2025, un legale di Broadcom ha sostenuto che migliaia di clienti sono già passati al modello subscription, definendo T-Mobile un caso fuori linea.

La disputa mette sotto pressione il passaggio dalle licenze perpetue agli abbonamenti.

Per le imprese, la vicenda mostra quanto una scelta di licensing possa trasformarsi in un nodo infrastrutturale quando coinvolge ambienti virtualizzati estesi e applicazioni critiche. La migrazione fuori da VMware prosegue, ma il confronto in tribunale chiarirà fino a che punto un fornitore possa modificare il perimetro del supporto dopo un cambio di strategia commerciale. Né T-Mobile né Broadcom hanno commentato pubblicamente il caso.