OPENLANE ha chiuso il secondo trimestre 2026 con ricavi per 554,6 milioni di dollari, in crescita del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’accelerazione dei volumi nel marketplace ha sostenuto redditività e utile netto, mentre l’EPS diluito è salito da 0,15 a 0,32 dollari. Il quadro trimestrale combina quindi una forte espansione dell’attività operativa con una dinamica meno favorevole nella generazione di cassa.
Il principale motore della crescita è stato il marketplace digitale, il cui GMV è aumentato del 41%, raggiungendo circa 10,5 miliardi di dollari. I veicoli commerciali venduti sono cresciuti del 39%, mentre quelli conferiti dai dealer hanno registrato un incremento del 13%. Negli Stati Uniti, il volume dei dealer è avanzato del 31%, un ritmo nettamente superiore a quello rilevato complessivamente per questa componente del business.
L’aumento delle transazioni si è trasferito sui ricavi legati ai servizi. Le commissioni d’asta e le attività correlate sono salite del 21% a 259 milioni di dollari. Le vendite di veicoli acquistati direttamente sono aumentate del 17% a 114,9 milioni, mentre i ricavi SaaS e delle altre attività hanno guadagnato il 16%, raggiungendo 73,4 milioni. Più stabile il contributo finanziario, passato da 106,2 a 107,3 milioni.
La maggiore attività ha fatto salire del 20% il costo dei servizi, arrivato a 306,4 milioni di dollari. Le spese commerciali, generali e amministrative sono invece aumentate dell’8% a 123,8 milioni, quindi più lentamente dei ricavi. Insieme all’assenza della perdita da 7 milioni sulla vendita di un immobile contabilizzata un anno prima, questa dinamica ha favorito l’espansione dei margini e una crescita del 42% dell’utile operativo.
L’adjusted EBITDA, misura non GAAP definita dall’azienda, è aumentato del 19%. Il marketplace ha contribuito con 56,7 milioni di dollari, mentre il segmento Finance ha generato 46,5 milioni. Il management ha collegato l’andamento dell’attività commerciale alle prime fasi di un’accelerazione dei veicoli provenienti dalla scadenza dei leasing e alla progressiva entrata a regime degli investimenti go-to-market effettuati nel 2025.
La conversione dei risultati in liquidità ha però mostrato un andamento opposto. Il flusso di cassa operativo trimestrale è diminuito del 26% e anche il free cash flow, sia dichiarato sia rettificato, si è ridotto. L’adjusted free cash flow è sceso da 86,5 a 53,4 milioni di dollari. Sui primi sei mesi, tuttavia, il flusso operativo è cresciuto da 194,2 a 212,4 milioni, mantenendo positivo il confronto cumulato con il 2025.
Al 30 giugno, disponibilità liquide e mezzi equivalenti ammontavano a 189,7 milioni di dollari, contro 141,5 milioni alla fine del 2025. I crediti finanziari sono aumentati da 2,43 a 2,62 miliardi, accompagnati dalla crescita delle obbligazioni garantite da questi attivi, passate da 1,76 a 1,89 miliardi. Il debito a lungo termine è rimasto sostanzialmente stabile a 529,2 milioni, mentre gli interessi corporate sono saliti da 3,1 a 10 milioni.
L’EPS diluito è più che raddoppiato, ma il progresso non deriva esclusivamente dalla crescita operativa. L’utile netto attribuibile agli azionisti ordinari è salito da 16,7 a 37,6 milioni, beneficiando anche della riduzione dei dividendi sulle azioni privilegiate e delle somme allocate ai titoli partecipanti. OPENLANE ha alzato entrambi gli estremi delle previsioni annuali per utile netto, adjusted EBITDA ed EPS, confidando nella continuità dei volumi del marketplace, ma dovrà bilanciare questa spinta con fabbisogni finanziari, interessi e investimenti operativi.