Tecnologia Microsoft elimina piani SharePoint e OneDrive
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11/02/2026

Microsoft eliminerà le offerte standalone di SharePoint Online e OneDrive for Business tra il 2026 e il 2029, spingendo gli utenti verso suite complete.

Microsoft elimina piani SharePoint e OneDrive

Microsoft ha annunciato la dismissione di alcune offerte standalone di SharePoint Online e OneDrive for Business, una decisione che entrerà gradualmente in vigore a partire dalla primavera del 2026 per concludersi definitivamente nel dicembre 2029. La società di Redmond ha comunicato la scelta attraverso una nota destinata ai partner commerciali, citando una domanda limitata, utilizzi impropri dei servizi e costi operativi elevati come motivazioni alla base della riorganizzazione della propria offerta di cloud storage e collaborazione.

La mossa riflette una strategia di consolidamento dell'ecosistema Microsoft 365, che spinge clienti e partner verso suite più complete e costose. I piani autonomi in via di dismissione includono SharePoint Online Plan 1 e Plan 2, insieme a OneDrive for Business Plan 1 e Plan 2, prodotti che offrivano soluzioni di storage cloud a prezzi contenuti rispetto alle suite integrate. SharePoint Online Plan 1 garantiva un terabyte di storage a 5 dollari per utente al mese, mentre il Plan 2 raddoppiava il costo offrendo capacità illimitata e funzionalità avanzate.

Sul fronte OneDrive, il Plan 1 replicava la stessa formula economica con un terabyte a 5 dollari mensili per utente, mentre il Plan 2 estendeva la capacità fino a 5 TB, aggiungendo strumenti di prevenzione della perdita di dati e possibilità di espansione fino a 25 TB per team organizzati. Queste offerte rappresentavano, per alcuni segmenti di utenza, un'alternativa economicamente vantaggiosa rispetto ad altre soluzioni di storage del colosso tecnologico.

La decisione riflette una domanda limitata per le offerte standalone, casi crescenti di utilizzo improprio o non standard, e costi operativi più elevati associati al mantenimento di questi piani.

L'espressione "utilizzo improprio o non standard" contenuta nella comunicazione ufficiale lascia trasparire una criticità che Microsoft ha probabilmente dovuto affrontare: l'uso di questi servizi come semplice spazio di archiviazione economico, prescindendo dalle funzionalità collaborative per cui erano stati concepiti. Alcuni utilizzatori del pacchetto software avrebbero infatti sfruttato questi piani come alternativa low-cost ad altre soluzioni di storage cloud, beneficiando di maggiore capacità a costi inferiori rispetto ad altre offerte dello stesso fornitore.

Questa dinamica avrebbe contribuito ad aumentare i costi operativi per Microsoft, rendendo economicamente poco sostenibile il mantenimento di prodotti che, pur generando ricavi, non indirizzavano gli utenti verso le suite più complete e redditizie. La società ha sottolineato che le suite Microsoft 365 "rimangono il modo principale con cui i clienti accedono alle funzionalità di SharePoint e OneDrive", un messaggio che evidenzia la volontà di spingere verso pacchetti integrati più costosi.

I partner sono invitati a guidare i clienti verso le suite Microsoft 365 Business o E3/E5, identificando proattivamente gli utenti interessati e comunicando tempestivamente le scadenze chiave.

La timeline della dismissione prevede che le vendite cessino il 31 maggio 2026, mentre Microsoft non rinnoverà i contratti esistenti a partire da gennaio 2027. Il servizio continuerà però a essere erogato fino a dicembre 2029, offrendo un periodo di transizione di oltre tre anni. Questa gradualità mira a minimizzare l'impatto sulle organizzazioni che attualmente utilizzano questi piani, pur orientandole verso soluzioni alternative più onerose.

La strategia solleva interrogativi sulla libertà di scelta per le piccole e medie imprese che potrebbero non necessitare delle funzionalità avanzate delle suite complete. L'eliminazione di opzioni economiche standalone potrebbe rappresentare un incremento sostanziale dei costi per realtà aziendali che utilizzavano questi servizi primariamente per esigenze di storage, senza necessità di strumenti collaborativi estesi. La transizione verso Microsoft 365 Business o verso le suite enterprise E3/E5 comporta infatti un salto di prezzo non trascurabile.

Microsoft raccomanda che i partner identifichino proattivamente i clienti interessati dalla dismissione e li guidino verso la suite Microsoft 365 più appropriata o alternative di storage per garantire continuità operativa.

Resta da valutare se questa razionalizzazione dell'offerta risponda effettivamente a logiche di efficienza operativa o rappresenti piuttosto un tentativo di massimizzare i margini attraverso l'eliminazione di prodotti a basso costo che cannibalizzavano offerte più redditizie. Il mercato del cloud storage rimane altamente competitivo, con alternative valide che potrebbero attrarre clienti restii ad accettare aumenti di spesa per funzionalità non necessarie. La vera sfida per Microsoft sarà dimostrare che il valore aggiunto delle suite complete giustifica l'investimento richiesto, evitando migrazioni verso competitor più flessibili nelle opzioni di prezzo.

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