L’Egitto è stato eletto alla presidenza dei gruppi di lavoro sulla governance dell’intelligenza artificiale e sul quantum computing istituiti dal Comitato permanente arabo per l’AI e le tecnologie emergenti. Le nomine sono arrivate durante la seconda riunione fondativa del comitato, tenuta in Tunisia con la partecipazione dei rappresentanti degli Stati arabi e di organizzazioni regionali e internazionali in qualità di osservatori.
Il Cairo guiderà così due dei sei gruppi di lavoro nei quali è articolato il nuovo organismo. La scelta segue il percorso istituzionale avviato sul piano nazionale: a gennaio il governo egiziano ha ampliato le competenze del Consiglio nazionale per l’intelligenza artificiale, includendo quantum computing, biotecnologie e altre tecnologie emergenti. L’organismo è stato quindi rinominato Consiglio nazionale per l’AI, il quantum computing e le tecnologie emergenti, con l’approvazione presieduta dal primo ministro Mostafa Madbouly.
Sei mesi dopo, la struttura costruita a livello interno si traduce in un ruolo di indirizzo regionale negli stessi due ambiti. L’Egitto ha partecipato fin dall’inizio alla formazione del comitato arabo, creato con una risoluzione adottata durante la 29ª sessione del Consiglio dei ministri arabi delle telecomunicazioni e dell’informazione, organizzata nel Paese nel gennaio 2026. A maggio, il Ministero delle Comunicazioni e dell’Information Technology del Cairo aveva inoltre ospitato la prima riunione fondativa.
Alla guida del gruppo dedicato all’AI, l’Egitto coordinerà lo sviluppo di un quadro regionale di governance, la progettazione di strumenti tecnici e la creazione di un meccanismo consultivo per sostenere l’applicazione della Carta araba per l’etica dell’AI. Tra i compiti rientrano anche la condivisione delle conoscenze tra gli Stati membri e il coordinamento delle posizioni arabe nei confronti delle discussioni internazionali sulle politiche tecnologiche.
Nel quantum computing, il mandato comprende invece la definizione di una strategia quantistica regionale, la promozione della ricerca e delle applicazioni pratiche, oltre alla valutazione delle opportunità in campi come la cybersecurity. Il gruppo dovrà contribuire alla costruzione di competenze scientifiche e tecniche e seguire l’evoluzione internazionale di una tecnologia ancora emergente. Gli altri tavoli del comitato riguardano capacità e partnership, innovazione e soluzioni tecnologiche, dati e infrastrutture digitali, oltre alle tecnologie emergenti.
Il mandato complessivo del comitato copre strategie regionali, politiche pubbliche, innovazione e trasformazione digitale nei diversi settori. Comprende inoltre il sostegno alla ricerca scientifica, la proposta di accordi regionali e il coordinamento della partecipazione araba nei forum internazionali. Per imprese e utenti, le attività dei gruppi potranno tradursi in principi, strumenti e requisiti destinati a orientare lo sviluppo e l’impiego delle nuove tecnologie nei mercati del blocco arabo.
La posizione egiziana presenta anche una dimensione interregionale. Il Paese partecipa alle consultazioni per una strategia armonizzata sull’AI del COMESA, che coinvolge 21 Stati, e rientra nel quadro della Strategia continentale sull’AI dell’Unione Africana. Le regole alla cui definizione contribuirà per il mondo arabo nasceranno quindi in uno Stato coinvolto contemporaneamente nei processi africani di armonizzazione. Questa sovrapposizione può favorire lo scambio di approcci, ma può anche lasciare le aziende egiziane davanti a requisiti differenti in base al quadro applicabile alle singole operazioni.
La presidenza consolida un percorso accompagnato da obiettivi nazionali misurabili. L’Egitto si è classificato primo in Africa nel Government AI Readiness Index 2025, ha lanciato a febbraio il modello nazionale in lingua araba Karnak e ha definito una Strategia nazionale per l’AI 2025-2030. Il piano punta a superare 250 imprese attive nell’intelligenza artificiale e a generare 42,7 miliardi di dollari di valore economico collegato al settore. Il nuovo incarico estende questa traiettoria dal rafforzamento domestico alla definizione delle regole regionali.