Scenario Le telco puntano sugli edge data center per spingere l’AI
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25/06/2026

Telco e player digitali guardano agli edge data center per portare AI, bassa latenza e servizi evoluti a imprese, pmi e distretti industriali.

Le telco puntano sugli edge data center per spingere l’AI

Le reti di telecomunicazioni italiane cercano una nuova traiettoria industriale e la trovano sempre più spesso nell’edge data center. Nella cornice di Telco per l’Italia 2026, il confronto tra operatori e player digitali ha messo al centro un passaggio preciso: trasformare l’infrastruttura nazionale da rete di accesso a piattaforma distribuita capace di sostenere AI, servizi data-driven e crescita dei territori.

Il nodo non riguarda solo la capacità trasmissiva, ma il modo in cui le risorse già disponibili possono essere integrate con le nuove esigenze del mercato. FiberCop, Open Fiber, Sirti Digital Solutions, Salesforce e Kpmg hanno delineato una roadmap in cui reti aperte, co-investimento e servizi evoluti diventano tasselli di una filiera più ampia, chiamata a supportare pmi, distretti industriali e clienti finali con esigenze sempre più complesse.

Per Massimiliano De Carolis, ceo di Sirti Digital Solutions, il concetto di reti aperte è il presupposto per creare valore in un mercato in cui i servizi digitali stanno evolvendo in piattaforme. Il punto, nella sua analisi, è superare una visione centrata esclusivamente sulle telecomunicazioni e intercettare l’intersezione con altri settori infrastrutturali. De Carolis ha richiamato investimenti attesi nel prossimo triennio per circa 10 miliardi di euro l’anno nelle torri di telecomunicazioni, 30 miliardi nel settore elettrico, 31 miliardi nella sensoristica applicata agli asset industriali e altri 10 miliardi in soluzioni di sicurezza.

L’edge porta dati e AI più vicino ai distretti produttivi

La somma di queste direttrici restituisce un volume di investimenti indicato come cinque volte superiore rispetto all’attuale perimetro, ancora molto concentrato sulle sole telco. In questa prospettiva, le aziende di telecomunicazioni non possono limitarsi a gestire l’accesso: devono diventare operatori abilitanti di capacità, mettendo a disposizione servizi avanzati come sicurezza, capacità predittive ed efficientamento energetico. De Carolis ha richiamato anche l’orientamento dei fondi infrastrutturali, che secondo McKinsey stanno indirizzando circa il 75% degli investimenti verso use case e applicazioni cross-industry.

L’avanzata dell’intelligenza artificiale sposta ulteriormente il baricentro sulle infrastrutture di grande capacità. Chi opera su asset pesanti, ha osservato De Carolis, potrà monetizzare di più se saprà integrare l’AI nelle reti per renderle più sicure in modo automatizzato. La domanda dei clienti evoluti si concentra infatti sull’output finale e sul livello di servizio, più che sugli strumenti usati per garantirlo. In questo scenario, l’infrastruttura diventa un fattore competitivo quando riesce a combinare affidabilità, automazione e garanzie operative.

La stessa direzione emerge dal punto di vista applicativo. Fabio Barà Cappuccio, senior account executive di Salesforce, ha ricordato il percorso dell’azienda dal modello cloud introdotto nel 1999 alle alleanze con gli hyperscaler, fino all’esplorazione di partnership commerciali con clienti del settore telecomunicazioni. La sfida, ha spiegato, è fornire tecnologia avanzata per sfruttare meglio reti ed edge esistenti, supportando sistemi on-premise e nuovi edge data center presso il cliente finale.

Le telco puntano a diventare operatori abilitanti di capacità

L’edge consente di accedere ai dati a bassa latenza e di abilitarne l’analisi per sistemi di controllo della produzione, soluzioni AI e processi di efficientamento, con un potenziale diretto anche per le pmi. Barà Cappuccio ha precisato che l’utilizzo dell’AI sull’edge è ancora limitato, ma Salesforce sta già esplorando soluzioni verticali AI based per specifici distretti produttivi. La strategia passa anche dal governo del dialogo tra agenti, con l’azienda che si propone come vendor di agenti specializzati e facilitatore di interazioni multiple.

Un esempio citato riguarda le funzionalità rilasciate ad aprile nel core del Crm Salesforce. La suite Headless 360 consente di accedere e interrogare il sistema attraverso interfacce personalizzate, integrando ChatGPT per interrogare Salesforce o sviluppare soluzioni su misura appoggiate ai dati del core, senza modificare la struttura di base. È un passaggio che mostra come l’infrastruttura distribuita possa diventare il punto di contatto tra dati aziendali, agenti intelligenti e applicazioni verticali.

La rete aperta diventa piattaforma per servizi digitali evoluti

Resta il tema dello stato reale delle reti italiane. Davide Di Labio, associate partner di Kpmg, ha indicato una criticità sul mobile: l’Italia si colloca al 33° posto su 38 Paesi Ocse per velocità di download, con una penetrazione ancora bassa. La prospettiva degli edge data center nasce anche da qui: avvicinare capacità di calcolo e dati ai luoghi in cui imprese, fabbriche e utenti generano domanda digitale, trasformando le reti aperte in una piattaforma industriale per l’innovazione.

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