Scenario L'AI trasforma il customer service in asset strategico
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01/04/2025

Servizio clienti insoddisfacente: l'AI può migliorarlo, ma i consumatori cercano ancora il contatto umano nonostante le potenzialità tecnologiche.

L'AI trasforma il customer service in asset strategico

Il paradosso del servizio clienti contemporaneo si manifesta in un dato allarmante: mentre quasi il 60% dei consumatori ritiene l'assistenza post-vendita un elemento cruciale per la percezione di un brand, solo il 45% si dichiara effettivamente soddisfatto dell'esperienza ricevuta. Questo scollamento tra aspettative e realtà rappresenta non solo una criticità, ma anche un'opportunità straordinaria per le aziende che sapranno ripensare strategicamente questo settore. Nel frattempo, dall'altra parte della barricata, gli operatori dei call center vivono un disagio ancora più profondo, con appena il 16% che esprime soddisfazione per il proprio ruolo, segnalando un sistema in evidente difficoltà da entrambi i fronti.

L'AI generativa come risposta a un sistema in crisi

Una nuova era sembra delinearsi all'orizzonte con l'avvento dell'intelligenza artificiale generativa (Gen AI) e dell'AI agentica. Secondo il recente studio "Unleashing the value of customer service" del Capgemini Research Institute, queste tecnologie emergenti stanno trasformando radicalmente il settore. L'86% delle organizzazioni ha già implementato soluzioni basate su Gen AI o ne sta esplorando attivamente il potenziale, a testimonianza di un cambiamento ormai in atto.

I benefici sono tangibili: nove aziende su dieci che utilizzano l'AI generativa hanno registrato o prevedono miglioramenti significativi nei tassi di risoluzione al primo contatto, tempi di risposta più rapidi e maggiore produttività degli operatori. La tecnologia sta dimostrando di essere molto più di un semplice strumento operativo, configurandosi come un vero e proprio asset strategico capace di generare valore.

Il fattore umano resta insostituibile

Nonostante il 71% dei consumatori riconosca un miglioramento nella qualità dei chatbot negli ultimi anni, oltre il 70% continua a preferire l'interazione con operatori umani quando si tratta di empatia e risoluzione creativa dei problemi. La tecnologia avanza, ma il bisogno di connessione umana persiste. Questa preferenza segue però una chiara linea generazionale: i giovani mostrano maggiore apertura verso gli agenti virtuali, mentre le fasce più anziane privilegiano nettamente il contatto umano.

Un servizio clienti scadente può vanificare anche l'esperienza d'acquisto più soddisfacente.

Verso un modello ibrido di assistenza

Il futuro dell'assistenza clienti sembra orientarsi verso un modello ibrido, dove agenti umani e virtuali collaborano sinergicamente. I consumatori apprezzano la velocità e la disponibilità 24/7 degli assistenti digitali, ma cercano l'empatia e la flessibilità degli operatori umani nelle situazioni più complesse. In questo scenario, i tradizionali call center evolveranno in centri di esperienza cliente (CX) dove team misti gestiranno le interazioni con il pubblico.

"Con oltre metà dei consumatori pronti ad abbandonare un marchio a causa di un'assistenza inadeguata, anche dopo un acquisto soddisfacente, ripensare il servizio clienti non è più un'opzione ma una necessità strategica", spiega Roberto Scolamiero, COO di Capgemini Italia. "Le aziende che comprenderanno questa trasformazione non solo miglioreranno la soddisfazione del cliente, ma creeranno anche un concreto vantaggio competitivo."

Le sfide dell'implementazione

Il cammino verso questa trasformazione presenta ostacoli significativi. Solo il 49% delle organizzazioni si considera pronta a offrire un servizio clienti basato sull'intelligenza artificiale, segnalando carenze strutturali nei modelli operativi, nelle soluzioni digitali e nei sistemi di gestione dei dati. Le aziende affrontano problemi di coordinamento tra dipartimenti, obsolescenza tecnologica e basso coinvolgimento degli operatori.

L'adozione dell'AI richiede quindi un ripensamento complessivo delle strategie aziendali, non limitato all'acquisizione di nuove tecnologie ma esteso alla riorganizzazione dei processi e alla formazione del personale. Solo così le potenzialità dell'intelligenza artificiale potranno esprimersi pienamente, trasformando un'area tradizionalmente vista come centro di costo in un motore di creazione di valore e punto di contatto privilegiato con il cliente.

Una rivoluzione guidata dalle aspettative

La trasformazione in atto rispecchia un cambiamento nelle aspettative dei consumatori, sempre più abituati a esperienze digitali fluide e personalizzate. In questo contesto, l'AI generativa rappresenta non tanto una rottura quanto una naturale evoluzione verso un modello di servizio più reattivo e personalizzato, capace di combinare efficienza operativa e comprensione delle esigenze individuali.

Per le aziende italiane, questa trasformazione rappresenta un'opportunità per colmare il divario con i competitor internazionali, introducendo soluzioni innovative che valorizzino sia la componente tecnologica sia la tradizionale attenzione al cliente che caratterizza il nostro tessuto imprenditoriale. La sfida sarà trovare un equilibrio tra innovazione digitale e valorizzazione del capitale umano, creando un modello di servizio che unisca il meglio dei due mondi.

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