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L’AI può alzare dello 0,4% la produttività indiana

Goldman Sachs stima che l’AI generativa possa aumentare di 0,4 punti percentuali la crescita annua della produttività del lavoro in India.

29 lug 2026 3 min lettura A cura di Redazione
L’AI può alzare dello 0,4% la produttività indiana
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L’AI generativa potrebbe aggiungere circa 0,4 punti percentuali alla crescita annua della produttività del lavoro in India nel prossimo decennio. La stima contenuta in un rapporto di Goldman Sachs delinea un’accelerazione legata soprattutto alla capacità dei sistemi di automazione di assorbire attività ripetitive, liberando tempo per mansioni creative o a maggiore impatto.

La prospettiva riguarda quindi non soltanto la sostituzione di singole operazioni, ma una possibile riorganizzazione del lavoro. Nel prossimo decennio, strumenti basati sull’intelligenza artificiale potrebbero entrare nei processi quotidiani di numerose organizzazioni, modificando la distribuzione delle attività e incidendo sull’efficienza del lavoro. Il beneficio atteso dipenderà dalla capacità di affiancare la tecnologia alle persone, indirizzandone l’impiego verso compiti nei quali può offrire un supporto concreto.

Il rapporto stima che l’AI possa automatizzare tra il 9% e il 17% delle attività lavorative non agricole in India. Il dato misura le mansioni potenzialmente trasferibili alle macchine, non direttamente il numero di occupazioni destinate a scomparire. L’impatto dell’automazione potrà infatti variare in base alla composizione di ciascun ruolo e alla possibilità di integrare gli strumenti digitali nei flussi operativi esistenti.

L’AI potrebbe aggiungere 0,4 punti alla crescita annua della produttività indiana

Una quota più ampia del mercato del lavoro potrebbe ottenere un vantaggio in termini di supporto: l’intelligenza artificiale dovrebbe facilitare o rendere più interessanti le attività svolte nel 42%-48% dei ruoli. In questo scenario, le mansioni ripetitive vengono affidate ai sistemi, mentre i lavoratori possono concentrarsi su decisioni, creatività e attività a maggiore valore. L’effetto prevalente sarebbe dunque di assistenza e trasformazione dei compiti.

Resta però una componente di sostituzione. Tra l’8% e il 12% dei posti di lavoro potrebbe essere rimpiazzato interamente dall’automazione. La distanza tra questa quota e quella dei ruoli interessati dall’assistenza dell’AI mostra come l’esposizione tecnologica non coincida sempre con la cancellazione di un’occupazione: in molti casi cambierà il contenuto del lavoro, mentre in altri l’intero insieme delle attività potrà essere automatizzato.

Quasi metà dei ruoli potrebbe diventare più semplice o interessante

I benefici più visibili sono attesi in settori come sanità e istruzione. Nel primo caso, l’AI potrebbe sostenere strumenti diagnostici più avanzati; nel secondo, favorire soluzioni di apprendimento personalizzato. Sono applicazioni nelle quali l’elaborazione automatizzata delle informazioni può alleggerire alcune attività e lasciare maggiore spazio alle componenti professionali che richiedono valutazione, relazione e intervento umano.

Anche la finanza rientra tra gli ambiti nei quali l’automazione delle attività ripetitive potrebbe favorire lavori più creativi o ad alto impatto. Per media e intrattenimento viene indicato un possibile incremento significativo della produttività. Più contenuto, invece, potrebbe essere il cambiamento nei comparti fondati prevalentemente sul lavoro manuale, come manifattura e costruzioni, dove molte mansioni risultano meno direttamente trasferibili agli strumenti generativi.

Infrastrutture digitali solide determineranno la portata del beneficio economico

La portata economica di questa trasformazione sarà legata anche agli investimenti dell’India nelle infrastrutture digitali. Data center, capacità di calcolo accessibile, disponibilità affidabile di elettricità e acqua sono indicati come condizioni necessarie per sostenere l’adozione. Se questi elementi continueranno a svilupparsi, l’AI potrà tradursi in maggiori opportunità sia per i lavoratori sia per l’economia, pur mantenendo aperta la sfida della transizione occupazionale.

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