Mercato IQM entra in Borsa, ma il quantum deve ancora dimostrare tutto
3' 25''
03/07/2026

IQM debutta sui listini con nuova liquidità, ma nel prospetto ammette che la trazione commerciale del quantum potrebbe non arrivare mai.

IQM entra in Borsa, ma il quantum deve ancora dimostrare tutto

IQM entra in Borsa con una doppia ambizione: rafforzare la propria posizione nella corsa globale al quantum computing e dimostrare che una società europea può competere in un mercato ancora largamente sperimentale. L’operazione arriva però con un’avvertenza esplicita nel prospetto: la trazione commerciale su larga scala della tecnologia quantistica potrebbe anche non materializzarsi mai.

È un passaggio raro per chiarezza, ma non isolato nel settore. Le società quantum vendono oggi capacità di calcolo, macchine fisiche e accesso cloud, pur muovendosi in un’area in cui il salto decisivo resta da provare. IQM sostiene già di avere clienti che usano la tecnologia per attività come simulazioni e ottimizzazioni, tra cui il VTT Technical Research Centre of Finland e il Leibniz Supercomputing Centre in Germania.

Il modello commerciale dell’azienda combina due canali. Da un lato vende computer quantistici a centri di supercalcolo e data center; dall’altro offre tempo di calcolo attraverso il cloud. Il ceo e cofondatore Jan Goetz ha sintetizzato così l’approccio: l’azienda vende computer a infrastrutture avanzate e capacità computazionale via cloud. È una strategia coerente con una fase in cui il mercato compra sperimentazione, accesso tecnologico e competenze, più che applicazioni mature e standardizzate.

IQM corre in Borsa mentre il quantum cerca ancora il suo mercato.

Il dato operativo più immediato riguarda la crescita dei clienti: IQM è passata da 8 clienti nel 2024 a 22 nel 2025. Per una società che lavora su hardware quantistico, il progresso è significativo, anche perché due clienti recenti arrivano dal settore privato. Allo stesso tempo, il ritmo della domanda suggerisce che la scalabilità commerciale dipenda ancora dal cosiddetto quantum advantage, cioè dal momento in cui i chip quantistici supereranno i computer classici su una gamma più ampia di compiti complessi e lunghi.

Quel passaggio potrebbe aprire casi d’uso in ambiti come biotech e fintech, oltre a incidere sulla crittografia. Ma la tempistica resta indeterminata. Nemmeno un produttore di computer quantistici può indicare con certezza quando il vantaggio quantistico diventerà abbastanza esteso da sostenere una domanda industriale di massa. Qui sta il paradosso del settore: gli investimenti crescono mentre la prova economica definitiva è ancora davanti.

Negli Stati Uniti il contesto politico ha dato nuova spinta al comparto. Gli ordini esecutivi del presidente Donald Trump puntano ad accelerare la traiettoria del quantum, mentre il Dipartimento dell’Energia si è impegnato a distribuire entro il 2028 quello che definisce il primo computer quantistico fault-tolerant e scientificamente rilevante al mondo. IQM può agganciarsi direttamente a questo quadro: ha aperto un centro di tecnologia quantistica nel Maryland e ha installato un computer presso l’Oak Ridge National Laboratory, struttura collegata al DOE.

La crescita dei clienti non scioglie il nodo del vantaggio quantistico.

La quotazione non implica però uno spostamento del baricentro oltre Atlantico. Accanto al ticker IQMX negli Stati Uniti, dove sono quotati molti peer del settore, IQM prevede il debutto su Nasdaq Helsinki, contando anche sul sostegno di investitori finlandesi come Tesi, il fondo sovrano del Paese. L’identità europea resta centrale: la società è nata nel 2018 come spinout della Aalto University di Espoo, vicino a Helsinki, e due terzi del personale lavorano ancora lì.

La struttura dell’azienda racconta anche una crescita internazionale. Su un team di 420 persone, circa cento sono basate a Monaco, mentre il resto è distribuito in varie sedi a supporto della roadmap globale. Nel prospetto, la società veicolo RAAQ, che ha accompagnato IQM in Borsa tramite SPAC, ha richiamato oltre 200 milioni di euro di supporto pubblico ricevuto in Europa e la capacità dell’azienda di operare anche fuori dal continente.

La nuova liquidità serve a competere in una corsa ancora incerta.

L’operazione porta a IQM nuova liquidità per circa 198 milioni di euro dopo i costi, pari a 226 milioni di dollari. La società aveva già raccolto 300 milioni di dollari lo scorso settembre, dopo il Series B. Più che una semplice raccolta, la quotazione serve a dare visibilità e risorse a un player che vuole stare davanti in una corsa ancora piena di incognite. Goetz ha rivendicato il primato europeo negli Stati Uniti, ma ha anche ricondotto il punto alla durata: essere pionieri conta meno del successo nel lungo periodo.