Tecnologia La Space Force porta i privati nelle missioni orbitali
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03/07/2026

True Anomaly e Rocket Lab hanno completato una missione orbitale per la Space Force, dimostrando capacità private di ispezione ravvicinata nello spazio.

La Space Force porta i privati nelle missioni orbitali

La U.S. Space Force ha portato un pezzo cruciale della ricognizione orbitale dentro il perimetro dell’industria privata. Due startup spaziali, True Anomaly e Rocket Lab, hanno completato la scorsa settimana una missione di rendezvous in orbita in cui due satelliti si sono avvicinati abbastanza da consentire a uno dei veicoli di riprendere immagini dell’altro.

L’esercitazione, chiamata Victus Haze, ha dimostrato la possibilità di ispezionare da vicino un veicolo spaziale poco dopo il suo arrivo in orbita. È una capacità che il comando militare statunitense osserva con crescente attenzione mentre Stati Uniti, Russia e Cina sviluppano e dispiegano nuove capacità spaziali. Il punto operativo è ridurre i tempi tra il lancio di un oggetto sconosciuto e la sua identificazione, spostando su operatori commerciali una parte della risposta tecnica.

Even Rogers, amministratore delegato di True Anomaly e veterano delle attività spaziali militari statunitensi, ha spiegato che Cina e Russia lanciano regolarmente nuove capacità nello spazio e che una parte del lavoro della Space Force consiste nel comprenderne natura e funzioni. Rogers ha aggiunto che oggi esistono lacune nella capacità di raccolta, un passaggio che chiarisce il ruolo assegnato a imprese capaci di muoversi rapidamente in orbita.

La ricognizione orbitale entra in una fase più rapida e manovrabile

La missione di giugno ha messo alla prova soprattutto i tempi. Rocket Lab ha lanciato un veicolo chiamato Puma appena 16 ore e 42 minuti dopo aver ricevuto il preavviso, un ritmo inusuale per un settore in cui i lanci vengono normalmente fissati e preparati con mesi di anticipo. In orbita lo attendeva Jackal, veicolo costruito da True Anomaly per intercettare e osservare il bersaglio.

La complessità stava anche nell’incertezza iniziale. True Anomaly non conosceva in anticipo il punto esatto in cui Puma sarebbe arrivato nello spazio e ha usato sensori di bordo per individuarlo e identificarlo da 2.000 chilometri di distanza. Jackal si è poi avvicinato al bersaglio, a una distanza classificata, ha orbitato attorno al veicolo e ha raccolto immagini di diverse parti della struttura prima di tornare al punto di partenza orbitale.

Rogers ha descritto l’operazione come probabilmente una delle più complesse manovre moderne di rendezvous e prossimità tra due veicoli spaziali, escludendo le missioni con esseri umani di NASA e Space Force. Il confronto rende l’idea della difficoltà tecnica: due oggetti in orbita si muovono a velocità prossime a 17.500 mph, e le precedenti dimostrazioni private, come quelle legate alla manutenzione satellitare o alla rimozione di detriti, hanno operato su finestre temporali più lente.

Il settore privato diventa parte operativa della sorveglianza spaziale militare

Il programma non si ferma alla prima prova. Le due aziende sono pronte a svolgere nuove esercitazioni nelle prossime settimane, con livelli di difficoltà crescenti. Tra gli scenari possibili c’è un Puma impegnato a evitare Jackal, oppure a eseguire a sua volta manovre di ispezione. La ricognizione orbitale diventa così un dominio più dinamico, vicino alla logica delle manovre tattiche, non più limitato alla sola osservazione passiva.

Fondata nel 2022 da Rogers insieme a ex esperti militari dello spazio, True Anomaly è nata per costruire hardware e software adatti ai compiti assegnati alla Space Force dalla sua creazione nel 2019. Seth Winterroth, partner di Eclipse Ventures e membro del board della società, ha sintetizzato il vantaggio dell’azienda nella conoscenza profonda di tattiche e dottrina del dominio spaziale, più che in un singolo satellite o in un singolo software.

Nello spazio, l’esperienza di volo pesa più delle promesse commerciali

Sul piano industriale, True Anomaly ha raccolto oltre 1 miliardo di dollari, inclusi 650 milioni di dollari a marzo. Ora punta a competere per nuovi task order, in particolare nel programma Andromeda della Space Force, da 6,2 miliardi di dollari, pensato proprio per affidare al settore privato capacità di ricognizione manovrabile. Per Rogers, l’esperienza di volo dimostrata pesa più di ogni promessa commerciale: in questo mercato, la capacità provata in orbita diventa la credenziale decisiva.