Il Portogallo ha lanciato ufficialmente Amália, il suo primo modello nazionale di intelligenza artificiale, scegliendo una strada precisa: renderlo una piattaforma open source. Modello, dataset e codice sorgente vengono messi a disposizione con licenza aperta, così che governi, imprese, università e ricercatori possano riutilizzarli, migliorarli e costruire nuove applicazioni basate sul portoghese europeo.
Il dato chiave non è soltanto tecnologico, ma infrastrutturale. Amália nasce come un large language model nazionale, progettato per sostenere applicazioni di IA aderenti alla lingua e alla cultura del Paese. L’obiettivo dichiarato è rafforzare capacità sovrane in ambito digitale e ridurre la dipendenza da tecnologie estere, in un momento in cui modelli linguistici, dati e capacità di calcolo stanno diventando componenti strategiche per servizi pubblici e processi aziendali.
A differenza degli assistenti di consumo più noti, come ChatGPT, Amália viene presentato come infrastruttura digitale pubblica che le organizzazioni possono adattare ai propri casi d’uso. Questa impostazione sposta il baricentro dall’interazione individuale con un chatbot alla possibilità di integrare un modello linguistico dentro servizi, procedure e applicazioni verticali. Per aziende e istituzioni significa poter lavorare su una base tecnica pensata fin dall’origine per il contesto linguistico nazionale.
Le prime implementazioni sono previste nel settore pubblico portoghese, con applicazioni in istruzione, difesa, sanità, cultura e servizi ai cittadini. Tra gli utilizzi pianificati figurano un assistente didattico basato su IA, una guida virtuale per musei e monumenti portoghesi, un assistente digitale per i servizi civici e strumenti di supporto decisionale per la Marina portoghese. È una traiettoria che mostra come i modelli linguistici nazionali possano entrare nei processi operativi, non solo nei canali di front-end.
Il progetto ha ricevuto 5,5 milioni di euro di finanziamento iniziale attraverso il Recovery and Resilience Plan portoghese. Le principali allocazioni sono andate a NOVA University Lisbon, Instituto Superior Técnico, Università di Porto, Minho e Coimbra, oltre alla Foundation for Science and Technology. La costruzione del modello sfrutta anche capacità di calcolo avanzate, con il ricorso ai supercomputer Deucalion e MareNostrum 5.
Amália non è stato sviluppato interamente da zero. Il lavoro si basa sul modello europeo EuroLLM-9B, che i ricercatori hanno esteso con dataset in portoghese europeo, maggiore capacità del modello e una finestra di contesto più ampia. Sono stati rafforzati anche i sistemi di sicurezza e valutazione, mentre il modello è stato arricchito con capacità multimodali su testo e immagini.
La dimensione collaborativa del progetto è un altro elemento centrale. Alla realizzazione hanno contribuito più di 60 ricercatori e studenti provenienti da università e istituzioni di ricerca portoghesi. Una versione di test è stata completata nel settembre 2025 e presentata alla conferenza PROPOR in Brasile, passaggio che ha anticipato il rilascio della piattaforma aperta e il suo possibile utilizzo da parte di soggetti pubblici e privati.
Il percorso non si ferma al lancio. Il finanziamento per la fase successiva è già stato assicurato fino al 2027, segnalando una continuità di sviluppo oltre la prima versione. Per il tessuto produttivo, Amália offre una base nazionale su cui sperimentare applicazioni di IA generativa più controllabili e coerenti con il contesto locale; per le amministrazioni, apre la possibilità di costruire servizi digitali in cui lingua, dati e infrastruttura restano più vicini all’ecosistema pubblico e scientifico del Paese.