Il mercato del lavoro nei media e nell’intrattenimento in India torna a crescere, con le piattaforme digitali a trainare la domanda di personale. L’Employment Outlook Report di TeamLease Services Limited indica una variazione netta dell’occupazione del 2,9% nel primo semestre dell’esercizio 2026-27, rispetto all’1,2% del semestre precedente. A sostenere il recupero sono soprattutto streaming, videogiochi e contenuti digitali, verso cui si stanno spostando le opportunità di assunzione del settore.
Balasubramanian A, Senior Vice President di TeamLease Services, descrive una ripresa misurata: il 54% dei datori di lavoro assume, mentre il 25% continua a ridurre gli organici. Alla domanda di personale si accompagna una maggiore crescita delle retribuzioni. Il Jobs and Salaries Primer 2026 registra per il settore un incremento salariale del 9,1%, contro il precedente 7,7%. Nella lettura del dirigente, le imprese stanno impegnando risorse economiche per attrarre personale, oltre a pubblicare offerte.
I motori della domanda sono l’aumento degli abbonamenti OTT, l’espansione dei contenuti nelle lingue regionali e la maggiore sofisticazione dell’ad-tech. Le assunzioni si concentrano nella produzione di contenuti digitali, nell’animazione, negli effetti visivi, nel performance marketing e nelle tecnologie delle piattaforme. Servizi di streaming e studi di videogiochi ampliano le squadre per sviluppare e monetizzare attività ancora in espansione. Tra i poli citati per queste competenze figurano Hyderabad e Bengaluru.
Per la stampa e la televisione tradizionale, la dinamica segue invece il rallentamento della crescita dei ricavi pubblicitari e la migrazione del pubblico verso una fruizione mobile-first e su richiesta. Questi cambiamenti frenano le nuove assunzioni nelle funzioni tradizionali, anche quando le divisioni digitali degli stessi gruppi editoriali si espandono. Secondo Balasubramanian, capitali e organici seguono le aree in cui crescono consumi e monetizzazione: il discrimine attraversa quindi anche le singole aziende, oltre ai diversi comparti.
La geografia delle opportunità premia inoltre ecosistemi consolidati. La permanenza di Mumbai, Delhi e Chennai tra i principali centri delle assunzioni viene collegata da Balasubramanian alla combinazione di competenze disponibili, infrastrutture e vicinanza a clienti e industrie. La dimensione urbana, da sola, lascia spazio alla capacità di offrire condizioni operative già riconosciute dalle imprese. L’espansione tende così a seguire reti professionali e produttive esistenti, dove la densità del talento sostiene la fiducia dei datori di lavoro.
Per chi entra nel mercato, TeamLease segnala anche un aumento delle intenzioni di assunzione di candidati al primo impiego. Nel quadro occupazionale più ampio descritto dal dirigente, la quota è passata da circa l’11% al 62% in funzioni come il marketing, mentre circa tre datori di lavoro su quattro prevedono di inserire esordienti. Sono indicazioni sulle intenzioni delle imprese: per i giovani candidati, la preparazione pratica assume un peso crescente accanto al percorso di studi.
La selezione si orienta infatti verso competenze operative specifiche e pertinenti al ruolo. Balasubramanian osserva che le aziende valutano sempre più la capacità di svolgere i compiti richiesti, oltre al titolo di studio o agli anni di esperienza. Questa domanda attraversa posizioni digitali e legate all’analisi dei dati, ma anche mansioni operative e stagionali. Nel più ampio mercato delle assunzioni temporanee, TeamLease prevede un’ulteriore crescita del 15-20% durante la stagione delle festività.
Un altro cambiamento riguarda la creator economy: con la maturazione dell’influencer marketing, le aziende iniziano a inserire influencer e creatori di contenuti negli organici o a coinvolgerli attraverso accordi continuativi, superando il singolo incarico freelance. La professionalizzazione resta disomogenea e, soprattutto fuori dalla fascia dei talenti di maggior richiamo, il lavoro per progetto continua a essere la norma. Per brand e piattaforme, la costruzione di rapporti più strutturati con i creator apre comunque un ulteriore canale di organizzazione del lavoro digitale.