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Teradata rafforza la sicurezza dei dati per gli agenti AI

Teradata introduce nuove protezioni per i dati usati dagli agenti AI: anonimizzazione, crittografia, sicurezza post-quantistica e backup immutabili.

20 ott 2026 4 min lettura A cura di Redazione
Teradata rafforza la sicurezza dei dati per gli agenti AI
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Teradata rafforza la protezione dei dati destinati agli agenti AI con nuove funzionalità di privacy, sicurezza e resilienza. L’annuncio comprende la poli-anonimizzazione, che riduce l’esposizione delle identità preservando le relazioni tra i dati necessarie all’intelligenza artificiale, la crittografia che mantiene il formato dei valori e strumenti di sicurezza post-quantistica. L’obiettivo è rispondere ai rischi che emergono quando gli agenti autonomi entrano nei processi operativi delle imprese e utilizzano informazioni sensibili.

A spingere lo sviluppo sono state le difficoltà dei clienti nel proteggere queste informazioni, spiega Sumeet Arora, chief product officer di Teradata. I flussi di lavoro dell’AI incorporano dati sensibili a livello individuale e richiedono protezioni adeguate a questo utilizzo. Arora ritiene ormai insufficienti i metodi di mascheramento impiegati quando il controllo riguardava soltanto le persone. Le imprese vogliono utilizzare questi dati per AI, test e collaborazione, ma l’esposizione delle identità crea ostacoli normativi, di sicurezza e di fiducia. La risposta dell’azienda punta a tutelare i dati conservandone utilità e collegamenti.

La crittografia a conservazione del formato comprende PII Vault di Anonomatic e protegge i valori sensibili mantenendone la struttura originale. Le funzionalità di privacy fornite da Anonomatic e distribuite da Teradata sono generalmente disponibili. Per le altre capacità annunciate, tra cui poli-anonimizzazione, crittografia a conservazione del formato, protezione post-quantistica e backup immutabili, la disponibilità per i clienti dipende dalla piattaforma Teradata utilizzata e dal tipo di implementazione.

La poli-anonimizzazione riduce l’esposizione delle identità preservando le relazioni utili all’intelligenza artificiale.

Il pacchetto comprende anche la protezione tramite backup immutabili, pensata per rafforzare la preparazione delle imprese sul fronte della cybersicurezza. A questa si affianca un nuovo livello di disponibilità del database per i carichi di lavoro mission-critical, distinto dal disaster recovery. L’intervento abbraccia così sia la riservatezza delle informazioni utilizzate dagli agenti sia la disponibilità dei sistemi che sostengono le attività aziendali.

Donald Farmer, fondatore e principal di TreeHive Strategy, considera le novità aggiornamenti operativi significativi per i clienti esistenti. Per Farmer e per l’analista Kevin Petrie, tuttavia, Teradata sta recuperando capacità già offerte da concorrenti come AWS e Cloudflare, citati dal primo, e IBM e Oracle, richiamati dal secondo per la crittografia contro le minacce dell’era quantistica. Farmer colloca comunque Teradata tra i primi fornitori di database relazionali a proporre crittografia post-quantistica dei dati in transito e sistemi di custodia delle informazioni personali.

La disponibilità delle nuove protezioni dipende dalla piattaforma e dal tipo di implementazione.

Petrie, analista di BARC U.S., lega gli aggiornamenti alle priorità delle imprese nell’adozione responsabile dell’intelligenza artificiale. La ricerca della società indica la privacy come prima priorità, con un netto distacco, seguita dalla sicurezza.

Arora descrive inoltre un cambiamento nell’architettura dei sistemi: mentre le applicazioni di business intelligence e machine learning operano generalmente all’interno di un singolo ambiente, gli agenti attraversano cloud, infrastrutture locali, ambienti ibridi e sovrani. Teradata orienta quindi lo sviluppo verso le esigenze che accompagnano l’espansione delle reti di agenti. Tra i temi indicati dal responsabile prodotto figurano contesto, governance, ottimizzazione dei costi e velocità, insieme al supporto dell’architettura richiesta dall’AI agentica.

Farmer indica nei controlli di accesso contestuali una possibile evoluzione per Teradata.

Farmer indica nei controlli di accesso un possibile passo successivo e suggerisce di guardare al lavoro di Immuta. Il suo Attribute-Based Access Control determina l’accesso nel momento esatto in cui viene eseguita una query, combinando comportamento dell’utente, classificazione dei dati e contesto per concedere, negare o mascherare le informazioni. Al posto della gestione di centinaia di ruoli distinti, gli ingegneri dei dati possono definire regole in linguaggio comune che si estendono automaticamente alle piattaforme cloud. È questa la direzione che, nella valutazione dell’analista, Teradata dovrebbe esplorare per ampliare le protezioni.

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