Scenario Il boom dei data center AI attira i ladri di rame
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03/07/2026

Il boom dei data center AI apre un nuovo fronte di rischio: furti di rame e attrezzature nei cantieri, con carichi milionari recuperati negli USA.

Il boom dei data center AI attira i ladri di rame

La corsa alla costruzione dei data center AI sta producendo un effetto collaterale inatteso: i cantieri e le filiere logistiche che li alimentano sono diventati bersagli sempre più interessanti per i ladri. Non si tratta solo di piccoli furti di materiale, ma di carichi industriali ad alto valore, legati a un’infrastruttura che richiede grandi quantità di rame, componenti elettrici e attrezzature prima ancora che arrivino server e sistemi di calcolo.

Il dato più concreto arriva da un recupero investigativo nei pressi di Chicago: due rimorchi rubati contenevano forniture per data center per circa 1,3 milioni di dollari. Nel carico figuravano anche cavi di rame per circa 300.000 dollari, sottratti in Alabama, insieme a un altro rimorchio con attrezzature infrastrutturali per circa 1 milione di dollari rubate in Florida. La scala economica dell’episodio mostra quanto la supply chain dei nuovi impianti sia esposta già nella fase di costruzione.

Il furto di merci non è un fenomeno nuovo negli Stati Uniti. Il Department of Homeland Security stima che il cargo theft costi alle imprese circa 35 miliardi di dollari l’anno. La crescita dei cantieri per l’intelligenza artificiale sta però creando una nicchia specifica dentro questo mercato nero: ovunque vengano installati nuovi data center, aumentano anche i materiali costosi in transito, stoccati o consegnati in aree operative spesso distribuite su più stati.

Il boom dei data center sta creando una nuova nicchia criminale.

La logica è semplice. Prima che un data center possa ospitare server, GPU e sistemi di raffreddamento, servono camion carichi di infrastruttura: cablaggi, componenti elettriche, sistemi di supporto, parti necessarie alla connessione e alla distribuzione dell’energia. Ogni spedizione diretta a un cantiere diventa un potenziale punto debole. Nel caso del rame, il valore del materiale e la sua centralità negli impianti elettrici lo rendono particolarmente appetibile.

Il fenomeno si inserisce in un momento in cui i data center sono già al centro di tensioni pubbliche. La costruzione di impianti sempre più grandi, spinta dalla domanda di calcolo per l’AI, ha generato critiche per l’uso di energia, il consumo d’acqua e l’impatto sulle comunità vicine. A queste frizioni si aggiunge ora un rischio più operativo: la protezione fisica dei cantieri, dei magazzini temporanei e dei trasporti lungo la filiera.

Il valore dell’AI passa anche da rame, camion e cantieri.

Per le imprese tecnologiche e per i loro fornitori, la questione non riguarda soltanto la perdita del singolo carico. Un furto di cavi o attrezzature può rallentare l’avanzamento dei lavori, obbligare a riordinare componenti, riorganizzare squadre e finestre di consegna. In un settore dove la velocità di costruzione è parte della competizione, anche un’interruzione logistica può trasformarsi in un costo più ampio rispetto al valore nominale dei materiali sottratti.

La pressione è amplificata dalla natura stessa del boom. La domanda di capacità di calcolo porta a costruire data center più grandi e più rapidamente, mentre la disponibilità di materiali e componenti deve seguire ritmi serrati. Più cantieri significano più spedizioni, più depositi provvisori e più occasioni per chi intercetta il valore fisico dell’infrastruttura digitale. L’intelligenza artificiale, spesso raccontata come software e modelli, poggia così su una catena materiale fatta di metalli, energia e logistica.

Ogni spedizione verso un data center può diventare un bersaglio.

Il paradosso è che la nuova economia dei data center produce valore anche dove le aziende non vorrebbero: nei circuiti criminali che sfruttano l’espansione infrastrutturale. La crescita dell’AI non attira solo investimenti, fornitori e costruttori, ma anche soggetti pronti a monetizzare i materiali necessari alla sua base fisica. Il furto di rame nei cantieri diventa quindi un indicatore laterale, ma concreto, della velocità con cui l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale sta occupando territorio, capitale e filiere operative.