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IBM perde il 42% nei mainframe, ma l’AI non c’entra

I ricavi trimestrali di IBM deludono Wall Street: i mainframe crollano del 42%. L’azienda attribuisce la frenata al rinvio degli acquisti, non all’AI.

23 lug 2026 4 min lettura A cura di Redazione
IBM perde il 42% nei mainframe, ma l’AI non c’entra
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Il trimestre di IBM ha riservato una sorpresa pesante: il business dei mainframe, tradizionale motore economico del gruppo, ha registrato una flessione del 42%. La battuta d’arresto ha contribuito a portare i risultati sotto le attese di Wall Street e ha spinto l’azienda a ridurre le previsioni di crescita per l’intero esercizio. L’amministratore delegato Arvind Krishna e il direttore finanziario Jim Kavanaugh sostengono però che il calo non segnali una fuga dei clienti verso infrastrutture legate all’intelligenza artificiale.

I conti mostrano comunque un’azienda capace di generare grandi volumi di cassa. Nel trimestre IBM ha realizzato 17,2 miliardi di dollari di ricavi, 9,9 miliardi di utile lordo e 2,2 miliardi di utile netto, con margini vicini al 58%. Numeri solidi in termini assoluti, ma insufficienti rispetto alle aspettative del mercato. La divisione infrastrutture ha fornito il segnale più debole, mentre la pressione sui margini ha aggravato la lettura complessiva della trimestrale.

La portata dello scostamento aveva indotto Arvind Krishna e il consiglio di amministrazione a preannunciare le difficoltà agli investitori. In una lettera pubblicata la settimana precedente ai risultati ufficiali, il CEO aveva definito l’andamento peggiore delle aspettative interne, anticipando ricavi molto deboli nelle infrastrutture e una contrazione della redditività. La reazione è stata immediata: il titolo IBM ha perso il 25% in una sola seduta, il maggiore ribasso giornaliero nella storia dell’azienda.

Il crollo dei mainframe trascina anche i ricavi software di IBM

La frenata dei mainframe produce effetti che vanno oltre la vendita delle macchine. Secondo Jim Kavanaugh, per ogni dollaro incassato dall’hardware mainframe IBM genera circa 3 dollari di ricavi software. Il rinvio di pochi contratti può quindi propagarsi rapidamente alle licenze, ai servizi e alla manutenzione. Si tratta di sistemi dal prezzo compreso tra centinaia di migliaia e milioni di dollari, ai quali si aggiungono accordi software e assistenza capaci di generare ulteriori ricavi multimilionari.

IBM attribuisce la caduta a “decine” di clienti che avrebbero dovuto acquistare un nuovo mainframe nel trimestre, ma hanno posticipato l’ordine. Le imprese coinvolte non avrebbero abbandonato la piattaforma: avrebbero invece destinato il budget ad altre apparecchiature, rese più costose dai rincari dell’hardware. Krishna ha indicato aumenti compresi tra il 15% e il 30% per dispositivi destinati ai data center e personal computer, tali da obbligare alcuni clienti a modificare temporaneamente le priorità di spesa.

L’AI non sostituisce il mainframe, ma modifica le priorità di spesa

La pressione arriva dai componenti, in particolare dalla memoria, la cui domanda è stata alimentata dalla costruzione di infrastrutture per l’AI. Produttori come Dell e HP hanno segnalato la necessità di aumentare i prezzi, mentre anche Apple ha descritto una dinamica analoga. In questa lettura, l’intelligenza artificiale incide indirettamente sui mainframe: non li sostituisce, ma assorbe componenti e capitale, facendo salire i costi di altre categorie tecnologiche e spingendo le aziende a ridistribuire gli investimenti.

Il management prevede che gli ordini rinviati torneranno nei conti, insieme ai relativi contratti software. Krishna ha dichiarato che alcuni clienti avrebbero già completato gli acquisti nel trimestre successivo e ha affermato di non vedere “alcuna prova” di aziende intenzionate ad abbandonare il mainframe IBM. La tesi proposta agli investitori è quindi quella di uno slittamento temporale, non di una trasformazione strutturale della domanda.

IBM considera gli ordini mancati un rinvio, non una fuga dei clienti

La verifica arriverà dai prossimi risultati, quando sarà possibile misurare quanti ordini siano stati effettivamente recuperati. Nel frattempo, il calo del 42% evidenzia quanto pochi acquisti di grande valore possano modificare l’andamento di un intero trimestre e trascinare con sé il software. Per IBM, l’AI appare così meno come il nuovo concorrente del mainframe e più come una forza che sta alterando prezzi, disponibilità dei componenti e priorità dei budget tecnologici.

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