Tecnologia Google raddoppia gli investimenti e supera Big Tech
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16/02/2026

Alphabet raddoppia gli investimenti in AI per il 2026, previsti fino a 185 miliardi. Il titolo cala in borsa nonostante ricavi superiori alle attese.

Google raddoppia gli investimenti e supera Big Tech

Alphabet ha annunciato mercoledì scorso risultati trimestrali che hanno portato a un calo del 2% del titolo in borsa, nonostante ricavi superiori alle attese. La casa madre di Google prevede una spesa in capitale tra 175 e 185 miliardi di dollari per il 2026, quasi il doppio degli investimenti programmati per l'anno in corso, destinati principalmente all'espansione dell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale. L'aumento esponenziale delle spese solleva interrogativi sulla sostenibilità della corsa all'AI tra i giganti tecnologici e sulla capacità di monetizzare questi investimenti massicci.

L'escalation della spesa in capitale da parte delle Big Tech sta ridefinendo le aspettative del mercato. Wall Street si trova divisa tra l'entusiasmo per le potenzialità dell'intelligenza artificiale e la preoccupazione per margini operativi sempre più compressi. La reazione negativa del mercato al report di Alphabet riflette questo dilemma: gli investitori riconoscono la necessità strategica di investire in chip e data center, ma temono un ritorno economico dilazionato nel tempo.

La proiezione di ottobre 2025 per le spese in conto capitale si attestava tra 91 e 93 miliardi di dollari, rendendo l'incremento annunciato particolarmente significativo. Alphabet giustifica questa impennata con la domanda crescente da parte dei clienti per servizi basati sull'AI, ma la mancanza di dettagli specifici sui contratti e sui margini attesi lascia spazio a scetticismo. La società ha dichiarato che gli investimenti in intelligenza artificiale stanno già generando ricavi trasversali, senza tuttavia fornire dati granulari che permettano di valutare la redditività effettiva di questi flussi.

Stiamo vedendo i nostri investimenti in AI e infrastruttura generare ricavi e crescita su tutti i fronti

Il fenomeno non riguarda solo Alphabet. Microsoft, Meta e Amazon hanno tutte accelerato la spesa per infrastrutture tecnologiche negli ultimi trimestri. La scorsa settimana, sia Meta che Microsoft hanno comunicato agli investitori spese superiori alle previsioni iniziali per il 2025. Tuttavia, il mercato ha reagito in modo divergente: mentre il titolo Meta è salito dopo l'annuncio dei risultati trimestrali superiori alle attese, Microsoft ha perso oltre il 6% del valore azionario nonostante ricavi in linea con le aspettative di Wall Street.

La differenza di valutazione riflette preoccupazioni specifiche sul modello di business. Nel caso di Microsoft, gli analisti hanno sollevato dubbi sul backlog di ordini, quasi la metà del quale è attribuibile a un unico cliente: OpenAI. Questa concentrazione rappresenta un rischio di dipendenza che ha contribuito al ribasso del titolo. La relazione simbiotica tra Microsoft e OpenAI, pur essendo strategicamente vantaggiosa, espone la multinazionale di Redmond a vulnerabilità operative qualora il rapporto dovesse modificarsi o la startup dovesse affrontare difficoltà finanziarie.

Quasi la metà del backlog di Microsoft è attribuito a un singolo cliente: OpenAI

L'analisi dei bilanci delle Big Tech rivela un pattern comune: tutte le aziende stanno scommettendo che l'attuale fase di investimento massiccio in capacità computazionale si tradurrà in posizioni dominanti nel mercato dell'intelligenza artificiale. Tuttavia, la mancanza di chiarezza sulla timeline di monetizzazione e sui margini operativi futuri rende difficile per gli investitori valutare se questi investimenti stiano creando valore sostenibile o rappresentino un eccesso di capacità destinato a pesare sui bilanci.

Il contesto competitivo aggrava le pressioni. Nessuna delle aziende può permettersi di rallentare gli investimenti per timore di perdere terreno rispetto ai concorrenti. Questa dinamica da "dilemma del prigioniero" rischia di portare a una sovracapacità sistemica nel settore, con conseguenze potenzialmente negative sui margini operativi dell'intero comparto tecnologico. Le autorità di regolamentazione, sia negli Stati Uniti che in Europa, osservano con attenzione questa concentrazione di risorse e potere computazionale.

Alphabet prevede spese in capitale tra 175 e 185 miliardi di dollari per il 2026

La sostenibilità di questo modello dipenderà dalla capacità delle aziende di trasformare l'infrastruttura in servizi redditizi. Al momento, il mercato sembra premiare la prudenza finanziaria più dell'audacia strategica, come dimostra la reazione divergente ai risultati di Meta e Microsoft. Resta da vedere se gli investimenti massicci in AI rappresentino una visione lungimirante o un eccesso speculativo destinato a ridimensionarsi quando gli investitori inizieranno a richiedere rendimenti concreti su questi capitali impiegati.

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